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REFERENDUM/ Quagliariello: quella di Renzi è una brutta riforma di parte

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Da una parte insulta certe personalità, dall'altra li sceglie come interlocutori in televisione. E' il massimo di mancanza di lealtà e rispetto.

 

Che cosa non le piace di più nella riforma Renzi-Boschi?

Il problema più grave sono gli effetti congiunti della riforma costituzionale e della legge elettorale, che non possono non essere considerate nel loro insieme.

 

Perché vanno considerate insieme?

Non è il sottoscritto a dirlo, ma è stata la Corte costituzionale, quando ha rinviato il giudizio sull'Italicum a dopo il referendum. Ciò significa che i due temi sono evidentemente connessi. 

 

A questo proposito Berlusconi cosa ha in mente? Collaborerà alla riscrittura della legge elettorale o aspetterà il dopo referendum?

A questo punto bisogna aspettare il referendum e non parlare adesso di Italicum. Ci sono stati mesi e mesi nei quali la legge elettorale si poteva cambiare. Personalmente avevo chiesto di modificarla prima della votazione sul testo finale della riforma costituzionale, ma così non è stato. Ed è anche per questo che sono uscito dal partito di cui ero il coordinatore e sono uscito dalla maggioranza. In privato mi si diceva una cosa e pubblicamente un'altra.

 

Che cosa in particolare le ha fatto compiere tale gesto?

Il fatto che la riforma della legge elettorale e un referendum sulla Carta costituzionale venissero trattati come fossero un fatto privato di partito, del Pd. Si tratta di temi che riguardano il Paese intero.

 

Alcuni osservatori fanno notare come in realtà tra Renzi e Berlusconi ci sia un riavvicinamento, una sorta di Nazareno tris con la benedizione del Quirinale. Questo anche perché sulle reti Mediaset si caldeggia spesso il Sì e Renzi spopola.

Io sto ai fatti. Berlusconi ha detto che vota No, lo ha detto pubblicamente in numerose occasioni. Si spenderà mediaticamente negli ultimi venti giorni, e sono sicuro che lo farà anche sulle reti Mediaset. Al presidente Mattarella ha assicurato il proprio contributo a una gestione responsabile della transizione che seguirà alla vittoria del No. Questo suo atteggiamento rassicura e aiuta l'elettorato moderato a non far condizionare il proprio voto dalla paura alimentata dalla propaganda governativa. A me sembra un dato importante, perché un paese che fonda la propria legittimità sulla paura è un paese già sconfitto in partenza.

 

Cambiando argomento: cosa ne pensa dello scontro Renzi-Ue? Quali sono le prospettive?

E' qualcosa di strumentale. In politica estera non si passa in 15 giorni da Ventotene allo scontro in atto, soprattutto se si è il capo del governo di un paese fondatore dalla Ue. Serve una linea, ma per essere credibili questa linea non può essere subordinata alle esigenze momentanee e nemmeno alle esigenze di una campagna elettorale sulla Costituzione.



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COMMENTI
30/10/2016 - NO anche alle brutte ingiurie di parte (ALBERTO DELLISANTI)

Tranquillo sig. Taddei. Calma. Piepoli dixit. E lei scriva mezza riga di ringraziamento a lui! Ha spiegato che vincerà il SI' (e temo ci azzecchi, visto la compattezza militare degli organi di stampa e televisivi). Si pregusti il piacere della vittoria sua, e di quanti la pensano come lei! Perché mai - signor - profferire l'epiteto di voltagabbana a chi svolse la sua battaglia nel partito? Lasciandolo, quando si rivelò di marmo l'impianto di idee ormai sviluppato da Alfano e Lupi. Lei imbraccia lo schioppo e spara il suo epiteto. Un'ingiuria, mezza riga. Ciumbia, disen i lumbard.

 
30/10/2016 - Commento (francesco taddei)

Un voltagabbana da oscar. Ecco i vostri referenti.