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ITALICUM/ Feltri: Renzi è in difficoltà, ma la minoranza Pd non sa approfittarne

Pubblicazione:mercoledì 19 ottobre 2016

Bersani e Cuperlo alla Camera (LaPresse) Bersani e Cuperlo alla Camera (LaPresse)

Da qui al 4 dicembre c’è un mese e mezzo. Basta sedersi a un tavolo per due pomeriggi e incominciare a trovare un testo di massima sul quale, dopo il referendum, si impegnano tutti a lavorare. Se però la minoranza Pd parte dal presupposto che il segretario del suo partito la vuole fregare, il partito non c’è più e a quel punto la reazione più coerente è prendere e andarsene.

 

Per Gianni Cuperlo, “il Pd e in primo luogo il suo segretario deve mettere in campo una sua proposta di riforma della legge elettorale: indicarne i pilastri, i capisaldi”. Che cosa ne pensa della sua posizione?

Nel maggio 2015 Renzi ha proposto Cuperlo come direttore dell’Unità. Se avesse accettato, oggi potrebbe esprimere le sue opinioni nella comodissima e rilevante posizione di direttore del giornale del partito. Cuperlo invece ha rifiutato, lasciando intendere che l’Unità era un giornalino che ormai andava morendo. Ricordiamoci che lui è espressione di una minoranza che, in termini di consensi percentuali, non è neppure così rilevante. E’ quindi difficile capire che cosa abbia in mente la minoranza Pd, ma ho il forte sospetto che la sua sia un’opposizione per fare opposizione.

 

(Pietro Vernizzi)



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COMMENTI
19/10/2016 - minoranza PD? NO pensionati PD! (Michele Ballarini)

Ma quale minoranza PD. Sono sempre tutti uniti nel nome della poltrona e relativi privilegi e della pensione da parlamentari. Un mio amico, che deputato lo è stato per due legislature, mi disse che un parlamentare non è più nemmeno un uomo, è una divinità, cullato in un senso di onnipotenza che distorce la percezione della realtà. Dunque, questi vecchi del PD, pure privilegiati, fanno anche pena; sembrano gli "umarell" davanti ai cantieri, mentre il loro signore e padrone... spadroneggia e devasta il tessuto sociale. Fa rabbia e pena, in particolare, il povero Bersani, il quale si ostina a definire il PD casa sua, ma non si rende conto che invece ne è stato sfrattato. Il PD non ha più nulla di sinistra: tutte le scelte politiche di impatto economico e sociale si ritorcono sui lavoratori dipendenti (i 104 miliardi annui di evasione fiscale chi li fa? Operai e impiegati? Non facciamo ridere) e gli interventi a loro favore sono inutili mance e comportano dispersione di risorse.