BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

REFERENDUM & CL/ Quel ragionevole "dubbio" che può guarirci dalla guerra civile

Pubblicazione:

LaPresse  LaPresse

E’ aumentato lo iato tra la classe politica e la gente, che tutti i giorni si confronta con drammi come la crisi economica e la paura degli immigrati. E’ come se ognuno fosse stato abbandonato a se stesso, finché arrivano i pescatori di vongole di Gorino a dire: “Non vogliamo l’altro”. E ciò proprio perché non si vedono riconosciuti i propri diritti, si ritiene di avere molto poco e si ha paura di perdere anche quel poco.

 

Perché con il referendum è in gioco la convivenza civile?

I cittadini accendono la tv e vedono dei politici che si aggrediscono tra loro, e quindi leggono questo referendum come una sorta di ordalia o come un quesito a favore o contro il governo. I più non riescono invece a cogliere l’essenza vera di questa riforma. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e il recente comunicato di Comunione e Liberazione vanno in questa direzione, richiamando al senso della convivenza civile, all’importanza di discutere i contenuti e alla necessità di non perdere mai il rispetto dell’altro.

 

Mattarella, citato nel volantino di Cl, invita a guarire dallo “spirito di fazione”, dalla sindrome del nemico. Come “recuperare il senso del vivere insieme”?

Occorre abbandonarsi al dubbio, cioè pensare che quello che dice il nostro contraddittore magari potrebbe anche essere vero. E quindi starlo a sentire, ascoltare le argomentazioni, aprirsi all’altro. Capisco che possono essere belle parole che rischiano di essere staccate dalla realtà quotidiana. Io credo che sulla base di questi appelli dovrebbe essere la stessa classe dirigente, cioè i politici, Matteo Renzi e i suoi avversari, a non insultarsi, a non accusarsi l’uno con l’altro di cose altre rispetto a quello che invece è in discussione in questo referendum.

 

(Pietro Vernizzi)



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
29/10/2016 - Ma due punti non li trovo chiari (ALBERTO DELLISANTI)

Parlando di Goro e Gorino si attribuisce ai pescatori la frase "Non voglio l'altro", che incontra la disapprovazione di Cianca. Occorrerebbe maggiore chiarezza, ed osservare che a Goro si è esercitata un'inaccettabile violazione nei confronti della solita popolazione di strato povero, o comunque di strato poco abbiente. (Così come lo Stato, condotto da Renzi e da Al Fano, esercita una inaccettabile violazione nei confronti di dodici povere donne con prole, che si lasciano scappare dai Paesi di origine, senza alcun programma di loro reale inserimento nella sofferente società italiana). Il governo dell'immigrazione del tipo di Renzi e di Al Fano troverà credibilità solo quando si decreterà che gli immigrati di qualunque tipo devono innanzitutto trovar collocazione nei quartieri alti delle città. Contro una distinzione inutile, dico che mi sembra evidente che chi vota SI' al Renzianum vota SI' a Renzi, mentre chi vota NO, vota NO a Renzi (pur senza pretendere di mandarlo a casa). La modifica in senso oligarchico voluta dal vertice stesso euroamericano, caratterizza Renzi e il suo modo di intendere il governare. Ecco che potrà restare a Palazzo Chigi solo se in grado di cambiare musica. Ma è difficile crederlo, dopo averlo visto stasera in TV da Mentana. Ha dibattuto con un lucido ammirevole De Mita, con infinita arroganza, con innata capacità di manipolare la conversazione e incantare i non informati.

 
29/10/2016 - Dubbio o certezza? (Nicola Maleci)

Quanta banalità in una volta sola. Ora il dubbio diventerebbe costruttore di civiltà. Credevo che la certezza in una Presenza lo fosse. La nostra civiltà non si è costruita sul dubbio e neanche per uno sforzo di dialogo, ma sulla certezza della fede che fonda la speranza. Questo articolo mi sembra succube della mentalità dominante.

 
29/10/2016 - Quel che dice l'altro potrebbe essere vero... (Giuseppe Crippa)

Di questa intervista a Marco Cianca apprezzo soprattutto la capacità del giornalista di ascoltare e comprendere le ragioni dei pescatori di vongole di Gorino e delle loro famiglie.