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LEGGE ELETTORALE/ Ecco l'alternativa all'Italicum per valorizzare gli italiani

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Ci hanno fatto credere nel corso del buio ventennio trascorso che il proporzionale fosse pressoché in disuso nei paesi democratici, ma a ben vedere tutti quelli nordici lo utilizzano, magari con sbarramenti percentuali più o meno alti per evitare la frammentarietà estrema nel voto. I paesi del basso Mediterraneo, compresi l’Italia e la Repubblica Federale Russa, usano sistemi maggioritari. Le preferenze invece dovrebbero essere ripristinate per ridare ai cittadini i loro rappresentanti territoriali per colmare il distacco odierno, ma anche per ridare dignità al mandato parlamentare, che è pieno se legittimato da cittadini che scelgono direttamente il loro senatore o deputato. Diversamente a scegliere saranno gli oligarchi gestori di comitati elettorali interessati solo a inserire tra gli eletti i loro fedeli, con tutte le degenerazioni del caso.

Con il maggioritario senza preferenze si assiste ormai alla pressoché deliqualificazione della funzione parlamentare, con degenerazioni assai preoccupanti. Ormai il Parlamento ha circa un terzo dei propri membri che nel corso del quinquennio cambiano casacca, non percependo alcuna responsabilità verso gli elettori del proprio territorio. Ma con le preferenze si darebbe forza alle associazioni, ai corpi intermedi, agli operatori della sussidiarietà. Questo tessuto fondamentale fatto di realtà rappresentative di cittadini sono state privilegiate dalla nostra Costituzione proprio perché da esse si può esprimere quell’energia prepolitica di esperienze capaci di fecondare i partiti politici, voluti forti dai Costituenti, per un equilibrio di potere che eguagli i cosiddetti poteri forti.

Si vuole sperare che nell’opinione pubblica maturi al più presto l’idea correggere l’attuale condizione di vuoto politico e di marginalità degli interessi popolari, ridando in mano alle persone il loro destino di Comunità. 

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