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QUARTO, MAFIA, M5S/ Tavolazzi (ex grillino): Casaleggio smetta di recitare

Per VALENTINO TAVOLAZZI, voler fare passare l’M5S come l’unico movimento democratico in Italia è solo una balla per gli allocchi. Nel movimento comanda solo "Casaloggia"

Gianroberto Casaleggio (Infophoto) Gianroberto Casaleggio (Infophoto)

“Voler fare passare l’M5S come l’unico movimento democratico in Italia è solo una balla per gli allocchi. Nel movimento comanda solo ‘Casaleggio’, e se lui agisca da solo o se sia il factotum e il delegato di qualche altro potere è un grande mistero”. E’ la denuncia di Valentino Tavolazzi, il primo politico del Movimento 5 Stelle a essere cacciato da Grillo e uno dei fondatori di Democrazia in Movimento, un gruppo di fuoriusciti delusi dall’impostazione verticistica dell’M5S. Nei giorni scorsi alcuni quotidiani hanno pubblicato delle intercettazioni telefoniche che facevano nascere il sospetto che Rosa Capuozzo, sindaco di Quarto (Napoli) ed esponente dell’M5S, fosse stata eletta grazie ai voti della Camorra. Ieri Grillo ha scritto un post sul suo blog per respingere ogni accusa.

Tavolazzi, che cosa ci dice la vicenda di Quarto sulla capacità dell’M5S di amministrare le realtà locali?

La capacità di gestione delle istituzioni da parte dei Cinque Stelle è pessima. La prova che hanno dato finora non è certamente all’altezza delle aspettative e soprattutto della dimensione di voto che hanno raccolto. Se devo dare un giudizio generale su come si sono dimostrati nell’amministrazione delle situazioni locali, tranne pochissime eccezioni, devo dire che i Cinque Stelle sono un fallimento.

Da dove si origina questo fallimento?

Nasce soprattutto dall’inesperienza e dalla scarsa capacità di essere operativi in tempi brevi. Per capire come funziona una macchina pubblica ci vogliono degli anni, e tutto questo tempo deve passare a danno dei cittadini, in modo che gli eletti possano essere in grado di svolgere un minimo di funzione collettiva e di bene pubblico. Gli altri partiti hanno avuto tempo, nei decenni scorsi, di fare una loro esperienza in trincea. L’M5S è arrivato comunque a dei livelli elettorali di consenso tali da permettergli l’accesso all’interno delle istituzioni, ma poi quando amministra dimostra tutta la sua impreparazione.

Se gli diamo tempo, i Cinque Stelle diventeranno preparati?

Può essere che ciò avvenga, a questo punto però si pone un problema di democrazia interna. Se i meccanismi di selezione nell’M5S non sono sufficientemente democratici, aperti alle capacità e alle competenze, mentre si avanza per appartenenza, per fedeltà e per sostegno alla “coda” del capo, è evidente che a quel punto anche con il tempo noi non avremo mai dei buoni amministratori.

Eppure Grillo si è sempre posto come l’unico difensore della democrazia. E' veramente così?

No, sono tutte balle per gli allocchi, che servono a portare a casa voti e a convincere la gente, soprattutto i giovani, a votare M5S. Nell’esperienza che abbiamo fatto noi ma non solo, il movimento a tutt’oggi non ha fatto nessun passo avanti nella direzione della democrazia interna e della trasparenza. Rimane un movimento padronale, con due capi che comandano e decidono chi deve andare avanti e chi deve stare fermo.

Per molti italiani è arrivato il momento di una svolta radicale …

E’ pur vero che i partiti storici affiancano a una maggiore competenza anche molta corruzione. Però non mi sento di dire che la soluzione sia quella di mandare allo sbaraglio un movimento che poi non sa muovere le leve, e che avrà bisogno di anni per incominciare a comportarsi in modo positivo per il Paese. Si può quindi passare di male in peggio. Non è detto che un cambiamento radicale porti necessariamente a un miglioramento. L’esperienza cui abbiamo assistito a livello locale dimostra che ciò può anche non avvenire.

Per Grillo l’M5S è l’unico partito degli onesti. Come valuta questa narrazione?