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MANI PULITE?/ "1992" su La7, tanta ipocrisia e poca verità: a chi giova?

Pubblicazione:sabato 9 gennaio 2016

Antonio Di Pietro (Infophoto) Antonio Di Pietro (Infophoto)

Che l'ipocrisia sia lo sport preferito in un paese come l'Italia di questi anni è cosa abbastanza nota. La7, intesa come rete televisiva, ha cominciato a mandare in onda 1992, cioè uno sceneggiato a puntate, cupissimo e torvo, non proprio fatto bene, che dovrebbe ricostruire la storia della fine della cosiddetta "prima repubblica", mentre si aspetta sempre la nascita della seconda.

A presentare la serie che, probabilmente diventerà storia (cose da pazzi), c'era il "camaleontico" Enrico Mentana, con Vittorio Feltri, che fu amico del pool di Mani pulite, ma che divenne poi critico; Bobo Craxi, il figlio di Bettino, e niente meno che il grande playmaker dell'epoca, Antonio Di Pietro, il famoso "Tonino nazionale", che qualcuno aveva scambiato per "L'uomo della Provvidenza". Non mancava in collegamento da Bergamo il sindaco, Giorgio Gori, ex "big" delle televisioni di Mediaset, non proprio cresciuto secondo canoni politici.

Perché parliamo di ipocrisia italiana? Perché riassumere in una serie di sceneggiati televisivi quello che è stato un cambiamento epocale, che ha riguardato l'Italia in particolare ma che ha coinvolto gran parte del mondo, senza neppure inquadrarlo in un contesto storico complessivo è un tipico esempio di storia "fatta tant al tòc", dove la verità resta e resterà sempre una chimera.

Strano ad esempio che nessuno si sia ricordato che si era usciti da una guerra fredda durata un quarantennio, dove l'Italia svolgeva una cerniera decisiva contro l'espansione dell'imperialismo sovietico. Dal loro "cielo", Breznev, Andropov e Cernenko, per ricordare solo i tardobolscevici, ringrazieranno La7: loro lo dicevano che la classe politica occidentale, quella italiana poi, era sempre stata corrotta. Perbacco!

Strano, ad esempio che si sia appena sfiorato il fatto (nello sceneggiato non compare nemmeno) che la famosa inchiesta di Mani pulite e l'apertura della stagione di Tangentopoli ha cancellato tutta l'area democratica dell'Italia: cioè i partiti riformisti dalla Dc al Psi, al Psdi, al Pri, al Pli, mentre ha salvato (non c'erano prove?) i postcomunisti che ancora "odoravano" di rubli cambiati in dollari e l'estrema destra missina, che si approvvigionava, secondo alcuni da qualche altra parte, seppure in modo modesto. Così la politica è stata messa in soffitta e i grandi interessi, nazionali e internazionali, potevano avare gioco facile.

Infatti l'ipocrisia sorvola su alcuni fatti cosiddetti "secondari", come la voglia di alcuni "dilettanti allo sbaraglio" italiani, pieni di soldi, che vogliono unificare il governo economico finanziario con quello politico. Ci furono tentativi che non andarono in porto e il vincitore finale della partita, per un tempo limitato, fu talmente preso a curare i suoi affari che si dimenticò completamente della politica.

Strano, infine, che nell'ipocrisia dilagante si sia completamente dimenticato il contesto: ossia che l'Italia, da un punto di vista geopolitico, cominciava a contare poco e quindi si poteva passare alla sua liquidazione progressiva di grande potenza industriale ed economica. 


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COMMENTI
09/01/2016 - Caro Antonio Di Pietro (orazio adolfo bacci)

Lei ha scoperchiato la pentola, e ha visto il marciune politico e colluso con la mafia, e adesso il suo partito non esiste più, vede cosa succede ha dire la verità? Adesso e peggio di prima! Sempre l'ho sostenuto e ammirato per il suo coraggio, ma purtroppo c'è troppi marcioni nella politica di questa Italia, è un male endemico, non c'è niente da fare e voglio vedere come andranno ha finire l'elezioni amministrative. So già come voterò, annullo la scheda, altrimenti le bianche può darsi che se le spartiscono, la annullo, non si sa mai!