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Politica

REFERENDUM 4 DICEMBRE 2016/ Il volantino di CL: recuperare il senso del vivere insieme

La Camera del SenatoLa Camera del Senato

Occorre far tesoro di quanto ha sottolineato il Presidente della Repubblica, inaugurando il Meeting di Rimini: il nostro Paese «ha bisogno di rinnovato entusiasmo, di fraternità, di curiosità per l’altro, di voglia di futuro, del coraggio di misurarsi con le nuove sfide che abbiamo di fronte (…) in un tempo di cambiamenti epocali. (…) Senza farci vincere dalle paure».

Senza la presenza di persone autenticamente aperte all’incontro, al dialogo e alla collaborazione con gli altri, ogni riforma può ridursi a mero tecnicismo o a lotta per il potere.

 

3. Il nostro contributo: la bellezza di aprirsi all’altro
È evidente che un sì o un no alla riforma costituzionale non potranno risolvere magicamente nessuno dei nodi attuali, dalla crisi dello Stato sociale alla messa in discussione del progetto europeo, dal crollo demografico ai flussi migratori... Tuttavia siamo consapevoli che attraverso il voto, e ancor prima attraverso la ricchezza di vita, di incontri e di approfondimenti che sapremo promuovere intorno a noi, ciascuno potrà dare il proprio contributo per il bene comune del nostro Paese. In questo consiste la sfida. A ognuno di noi è data l’opportunità di non mancarla.

A partire dall’evidenza che «l’altro è un bene, non un ostacolo, per la pienezza del nostro io, nella politica come nei rapporti umani e sociali» (don Carrón), desideriamo che anche il referendum divenga occasione per ciascuno di scoprire la bellezza e la convenienza dell’aprirsi all’altro, in un dialogo vero, senza preventivi arroccamenti e partiti presi, collaborando con chiunque si adoperi nella ricerca di un meglio per tutti. La riscoperta del «senso del vivere insieme» è l’autentica posta in gioco del momento che attraversiamo: niente è più vitale per un Paese che vuole continuare a esistere e crescere.

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COMMENTI
30/10/2016 - Non è bene... (Giuseppe Crippa)

Se di fronte al prossimo voto sulle modifiche alla Costituzione “una sterile indifferenza ed un cinico disimpegno è umanamente e politicamente arido e improduttivo, se non addirittura dannoso,” non è bene astenersi dal votare. E se “le riforme costituzionali si fanno solo se condivise tra chi la pensa diversamente, esattamente come nel 1948 quando si fece la Costituzione”, non è bene votare “sì”.