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SCENARIO/ Referendum, 4 vincitori e un perdente

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A quel punto i vincitori saranno Massimo D’Alema, Beppe Grillo, Matteo Salvini e forse Silvio Berlusconi. Il governo di scopo cui Sergio Mattarella darà l’incarico potrebbe essere guidato anche da una personalità non del Pd. Il problema fondamentale avverrà nel Pd stesso, perché la maggioranza degli elettori del partito avranno votato Sì. Quindi si sentiranno sconfitti e considereranno l’altra parte come nemica. Renzi però, pur lasciando il governo, non si dimetterà da segretario del partito. Quindi il tema dell’instabilità se vince il No non è una speculazione terroristica, ma un’analisi oggettiva della situazione di fatto.

 

E se Mattarella si inventasse un governo di coalizione?

L’idea che si continui con governi che non sono passati dal suffragio elettorale mi pare bislacca. Non credo che Mattarella possa dare incarico a un governo che duri un anno e mezzo. Ciò che può fare è un governo di cinque o sei mesi che approvi una legge elettorale, si preoccupi dell’ordinaria amministrazione e poi decideranno gli elettori chi governerà l’Italia.

 

Lei come legge la posizione di Berlusconi, quella di un No attendista, assai poco barricadero?

C’è un pezzo dell’establishment berlusconiano che fa capo a Mediaset e che preferisce dialogare con Renzi piuttosto che con il mondo del No. Di D’Alema infatti non si fida, e soprattutto non vuole mettere lo scettro nelle mani di Salvini. Questa parte sta frenando Berlusconi, che peraltro ha anche i suoi problemi di salute.

 

Allora che cosa farà Berlusconi?

Quello che ha sempre fatto. Di fronte alle sue battaglie elettorali, qualche settimane prima ha consultato la sondaggista Alessandra Ghisleri per sapere qual era l’andamento probabile del voto e a quel punto ha cavalcato la battaglia. Se la Ghisleri gli dirà che il voto in generale, e quello del centrodestra in particolare, si sta predisponendo verso il No, Berlusconi farà gli ultimi dieci giorni di campagna elettorale con collegamenti telefonici, comparsate televisive e convegni per sedersi al tavolo dei vincitori.

 

(Pietro Vernizzi)



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COMMENTI
21/10/2016 - L'instabilità per vittoria del NO è pura opinione (ALBERTO DELLISANTI)

Ed è un mantra sul quale ritorna anche Caldarola. Tutto serve pur di promuovere il SI'. Secondo Caldarola, la maggioranza dei votanti che abbiano in cuor loro l'aderire al PD, voteranno il SI'. Ecco che se per caso vince il NO (dico "per caso", in contrapposizione al manifestato pronostico di vittoria del NO), se per caso vince il NO, ecco che la maggioranza del PD sentirà in tutti gli altri dei nemici. Bella roba... Conseguenza? L'instabilità per l'Italia... Caldarola suona la campana in nome della previsione che vinca il NO. Il Mentana, e la pasdaran Gruber (che lo ha annunciato con somma gioia) ci hanno appena annunciato che i sondaggi vedono il sorpasso del SI' sul NO. Chi avrà ragione tra questi comuni fautori del SI'? Certo vi è una corsa marcatissima dei propugnatori del SI'. Era triste ieri sera dalla Gruber vedere un Ferruccio de Bortoli che teneva le distanze da Stefano Parisi. Le teneva, pur dicendo che voterà NO, come gli "aveva già estorto" di confessare (in precedente incontro) l'altezzosa altoatesina. Si è guadagnato il riconoscimento del renziano Richetti che ha detto: "avercene di interlocutori come de Bortoli!". Visibilissima soddisfazione di de Bortoli, con luce furbissima nel suo sorriso. (Richetti è un raro renziano che mi fa simpatia, data la sua moderazione).