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CAOS PD/ Renzi e Referendum, il No di Bersani vale la scissione

Pier Luigi Bersani (LaPresse) Pier Luigi Bersani (LaPresse)

Nell'intervista al Corriere, l'ex segretario usa temi che sono stati ripetuti più volte in queste settimane da D'Alema. Dice Bersani: "Noi abbiamo cercato di salvare il salvabile, ma a volte trattenersi è molto difficile. E anche adesso dico quel che dico perché un pezzo del nostro popolo non vada via, restando vittima di cattivi pensieri. Non puoi sempre farti vedere con Marchionne e Polegato". E' un attacco di un'incredibile durezza a Matteo Renzi, al segretario del suo partito, che mentre un "pezzo del popolo del Pd" è tentato di andarsene, e non vota neppure più, non trova di meglio che andare a trovare l'amministratore delegato dell'ex Fiat, quella che non paga neppure più le tasse in Italia, oppure il proprietario della Geox di Treviso, dove Renzi è andato a dire "Vengo a parlare dalla gente che fa Pil".

Probabilmente sbaglieremo, ma il processo che si è avviato in questi giorni, e dovrebbe confermarsi oggi nella direzione del Pd, è quello che porta diritto a una spaccatura profonda, magari con un processo lungo e complicato, ma che ha solamente un esito di tipo non unitario.

E questo sembra il "canovaccio scontato" indipendentemente dal risultato del referendum. Vinca il Sì o vinca il No, come si ricompongono visioni politiche tanto differenti e protagonisti che si sono dati battaglia senza esclusioni di colpi come appartenenti a schieramenti diversi?

Pier Luigi Bersani ha già in mente addirittura lo schema del suo discorso al prossimo congresso del Pd: "Sosterrò la tesi che non si può essere assieme segretario e premier. Vorrei che il Pd si accorgesse dei rischi, separasse le funzioni e mettesse questo gesto a disposizione di un campo largo di centrosinistra".

Questo è un passaggio dell'intervista del Corriere a Bersani dove si coglie quasi un ammiccamento dell'ala post-comunista a una parte dell'ala post-democristiana.

Ci sono infatti molte partite sotterranee in corso. La questione banche e Monte dei Paschi di Siena forse sarà una "preoccupazione particolare" del duo Romano Prodi e Giovanni "Nane" Bazoli, che non sembrano in sintonia con le soluzioni di Renzi. Forse il ministro dei beni e delle attività culturali, Dario Franceschini, aspetta "sulla riva del fiume", dichiarandosi addolorato per l'intervista di Bersani.

Ma la sostanza è che le dichiarazioni di Bersani hanno creato un'autentica "questione" all'interno del Pd, capace di ridisegnare la mappa degli schieramenti politici italiani. Renzi per vincere il referendum cercava voti a destra? La risposta di Bersani è arrivata come una "bomba" all'interno del Pd, che sembra aver ormai cambiato veramente pelle.

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