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Referendum 4 Dicembre 2016 / Costituzionale, news: esposto di Brunetta all'Agcom per la "sovraesposizione mediatica di Renzi" (Oggi, 10 ottobre 2016)

Referendum 4 Dicembre 2016 costituzionale, news: esposto di Brunetta all'Agcom per la "sovraesposizione mediatica di Renzi". Ultime notizie di oggi, 10 ottobre 2016, gli aggiornamenti.

Matteo Renzi (Foto: LaPresse) Matteo Renzi (Foto: LaPresse)

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REFERENDUM 4 DICEMBRE 2016 COSTITUZIONALE, NEWS: ESPOSTO DI BRUNETTA ALL'AGCOM PER LA "SOVRAESPOSIZIONE MEDIATICA DI RENZI" (ULTIME NOTIZIE OGGI, 10 OTTOBRE 2016) - E' stato presentato un esposto all'AgCom per il referendum costituzionale del 4 dicembre 2016: il presidente dei deputati di Forza Italia, Renato Brunetta, ha chiesto la verifica di eventuali responsabilità sul mancato rispetto dei principi in materia di comunicazione politica e di parità di accesso ai mezzi di informazione in periodo elettorale. Secondo il capogruppo azzurro a Montecitorio, il presidente del Consiglio e altri membri del governo utilizzano gli spazi televisivi solo per sostenere il sì al referendum costituzionale del 4 dicembre 2016. Nel mirino Matteo Renzi, la cui sovraesposizione mediatica "è risultata palesemente evidente e certificata anche dai dati Agcom". Secondo Renato Brunetta lo spazio dedicato ai comitati che sostengono le reazioni del no al referendum "è finora risultato fortemente limitato". Inoltre, per il presidente dei deputati di Forza Italia è inopportuno che nello spot relativo alla consultazione referendaria del prossimo 4 dicembre si faccia riferimento al quesito che è sottoposto a valutazione da parte del Tar e ritiene che lo stesso spot sia "ingannevole e sbilanciato a favore del sì al referendum".

REFERENDUM COSTITUZIONALE NEWS, VOTO 4 DICEMBRE (ULTIME NOTIZIE OGGI, 10 OTTOBRE 2016). SE VINCE IL NO? - Renzi e lo spettro del No al referendum costituzionale: la sua paura più grande, in termini politici, per le prossime settimane. Per questo motivo la campagna elettorale è serrata e attende la resa dei conti in Direzione Pd oggi pomeriggio: il premier vuole vedere fino a dove si spinge la minoranza del suo partito e le impressioni della vigilia non sono certo delle migliori. Viene ancora contestato tanto dell’impianto della riforma costituzionale, su tutti la non-elezione dei senatori in tandem con l’Italicum. Ieri un passaggio della lunga intervista di Renzi all’Arena di Giletti ne sottolinea i passaggi fondamentali: «Molti fanno scenari foschi, io semplicemente dico che se vince il No non cambia niente, non dico che arriverà la peste, continueremo con gli stessi numeri e gli stessi costi». Secondo il premier i padri costituenti con l’Articolo 138 della Costituzione avevano ben chiara l’idea di una carta viva che potesse cambiare: «Ai cittadini dico ora: è giusto o no ridurre il numero dei parlamentari, diminuire il costo delle istituzioni ed evitare il ping pong tra Camera e Senato che spesso è indecoroso?». La parola all’accusa, si direbbe in un processo, e non è tanto lontana come idea di paragone per questo agone politico incentrato, anzi quasi, incastrato, sul referendum costituzionale.

REFERENDUM COSTITUZIONALE NEWS, VOTO 4 DICEMBRE (ULTIME NOTIZIE OGGI, 10 OTTOBRE 2016). RENZI IN CERCA DI “SÌ” A DESTRA - Il referendum costituzionale sarà al centro della riunione di Partito oggi a Roma con il Pd raggruppato per discutere del tema ormai più divisivo della platea politica degli ultimi anni: i dem sono in lotta e il premier Renzi ieri all’Arena di Giletti non ha certo trovato maniere dolci per il riavvicinamento con la minoranza dem. «chi voterà no, soprattutto all'interno del Pd, deve sapere che dovrà pagare un prezzo politico per quella scelta. Questa riforma non l'ho scritta io da solo a Rignano sull'Arno. E' stata un mese nelle università, poi è andata in Consiglio dei ministri, poi è stata due anni e 4 giorni in Parlamento, ha avuto 122 emendamenti, tra cui quelli della minoranza di Bersani, che hanno cambiato una volta alla Camera e una volta al Senato in direzione opposta. Ha avuto sei letture, 80 e rotti milioni di emendamenti». Il concetto è lo stesso e viene replicato anche ieri dal segretario Pd, infuriato contro Speranza, Bersani e D’Alema che continuano nell’attacco personale per minare alla riforma costituzionale che sottende il referendum del 4 dicembre: «non guardate a me, potete mandarmi a casa altre volte, ma guardate al futuro dell’Italia. Non pensiamo al numero delle parole della riforma costituzionale ma al numero delle poltrone che andiamo a tagliare». E poi l’affondo, con il tentativo neanche tropo mascherato di ricerca dei voti a destra: «secondo me un sacco di gente di destra non starà dietro ai giochini politici. Alla fine, votando su un quesito chiaro penso che gli Italiani siano più attenti a far risparmiare lo Stato e a semplificare, che alle discussioni di Renzi, D'Alema, Grillo, Berlusconi. Noi passiamo, siamo provvisori, le istituzioni invece restano». Il problema è che al momento per Renzi i peggiori problemi non arrivano paradossalmente dalle opposizioni esterne, bensì da quelle interne: e allora la Direzione Pd di oggi dirà molto riguardo alle prossime settimane di campagna referendaria. Sarà sempre più un solo contro tutti? (Niccolò Magnani)

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