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ITALICUM/ Fornaro (Pd): le aperture di Renzi sono solo un gioco per dividerci

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Pier Luigi Bersani (LaPresse)  Pier Luigi Bersani (LaPresse)

“La commissione sull’Italicum è stata pensata sicuramente più per dividere la minoranza che per ricompattare il Pd. Le priorità che ha dimostrato di avere la segreteria nazionale del partito non sono state quelle di ricercare l’unità con la minoranza interna”. E’ quanto afferma Federico Fornaro, senatore della minoranza Pd. Sull’Italicum, ha detto Renzi sabato in Piazza del popolo a Roma, davanti ai militanti convenuti per il Sì al referendum, “non abbiamo aperto ma spalancato le porte”. “Ora non si usi la legge elettorale come alibi perché siamo pronti a cambiarla”. Sarà davvero così? Gianni Cuperlo, rappresentante della minoranza dem inserito nella commissione, ha partecipato alla manifestazione renziana, ma nulla lascia presagire una riduzione delle distanze, soprattutto sulla legge elettorale.

 

Senatore, secondo lei Matteo Renzi vuole ricompattare il Pd o andare allo scontro con la minoranza?

La mia interpretazione della commissione sull’Italicum è che quest’ultima è stata pensata sicuramente più per dividere la minoranza che per ricompattare il Pd. Non ci sono più i tempi parlamentari per approvare qualcosa che abbia una sua efficacia prima del 4 dicembre. C’era invece tutto il tempo, e noi lo avevamo chiesto a luglio, per assumere un’iniziativa politico-parlamentare e arrivare prima del referendum con una nuova legge elettorale approvata in parlamento. Ciò a maggior ragione avendo scelto la data del 4 dicembre.

 

Quale segnale avrebbe mandato questa scelta?

Sarebbe stata la reale dimostrazione della volontà di ricercare l’unità del Pd, dal momento che la minoranza dem non aveva votato l’Italicum né alla Camera né al Senato. Per non parlare del fatto che nei giorni scorsi abbiamo assistito a ingiurie e attacchi francamente indecenti nei confronti di un galantuomo come Vincenzo Visco che si è sommato al dileggio che ha colpito Pier Luigi Bersani. Quello di Renzi non mi sembra il comportamento di un segretario che è alla ricerca dell’unità del partito.

 

E’ davvero così complicato cambiare l’Italicum prima del 4 dicembre?

La politica ha bisogno dei suoi tempi che sono stati usati male per scelta della maggioranza. Noi abbiamo presentato la legge per l’elezione del nuovo Senato a gennaio e il Mattarellum 2.0 a luglio. Le nostre proposte quindi sono state presentate per tempo, e c’era tutto il tempo per discuterle. Se già allora si fosse attivato quel processo politico che noi avevamo chiesto, probabilmente oggi ci troveremmo in una situazione differente e con una nuova legge elettorale. Non si è arrivati a questo non per responsabilità nostra.

 

Di chi è dunque la responsabilità?

La priorità che ha dimostrato di avere la segreteria nazionale del Pd non era quella di ricercare l’unità con la minoranza del Pd. Salvo poi, come con un colpo di teatro, nell’ultima direzione aprirsi alla disponibilità al cambiamento con questa commissione. Ma come abbiamo già chiarito in più occasioni, è stata una proposta insufficiente e tardiva.

 

La frattura nel Pd è ancora sanabile?



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COMMENTI
31/10/2016 - Ancora Patrini da sottoscrivere (ALBERTO DELLISANTI)

Proprio lucido Patrini. Deo gratias. Mi vien da esplicitare che i politici che si fidano di Renzi sono Alfano e Lupi. Si sono uniformati a lui. Questione di cadreghe? Facile a dirsi. Si', la cadrega è la cadrega. Ma penso pure ad una loro metamorfosi. Chi l'avrebbe detto in un Alfano. Ma ancor più in un Lupi. Che tra l'altro la cadrega ministeriale è stato disposto a perderla, per "uniformità" ad Alfano (e Renzi). Nel prosieguo del tempo sarà interessante capire se anche la Lorenzin è una politica che si è uniformata, oppure no.

 
31/10/2016 - La fiducia verso Renzi è inspiegabile (Luigi PATRINI)

Non riesco a capire come i politici non PD riescano ancora a fidarsi di Renzi, visto che la sua opposizione interna ha capito da tempo che di lui non ci si può fidare. E' uno che cambia le carte in tavola continuament, ogni momento: l'espressione politica del "panta rei" (tutto scorre) di eraclitea memoria: tutto muta continuamente, basta un tweet e voilà rien ne va plus. Renzi è l'immagine più efficace di una politica liquida, inevitabile complemento di una società liquida e ormai quasi completamente liquefatta! Spero che vinca il NO, ma temo che non sarà così: oggi la cosa più seria sarebbe sospendere il referendum, un evento che liquefarà del tutto il Paese.