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Sondaggi referendum / Mannheimer: Renzi crolla, il No tra il 52 e il 55%

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Matteo Renzi cala nei sondaggi  Matteo Renzi cala nei sondaggi

SONDAGGI REFERENDUM 2016. Aumentano i No al referendum e cala la fiducia personale del presidente del Consiglio, Matteo Renzi. E’ quanto emerge dagli ultimi sondaggi sul referendum, come rivela l’esperto Renato Mannheimer. In questo momento i No oscillano tra il 52 e il 55%, mentre i Sì sono tra il 48 e il 45%. La fiducia personale di Renzi è al 35%, con una tendenza in calo che si spiega con le difficoltà dell’economia italiana. Alla fine il risultato sarà determinato dal voto degli indecisi, anche se come spiega lo stesso Mannheimer è molto difficile intuire fin da ora come si orienteranno.

 

Secondo lei il nodo della personalizzazione di Renzi è superato, o di fatto il premier sta ancora personalizzando anche se in modo diverso da prima?

Renzi sta cercando di spersonalizzare il referendum. Dopo l’errore commesso inizialmente, adesso tenta di portare il discorso più sui contenuti. Viceversa i suoi oppositori cavalcano il tema della personalizzazione, per adesso con un certo successo.

 

Il presenzialismo di Renzi rischia di portare a una crisi di rigetto?

Forse in parte. Certo che il presenzialismo in questo momento è indispensabile perché passato il primo momento di entusiasmo, in cui Renzi era probabilmente convinto di una facile vittoria dei Sì, gli attuali sondaggi sembrano mostrare una particolare forza dei No. Una forza non dirompente, ma comunque per ora maggioritaria sia pure di poco.

 

Che cosa può fare il premier per evitare il tracollo?

L’unico modo con cui Renzi può correre ai ripari è attraverso una forte presenza in televisione, ma anche nei comitati per il Sì che si moltiplicano e nella ricerca di appoggi esterni. Di recente c’è stata un’apertura da parte di esponenti del centrodestra che votano per il Sì come Massimo Urbani. D’altra parte anche all’interno dei sostenitori del Sì comincia a circolare l’ipotesi che sia possibile una vittoria del No, e questo naturalmente spaventa. Nel dibattito sui social media infatti diversi sostenitori del Sì hanno ammesso: “Forse non ce la facciamo”.

 

Quali sono i numeri in questo momento secondo i suoi sondaggi?

In questo momento i sondaggi dicono che c’è un vantaggio del No, ma è così lieve che è difficile definirlo una maggioranza. Fossimo a 60% contro 40% la penserei in un altro modo. In realtà invece i No sono tra il 52 e il 55%, e i Sì tra il 45 e il 48%.

 

E’ possibile fare una stima del potenziale Sì/No tra gli indecisi?



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COMMENTI
14/10/2016 - La scoperta dell'acqua calda... (ALBERTO DELLISANTI)

...la fa il pur prezioso Mannheimer. "Il NO al Referendum non sarà determinato dalla fiducia in D'Alema, quanto dall'avversione verso Renzi". "La presenza di D'Alema nella campagna per il NO non fa la differenza". Certo. La differenza la fa solo Renzi (diversamente il SI' andrebbe incontro a sicura sconfitta). D'Alema ha un intelletto fuori dal comune, ma sta nel binario, come dire, della normalità. Ha operato molto (e incisivamente) ed ha compiuto degli errori significativi. Ma quale altro statista citare in Italia nell'era repubblicana (che meriti davvero questo appellativo) se non lui, dopo i pesi massimi De Gasperi, Nenni, Togliatti, Moro, e i pesi medi Andreotti e Craxi. (D'Alema medio pure lui). (Berlusconi è non classificabile...). Se il NO vincerà, sarà anche merito suo, e di tante altre grandi persone che nelle rispettive caratteristiche e competenze si stanno battendo per una causa così importante. Renzi è affabulatore straordinario. E'veloce nello sviare con battute da battutista, non dico imbattibile, ma certo ci vogliono dei quasi Crozza in politica per rompere il suo comodo gioco. Non lo scienziato Zagrebelsky (da cui mi separa molta opinione politica) che sul piano della profondità di studi, conoscenze e competenze, Renzi lo surclassa. Ma non vince il match televisivo agli occhi di spettatori poco informati. Al Signor PELLEGATTA dico come la smania di "cambiare", "lo sport di dare addosso", e la faziosità, sono il morbo di Renzi. Che Dio lo guarisca.

 
14/10/2016 - Sport nazionale (Giuseppe Crippa)

Nella nostra Italia è praticatissimo lo sport nazionale del tentare di cambiare la Costituzione anche se si è in una piccola maggioranza di eletti (grazie a un premio abnorme e per di più incostituzionale) e in una esigua minoranza (tendo conto anche di chi non voterà) di italiani. Lo gioca anche Pellegatta.

 
14/10/2016 - Che strana nazione ! (ROBERTO PELLEGATTA)

Grazie dei chiarimenti. Oltre a tanti nostri pregi, certo siamo anche una strana nazione dove il "cupio dissolvi" prima o poi prevale sempre. Lo sport nazionale di dare addosso: in politica come nello sport. Chissà perchè siamo attratti dal cambiare sempre, governo (chi li ha cambiati più di noi? forse qualche paese dell'America Latina!), allenatori. E' l'Italia delle liti perenni come nei comuni medioevali. Perché?