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REFERENDUM/ Il piano di Renzi per cambiare la sconfitta in una vittoria

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Matteo Renzi (LaPresse)  Matteo Renzi (LaPresse)

Nell’ipotesi di una sconfitta di Renzi, il campo dei vincitori sarebbe affollatissimo. Ci sarebbero D’Alema, Bersani, Cuperlo, Civati, Brunetta e Grillo. E’ un campo che poche ore dopo il voto si contenderebbe il successo. Il No non è omogeneo, perché si tratta di forze di sinistra e di destra molto contrapposte tra loro. Il Sì, anche se sconfitto, è invece interamente renziano.

 

E quindi?

Se Renzi perdesse il referendum diventerebbe comunque il titolare di una maggioranza relativa nel Paese. Sia pure dimettendosi, può dire di rappresentare da solo il 48% degli italiani che vogliono le riforme. I leader del No invece dovrebbero spartirsi una fettina di quel 52% risultato vincente.

 

Come valuta la strategia del fronte del No?

Il fronte del No sta facendo i conti senza l’oste, e può incappare persino in una vittoria che si tramuterebbe in un regalo per Renzi. All’indomani del 4 dicembre il premier si presenterebbe come il titolare della minoranza compatta che ha votato Sì, mentre la maggioranza dei No sarebbe comunque frastagliata. In caso di sconfitta Renzi prenderebbe un ceffone nei denti, sicuramente dovrebbe lasciare il governo ma ripartirebbe da una posizione più forte di quella di D’Alema e soci.

 

Nel weekend Renzi è andato all’attacco della giunta Raggi. Fa parte della sua strategia per vincere il referendum?

Da un lato Renzi è sempre lo stesso: ha bisogno di una battaglia e di un nemico al giorno. M5s a Roma gli offre una sponda senza precedenti grazie a uno spettacolo abbastanza indecoroso. Renzi inoltre può sempre dire: “Io con Roma non c’entro”. Tutte le amministrazioni che hanno governato la capitale prima di M5s fanno capo sia al Pd sia al centrodestra, ma all’epoca Renzi faceva un altro mestiere. Infine il premier ha di fronte a sé la tentazione di incominciare a indebolire i Cinque Stelle.

 

Lei pensa che ci riuscirà?

Le vicende romane non hanno ancora intaccato il voto di M5s. Però più la città di Roma si rivela ingovernabile, più la giunta Raggi si rivela impresentabile, più la Raggi stessa emerge come un personaggio inadatto alle responsabilità politiche, e più Renzi può sperare che goccia a goccia si indebolisca il fronte grillino. In questo modo il premier vuole collocare tutti i suoi avversari dentro a uno schema, accusando la sinistra Pd di non avere ancora maturato una cultura di governo e sostenendo nello stesso tempo che Grillo non è capace di governare ed è privo di personale politico.

 

(Pietro Vernizzi)



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COMMENTI
04/10/2016 - Leggo con tristezza (ALBERTO DELLISANTI)

Quante volte è capitato nel tempo di leggere opinioni di Caldarola. Rimpiango quella maggior parte di volte nella quali succedeva di leggere sue opinioni molto misurate, analisi che "promuovevano" "il positivo" di questa o quella controversia su cui veniva ascoltato. E poiché il quadro "politico" italiano è un accavallarsi continuo di controversie, che presupporrebbero ormai l'inesistenza di un comune sentire di fondo del popolo italiano (speriamo non sia così vero...Certo le tre ere "Mani Pulite", "Berlusconi" e "Renzi" lo hanno indebolito) poiché vi è questo continuo accavallarsi, è stata buona ogni occasione di un contributo (saggio) da leggere, del Caldarola pensiero. Oggi è rattristante vedere sussistere una capacità critica verso Renzi, come pure verso esponenti di aree che non sono il "renzismo", ma come (senza esprimere una scelta per il SI' o per il NO al Referendum) l'uomo politico di antica tradizione di sinistra (e di sinistra "moderata" è sempre parso a me), dà un oggettivo contributo al Principe Matteo da Rignano sull'Arno. Il segreto dell'urna elettorale è sacrosanto e mica mi metto a immaginare come voterà Caldarola. Del quale (almeno nel detto in pubblico) colgo il porsi come un affluente al fiume del SI'. Quanto è negativo il discorrere di Caldarola sull'altro fiume, quello del NO. Il valore del fiume del NO, non ha niente a che fare con l'esistenza di un "piano B", che Caldarola rimarca essere assente per codesto fiume (per il dopo voto).

 
04/10/2016 - LUCIDO ARTICOLO (Massimiliano PANIZZA)

Grazie a Caldarola; mi ha chiarito un po' di più la posta in gioco... a me che sono ancora un po indeciso; propenso per il SI avendo letto con "dovizia" le carte ma essendo indeciso per quegli appetiti internazionali che periodicamenti si fanno avanti in queste situazioni di passaggio. Come al Solito l'area di opposizione è un po' un'armata brancaleone alle pseudocrociate senza una chiara proposta. Ma è un refrain tipico di questo paese quando qualcuno cerca di fare qualcosa; qualcun altro si mette di traverso perchè dice che ci sono le consorterie internazionali perchè c'è la dittatura che incombe... e il paese gattopardescamente cambia per non cambiare.... e pian piano ci si avvicina al declino.

 
04/10/2016 - I "nodi" stanno venendo al pettine (Luigi PATRINI)

"Speravo" (in realtò lo temevo!) che dopo la democrazia avremmo visto la Post-democrazia. In realtà vedremo solo la fine della democrazia e la nascita della dittatura.Già se ne avvedono sintomi e aspetti terrificanti! Una sola "consolazione": sarà una dittatura "dolce": Renzi risparmierà (poco, ma più di niente) non solo per gli effetti della straordinaria "Riforma"(?!) Boschi-Renzi-Napolitano, ma il dittanno (o se preferite chiamatelo "tirattore") soprattutto risparmierà perché non avrà bisogno di costruire gulag o lager: staremo tutti agli autoarresti domiciliari, in pantofole e ben distesi sui sofa, attenti a dibattiti televisivi che non ci faranno rimpiangere nè provare nostalgia per i remoti riti della democrazia, ormai eclissata. Spero che tanti uomini liberi sentano pentimento e dolore per i peccati di omissione che gli ultimi anni della democrazia hanno permesso a tanti di commettere. W l'Italia libera e democratica, W l'Europa madre dei popoli!