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CAOS PD/ Caldarola: la minoranza dem ha vinto, ma il No può spaccarla

Matteo Renzi (LaPresse) Matteo Renzi (LaPresse)

C’è una spaccatura che non è evitabile, e lo ha detto con grande onestà Roberto Speranza. E’ difficile che il mondo del No maturato all’interno del Pd cambi idea, perché è costituito da persone che si sono organizzate, che fanno capo all’Anpi, all’Arci e alla Cgil. Se questo spiraglio di dialogo resta aperto, è possibile che al voto si arrivi a una spaccatura tra Sì e No ma in un clima che non è da “giudizio di Dio”: sarebbe una differenza importante. Una parte della sinistra Pd può restare sulla posizione del No ma senza gli argomenti di Gustavo Zagrebelsky e di Marco Travaglio. Ciò potrebbe rendere lo scontro meno drammatico.

 

Lo ritiene possibile?

Per arrivare a una svolta di tipo unitario questi 50 giorni che ci separano dal 4 dicembre vanno utilizzati bene. Renzi si deve un po’ “cucire la bocca” ogni volta che gli viene in mente una battutaccia, e la sinistra Pd deve pronunciare un po’ meno di frequente la parola “scissione”.

 

Quale peso avrà sulla campagna di Renzi il No delle minoranze Pd?

Questa è una campagna elettorale strana. Se noi stiamo alla disposizione delle forze in campo, vediamo Renzi contro tutti: la quantità di sigle a favore del No è impressionante. C’è tutta la destra, c’è tutta la galassia “extraparlamentare”, c’è gran parte del mondo della cultura e del cinema, ci sono le associazioni di massa di sinistra dalla Cgil all’Anpi, e c’è una fetta importante di classe dirigente del Pd. Con Renzi non c’è praticamente nessuno.

 

Quindi Renzi ha già perso in partenza?

Giudicando dalla disposizione delle forze in campo dovremmo dire che Renzi ha già perso. In realtà la partita del referendum costituzionale è molto trasversale. La politica ci insegna che quando si mettono insieme elementi così contrapposti, alla fine qualcuno si sottrae alla battaglia. In secondo luogo la posizione di Renzi resta un argomento di grande facilità propagandistica, in quanto afferma di semplificare e di ridurre i costi della politica.

 

La posizione del No ha meno presa?

L’argomento più semplice dei sostenitori del No è cacciare Renzi. Quando invece si entra nel merito ci si disperde in diecimila meandri. Ogni volta quindi che il No ritiene di avere vinto, fa un calcolo senza tenere conto che un pezzo di Paese non sente che il suo problema fondamentale oggi è la minaccia alla democrazia, quanto piuttosto l’abbassamento del tenore di vita. Renzi quindi ha molte più carte di quante i sondaggisti dichiarano.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
11/10/2016 - La minoranza PD massa d'inbecilli,non agiscono ben (orazio bacci)

Non si rendono conto che e suicidare L'Italia e loro stessi,è Renzi l'unico ha ragionare con concretezza da bravo Premier,bisogna per salvare l'Italia e muoverla dalle secche,votare un bel SI'.