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SCENARIO/ L'Ue? Non l'hanno uccisa né Orban né la May, ma Merkel & Schäuble

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Theresa May (LaPresse)  Theresa May (LaPresse)

Abbiamo parlato di "ultimi mesi" e potremmo stabilire la Brexit come punto di partenza di un processo di lenta disgregazione, ma in realtà quello che ha fatto più impressione è stata l'escalation avvenuta dalla riunione sulla portaerei Garibaldi, dopo la visita alla tomba di Altiero Spinelli a Ventotene, uno dei simboli dell'europeismo, fatta dei leader dei tre Paesi più importanti dell'Unione: Germania, Francia e Italia. Questo avveniva quasi alla fine di agosto e doveva essere proprio la risposta che "L'Europa va avanti nonostante la Brexit".

Tuttavia, gli ultimi episodi, anche se sono il sintomo più evidente di una "malattia", sembrano in realtà le conseguenze di una lunga sequenza di errori che vengono da lontano. Chi non ricorda le dichiarazioni fatte dal Cancelliere tedesco Helmut Schmidt, prima di morire, sulla politica poco "europeistica" di Angela Merkel e del suo terribile rigorista Wolfgang Schäuble? Le considerazioni che faceva Schmidt sono solo un esempio delle tante critiche che sono arrivate in questi anni alla comunità europea.

A ben vedere, se si considerano esattamente i tempi e si cercano le cause di una crisi che in molti ormai ammettono senza reticenza, bisogna ritornare agli anni immediatamente seguenti alla grande crisi finanziaria, scoppiata negli Stati Uniti nel 2007 e sbarcata in Europa l'anno successivo.

E' da quegli anni, dalla crisi economica mondiale, che l'Europa ha imboccato una strada che sembra portarla lentamente alla disgregazione. E' del resto inevitabile che una comunità che fonda i suoi legami sostanzialmente su una moneta unica, tralasciando e non cercando neppure una unità di qualsiasi altro carattere, soprattutto politico e istituzionale reale, non di facciata come adesso, sia destinata ad andare lentamente in sofferenza, se non in agonia, al primo momento di difficoltà che deve affrontare.

Proviamo a farci una domanda: il problema si riduce tutto alla accettazione o meno della politica di austerità? E' certamente questa una scelta che divide profondamente, non solo l'Europa. Ma la durezza con cui la Germania e l'asse franco-tedesco ha insistito su questa scelta ha determinato, in Europa, una spaccatura profonda, che difficilmente potrà essere in breve risanata. Le conseguenze che la politica di austerità ha creato in alcuni Paesi difficilmente sarà dimenticata.

Tuttavia anche l'austerità è solo un elemento della divisione interna all'Europa. Si deve aggiungere, a questa scelta, una politica sull'immigrazione che penalizza di fatto solo alcuni Paesi (Italia e Grecia innanzitutto) e suscita divisioni all'interno dei singoli stati. Occorre infine constatare che questo tipo di europeismo, basato su moneta ed economia, ha provocato alla fine solo una mancata e reale integrazione tra Stati membri, prima ancora che la speranza di arrivare a un'integrazione con le popolazioni che dall'Africa e dall'Asia si spostano, per diverse ragioni, verso l'Europa.



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COMMENTI
03/10/2016 - ue'-eurozona (delfini paolo)

La ue-eurozona è destinata al fallimento dal momento in cui è diventata mero strumento della finanza speculativa.