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CAOS FI e LEGA/ La "regola di Totò" condanna Berlusconi e Salvini alla sconfitta

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Silvio Berlusconi (Infophoto)  Silvio Berlusconi (Infophoto)

La tabella di marcia è serrata: il 5 gennaio Matteoli riunirà il tavolo tecnico per proseguire l'esame delle candidature a sindaco. I tre leader dovrebbero tornare a vedersi subito dopo l'Epifania, dopo il vertice del 15 dicembre, mentre i sondaggisti lavorano intensamente per individuare le ipotesi più competitive per vincere nelle città. Intanto, però, l'annunciata manifestazione unitaria a Roma è già slittata dal 6 al 20 febbraio.

A parole tutti fanno professione di unità, ma il problema è come. Berlusconi critica i due giovani alleati per la loro ritrosia a scendere direttamente in campo. A Milano Salvini non ne vuol proprio sapere, e le ipotesi in campo restano Sallusti e Del Debbio. A Roma il pressing sulla Meloni continua, anche perché solo scendendo direttamente in pista la leader di Fratelli d'Italia potrebbe giustificare il veto imposto sul nome di Alfio Marchini. Niente di definito, quindi, un vantaggio enorme concesso a un centrosinistra tutt'altro che in salute. 

Per Salvini e Meloni, però, il problema vero è l'inconsistenza di Forza Italia; ondivaga in Parlamento, è praticamente scomparsa sul territorio. Da qui la richiesta di "prove d'amore", come il voto compatto sulla mozione di sfiducia al governo presentata dal Carroccio, o la battaglia contro lo jus solii e la legge Cirinnà sulle unioni civili che si avvicina. Lì si farà — secondo i due giovani alleati di Berlusconi — la scrematura. Per chi tentenna o — peggio — vota con il nemico Renzi non ci sarà alcuno spazio. E il leader di Forza Italia sa che farà una fatica enorme a mantenere un briciolo di disciplina fra le fila del sul ormai ridotto esercito.

Nulla, di conseguenza, appare scontato. Nulla è ancora scritto. La (ri)costruzione del centrodestra appare oggi una strada decisamente in salita. Eppure le cose stanno proprio come le descriveva Totò: è la somma che fa il totale. E senza il totale non c'è alcuna prospettiva di vittoria.



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COMMENTI
04/01/2016 - commento (francesco taddei)

il partito di silvio è il partito conservatore. ha come obiettivo il mantenimento delle rendite di posizione e del presidio delle professioni e dei capitali torbidi (gelli docet). il tempo scorre e dopo venti anni le esigenze degli italiani sono cambiate. silvio è rimasto indietro. ma metterà in lista qualche velina o presentatore e si presenterà come il nuovo che avanza.