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LETTERA UE/ Italia, la ritirata strategica di Renzi

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Matteo Renzi (LaPresse)  Matteo Renzi (LaPresse)

I condoni si possono fare anche per fare cassa, ma a condizione che ci sia una nuova legge che regola una determinata materia. Ciò vale anche per i capitali all’estero, a condizione che ci sia una nuova normativa che modifica un regime di tassazione. Lo stesso vale quando si riducono determinate aliquote ma si modifica la struttura degli accertamenti. In questo caso però per Equitalia non cambia nulla dal punto di vista del regime giuridico né delle riscossioni né del contenzioso. Anche per quanto riguarda i capitali all’estero non c’è nessuna novità.

 

Ma questo è un vero condono o no?

E’ un condono vero e proprio, perché togliere gli interessi non è certamente un’operazione corretta dal punto di vista tecnico. Togliendo gli oneri per interessi infatti il contribuente è sollecitato a pagare subito, ma non dimentichiamo che queste sono cartelle che erano in riscossione e che potrebbero poi andare ulteriormente in riscossione negli anni successivi. Lo Stato quindi in questo modo anticipa l’entrata e realizza una sanatoria parziale.

 

Ha senso che l’Unione Europea si metta a cavillare sui fondi per il terremoto?

La posizione del governo sulle spese per il terremoto è debolissima. Oltre alle spese vere e proprie che riguardano i danni prodotti dal sisma, il governo ha inserito anche gli interventi che riguardano la messa in sicurezza degli edifici. Ciò non ha senso perché questa non è una spesa che riguarda l’ultimo terremoto, bensì nasce dal fatto che il sisma induce a guardare meglio agli edifici pubblici.

 

La lettera dell’Unione Europea quali effetti politici produrrà sul referendum?

Dal momento che anche in Germania siamo in un periodo elettorale, le correzioni si devono comunque fare e quindi una parte delle promesse di Renzi cadrà. Dall’altra comunque la legge di bilancio 2017 è molto a rischio a causa del fatto che il Pd uscirà lacerato dal referendum. Anche se al referendum dovessero vincere i Sì, non è detto necessariamente che Renzi avrà la maggioranza in parlamento. Infine anche se l’avesse, bisogna rendersi conto che poi possono arrivare i moniti della Bce, la quale è in difficoltà nell’acquistare titoli italiani.

 

(Pietro Vernizzi)



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