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SPY FINANZA/ Così la Bce spinge Berlusconi verso il Sì al referendum

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Silvio Berlusconi (Lapresse)  Silvio Berlusconi (Lapresse)

Quanta solerzia nel ribaltare addirittura una decisione del Consiglio di Stato. E quanta attenzione anche da parte della Bce, la stessa Banca centrale che ha ha truccato gli stress test di Deutsche Bank per nascondere al mercato la vera condizione di salute del gigante tedesco (lo ha detto il Financial Times, non il sottoscritto), il cui stato comatoso è tale da restare in piedi soltanto con balle relative a interessamento un giorno della Cina, un giorno del Qatar e un giorno della Confindustria tedesca. Mancano marziani e unicorni. Di fatto, invece, sarà fusa con Commerzbank e nazionalizzata. E vedrete che alla Bce andrà benissimo, nessun richiamo per aiuto di Stato comparirà all'orizzonte, perché il do ut des è chiaro: Draghi non ammazza il nostro spread, insieme a quelli di Spagna e Portogallo e, in cambio, la Germania ha mano libera sulla questione bancaria. In compenso, Banca Mediolanum viene controllata al millimetro. Strano. 

Anche perché opera nello stesso Paese e con la stessa normativa bancaria che dovrebbe interessare anche un altro istituto, quella Mps che la scorsa settimana ha fatto +58% in cinque sedute, senza che né la Banca d'Italia, né tantomeno la Consob avessero nulla da ridire su quell'andamento anomalo, a fronte di nessuna novità sul piano industriale. Anche per l'istituto di Rocca Salimbeni si vociferava di esotici "cavalieri bianchi" dal Qatar, ma nessuna conferma giustificava un rally di quel genere: rally, temo, puramente speculativo per la gioia di qualcuno. 

Sembra la vicenda di Alitalia e della famosa cordata di imprenditori italiani che proprio Berlusconi mise assieme per salvare l'azienda e tutelarne l'italianità: in Borsa fu un ottovolante per settimane, prima che la Consob decidesse di sospendere il titolo fino a che non emergesse qualcosa di concreto. In compenso, da due giorni conosciamo il piano industriale di Mps e martedì la reazione del mercato è stato un sobrio -14,99% a Piazza Affari. Ieri mattina, poi, l'azione Mps prima non riusciva ad aprire per eccesso di ribasso, poi è entrata in contrattazione e, dopo un minimo intraday a quota 0,248 euro, saliva a metà mattinata dello 0,61% a 0,2968 euro. Ora, sapete cosa intende fare Mps entro fine anno, al netto degli esuberi di personale per contenere i costi e della gestione dei non-performing loans, tutt'altro che scontata nell'esito finale? Raccogliere 5 miliardi di euro, cifra necessaria affinché il piano abbia successo. Peccato che il prossimo 24 novembre si terrà l'assemblea con la conversione del debito subordinato, che interessa un potenziale di oltre 5 miliardi di obbligazioni di controvalore e che già sconta delle criticità che mantengono il mercato sul chi va là: il fondo di investimento con base a Londra, Attestor Capital, il quale in estate ha investito circa 1 miliardo nei bond subordinati di Mps , ha deciso che a novembre li convertirà in azioni. Chi, a vostro modo di vedere, si imbarcherà in un'avventura simile con capitali freschi, prima di sapere il risultato del referendum costituzionale del 4 dicembre e le decisioni della Bce sul Qe dell'8 dicembre? 



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COMMENTI
27/10/2016 - DICEVAMO dal NI' al NO.... (ALBERTO DELLISANTI)

Ora Bottarelli dice a Berlusconi di pensare alle sue aziende e votare SI'. E' un invito ironico? Non vi è ironia? Diverso sarebbe limitarsi a dire che tutto congiura per un suo SI' (come gli suggeriscono l'amico Confalonieri e la figlia Marina). E quindi registrare che quel passaggio dal NI' al NO (che sembrerebbe essersi messo a sventolare negli ultimi giorni) sarebbe un puro artifizio, nella lunga teoria di cangianti artifizi che caratterizza Berlusconi, il noto contrario di un patriota, il noto contrario di un uomo politico dedito al bene dell'Italia. Della sua era si salva solo un positivo rapporto che seppe instaurare con Gheddafi, e la vantaggiosa relazione con Putin. Vantaggiosa non solo per lui ma per tutti noi. Vantaggiosa addirittura per il complesso dei Paesi radunati nella NATO, che seppe fare incontrare con la Russia a Pratica di Mare. Per il resto, buio. Un buio cercato a tutti i costi da un complesso di avversari giurati e giustizialisti, e provocato da lui stesso con insipienza e con strafottenza. Non mi sono ritrovato nella ironia (o non, o non abbastanza) del grande Bottarelli.