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REFERENDUM/ Minzolini (FI): perché Renzi non accetta l'offerta di Berlusconi?

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Silvio Berlusconi (LaPresse)  Silvio Berlusconi (LaPresse)

Questa è la più ridicola delle riforme possibili e immaginabili. Indipendentemente dal grado di pericolosità che esiste, e Berlusconi martedì lo ha ricordato, questa riforma contiene dei veri e propri strafalcioni. Le faccio un esempio banale. Il nuovo testo afferma che tutte le materie che non sono di competenza statale rimangono residualmente alle regioni. Tra queste materie c’è l’industria, e quindi noi avremo 20 politiche industriali. Le sembra una cosa intelligente? Io penso che se ne siano dimenticati.

 

Ilsussidiario.net ha pubblicato una ricostruzione secondo cui a Renzi non dispiacerebbe rinviare il referendum per guadagnare tempo. Lei che cosa ne pensa?

Renzi ha paura, altrimenti non ci sarebbe tutto questo battage pubblicitario che secondo me è anche controproducente. Coinvolgere in questo grande spot lo stesso Barack Obama, che di questa riforma non sa nulla, è un errore. Soprattutto quando si parla di regole gli italiani sono abbastanza gelosi della loro autonomia, un po’ come lo sono stati i britannici in occasione del referendum del 23 giugno.

 

Dopo il referendum andremo alle elezioni anticipate?

I meccanismi che portano alle elezioni anticipate sono estremamente complicati: tutti dicono che non le vogliono e poi alla fine ci si arriva. Se vince il Sì queste elezioni sono sicure. Al di là di quello che dice Renzi, la situazione economica sta peggiorando. Se il presidente del Consiglio riesce a fare approvare la riforma e contemporaneamente ha pronta anche la legge elettorale, sarebbe poi un azzardo aspettare un anno in cui il quadro economico potrebbe ancora peggiorare.

 

E se vince il No?

Se vince il No, sarebbe a sua volta un azzardo rischiare di dare vita a formule complicate che ricordino il governo Monti.

 

Con quale legge elettorale andremo a votare?

Se vince Renzi c’è già l’Italicum. Se invece perde, basta abolirlo per avere una legge elettorale derivata dall’esame della Corte costituzionale che vale sia per la Camera sia per il Senato. Si può fare anche meglio, ma intanto ci sono già meccanismi elettorali pronti per essere usati.

 

(Pietro Vernizzi)



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