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CAOS PD/ Chiti: Renzi cambierà l'Italicum, ecco come

Pubblicazione:mercoledì 19 ottobre 2016 - Ultimo aggiornamento:mercoledì 19 ottobre 2016, 11.40

Maria Elena Boschi (LaPresse) Maria Elena Boschi (LaPresse)

E’ quello che può avvenire anche oggi. Qualsiasi congresso mette al centro alcuni punti, ma dal quel momento in poi non ci si deve ossificare in una corrente. Questo irrigidimento non è l’idea che io ho di un partito. Se si interpreta il referendum come un capitolo del congresso del Pd è la fine: i cittadini devono decidere se il progetto di riforma è positivo o meno, e ciò non riguarda solo gli iscritti al Pd.

 

Secondo alcune fonti la Corte costituzionale boccerà comunque l’Italicum. Ha senso che Renzi proponga di modificarlo in cambio del vostro Sì al referendum?

Io non ho votato il primo disegno di legge della riforma perché non condividevo passaggi relativi all’elezione del presidente della Repubblica, alla nomina dei giudici costituzionali e all’elezione dei senatori. Su questi punti si è trovata un’intesa e a quel punto abbiamo votato Sì. Gli unici nel Pd che non hanno votato la riforma in aula sono stati Walter Tocci e Claudio Micheloni.

 

E quindi?

Quindi la vera domanda è un’altra: un parlamentare che ha votato Sì alla riforma in aula può poi votare No al referendum? Noi inoltre non dobbiamo attendere che la Corte costituzionale si pronunci sull’Italicum, bensì iniziare a fare delle proposte come commissione per modificare la legge elettorale.

 

Mario Monti ha annunciato il suo No al referendum perché Renzi compra il consenso a suon di mancette. Come valuta la sua posizione?

Non sono d’accordo con Monti, perché non si può confondere il piano della riforma con le scelte politiche del programma di governo. La sua posizione è come quella di Matteo Salvini che diceva di votare No alla riforma per opporsi alla legge Fornero. Se Monti non è d’accordo su scelte di merito che riguardano la costituzione è normale che voti No, ma non può farlo perché non è d’accordo sulla legge di bilancio.

 

(Pietro Vernizzi)



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
19/10/2016 - Monti ha fatto chiarezza (ALBERTO DELLISANTI)

Vannino Chiti chiude l'intervista dicendo una cosa non vera (e questo dispiace). Monti ha chiarito bene, sia con l'intervista al Corriere, sia chez Madame Gruber, che voterà NO al Referendum per due ragioni (non per una sola come dice il toscano Chiti). Vota NO perché apprezza qualche punto del "Renzianum" e disapprova i punti che ha ben specificato. Il pacchetto unico (mi verrebbe da dire il pacco) imposto da Renzi & Company costringe a votare NO in blocco. A corroborare il giudizio negativo di Monti ha contribuito il senso di vero allarme che gli procura la natura dei provvedimenti appena assunti in chiarissima chiave di captatio benevolentiae degli elettori che vorranno stare al gioco. Tutti "benefit" che si tradurranno nel solito accumulare debiti sulle spalle degli Italiani, altro che promozione della crescita....

 
19/10/2016 - Conoscere la proposta referendaria (Luigi PATRINI)

Ringrazio Il Sussidiario che ha messo a disposizione testi di riflessione sulla riforma Boschi-Renzi. Credo che prima di scrivere nei commenti che sarà una camera sola fare le leggi, sarebbe necessario leggere e cercar di capire il testo della proposta di legge sottoposta a referendum!

 
19/10/2016 - Commento (francesco taddei)

Fanno di tutto per salvare poltrona e amici. Da chiti ennesima lezione di manuale cencelli. Via i politici inutili che costano e fanno danno. Sara' una camera sola a fare le leggi. Non mi sembra che in Germania siano andati in malora senza senatori.