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Politica

SCISSIONE PD/ Sansonetti: il futuro di Renzi? Un partito di centro del 15%

Massimo D'Alema (LaPresse)Massimo D'Alema (LaPresse)

Se vince il Sì è una clamorosa affermazione di Matteo Renzi nei confronti dell’intero schieramento politico, e quindi negli anni successivi sarà molto difficile mandarlo via. Se vince il No, chi può intestarsi questo risultato più di tutti è D’Alema. Berlusconi non sta partecipando con grande passione, lo stesso M5s non si occupa più di tanto del referendum, e del resto è difficile pensare che si trasformi in una vittoria personale di Matteo Salvini, Giorgia Meloni o Nicola Fratoianni (Sel). La verità è che se vince il No torna clamorosamente in scena D’Alema.

 

Quali saranno le conseguenze per il Pd di questa spaccatura?

Naturalmente saranno molto diverse a seconda che vinca il Sì o il No. Se vince il No Renzi dovrà lasciare la guida del partito alla vecchia componente ex Pci, e se anche riuscisse a rimanere a Palazzo Chigi non sarà più il padrone del governo. In questo caso il partito può anche rimanere unito.

 

E se vincono i Sì?

Nel caso in cui prevalgano i Sì quella di Renzi sarà una vittoria clamorosa al punto che diventerà il padrone dell’Italia, però non è detto che riesca a controllare il suo partito. A quel punto è abbastanza probabile lo spostamento di Renzi al centro e la nascita di una forza di sinistra non più residuale in grado di attrarre il 10-15% dell’elettorato. Il problema è come avverrà la riaggregazione al centro sotto la direzione e il potere formidabile di Renzi. Il premier probabilmente si mangerà tutti gli altri piccoli partiti di centro e forse anche un bel pezzo di Forza Italia.

 

Bersani ha detto: “Per quel che riguarda me, a portarmi fuori dal mio partito ci può riuscire solo la Pinotti... con l'esercito”. Significa che in ogni caso non ci sarà una scissione?

Bersani deve fare questa dichiarazione, e del resto lui spera di vincere perché in quel caso potrà tenersi il Pd. Anzi semmai a uscire sarà Renzi. Bersani sarebbe stato un suicida se avesse detto: “Ce ne andiamo dal Pd”. Il suo obiettivo è conquistare il partito, non andarsene. Ma se vincono i Sì il giorno dopo cambia tutto. Oggi come oggi però la mia sensazione è che i No siano in vantaggio, anche se in due mesi può succedere di tutto.

 

Se vince, Renzi cambierà comunque l’Italicum?

Renzi cambierà comunque l’Italicum anche se vince il referendum, e ovviamente farà una legge elettorale che gli sarà più favorevole, ma in ogni caso compirà un gesto magnanimo. Del resto se il 4 dicembre vince, dal giorno successivo il premier può fare quello che vuole. La sua sarebbe un’affermazione contro l’intero establishment, da destra a sinistra, e a quel punto avrebbe in mano tutto.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
12/10/2016 - un consiglio per D'Alema e soci (ANTONIO DE BONIS)

Parlate soventemente di DEMOCRAZIA, parlate bene ma razzolate male. Se su 100 persone 90 approvano un provvedimento e 10 votano contro, questi ultimi possono senz'altro dire che secondo la loro idea è sbagliato ma non creare tanto clamore solo perchè hanno perso. Conclusione, mi rivolgo ai vari D'Alema, Bersani, Cuperlo, Speranza, etc. etc, se siete veramente Democratici, Democratici e politici da Parlamento e non da bar, accettate la sconfitta e finitela. Se non volete adeguarvi, o quantomeno se non digerite il responso del congresso andatevene da un'altra parte e non rompete.