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RETROSCENA/ Berlusconi, "vacanze" a NY: Verdini e Renzi festeggiano

Pubblicazione:mercoledì 5 ottobre 2016

Silvio Berlusconi (LaPresse) Silvio Berlusconi (LaPresse)

Un Berlusconi prostrato, quello arrivato al pronto soccorso del New York-Presbyterian Hospital. Accompagnato dal fedele dottor Zangrillo, ha fatto ingresso nella lobby del lussuoso nosocomio di Manhattan che ha corrisposto cure e discrezione a molti vip, dai coniugi Clinton ai monarchi sauditi. 

Personale di prim'ordine e — dicono — infermiere mozzafiato. Magari da invitare a cena. Cene eleganti, of course. E proprio quelle cene sono, si mormora, l'eterno cruccio del Cavaliere. Ieri cominciavano le udienze del Ruby-ter.

Molti e non per forza nemici, quelli convinti che il viaggio nella Grande Mela sia in realtà una ritirata strategica con un duplice obiettivo.

Il primo prontamente raggiunto. Posizione processuale stralciata e prima udienza rinviata al 12 dicembre. Ma soprattutto, da New York rimbalza sul sito del quotidiano La Stampa, che essendo di Marchionne sa di cose americane, la notizia che i severissimi Doctor House di oltreoceano hanno proibito seduta stante a Silvio Berlusconi ogni impegno referendario... per il No. Proprio così. Appena guardato, diagnosi certa. Silvio guarisce se non dice No. Anzi se non dice proprio. 

Panico in patria. Meloni e Salvini si guardano allibiti pensando dubbiosi al No deciso di soli due giorni prima. Stefano Parisi si interroga sulla vera natura della mission che gli è stata affidata. 

Ai medici americani sono arrivate vibranti proteste di due newyorkesi d'eccezione: Hillary Clinton e Donald Trump. Ma come, a trenta giorni dalle elezioni americane vi trasformate in… spin doctors del referendum italiano? A Palazzo Chigi è arrivata una telefonata di Verdini per Matteo. I due ridono. Poi uno urla soddisfatto: "Te la do io l'America!"



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COMMENTI
05/10/2016 - I Commenti di Luigi Patrini (ALBERTO DELLISANTI)

Lo leggo sempre con interesse Patrini, e lo ringrazio davvero per l'attestato di stima che scrive. Ha compreso benissimo che sono per un necessario NO al Referendum, da Renzi pure mal costruito. Come la sua riforma!! Penso alla data... o al testo del quesito riportato su scheda elettorale, astutamente pre-ordinato quando Napolitano/Renzi/Boschi/Verdini lo scelsero come il titolo da dare al testo (scritto a quattro mani) di modifica della Costituz.Italiana. Che pena Renzi sul TG di Mentana stasera (già, dopo che Cairo ha preso il Corriere, Mentana è iperrenziano e il suo sembra il TG del Corriere). Renzi ha assunto i panni dell'attor comico e ha deriso quanti "si accorgono oggi" di quel testo da volpe. Accampando che nessuno presentò emendamenti al tempo dello strozzato iter parlamentare.. Quella scheda riporta un titolo che pare (proprio per legge) poter diventare il quesito stesso da inscrivere nella scheda elettorale referendaria. E' evidente che nessuno si accorse che quel titolo era di comodo, e non lo specchio reale dell'intera modifica costituzionale scritta dal citato quartetto. Ma in un Paese civile è impossibile che Mattarella o la Cassazione dicano che quello è un testo da mettere "d'obbligo" in scheda. E' solo una opzione!!! Da respingere!!! Renzi cercava di imitare Benigni...il quale (a proposito!) da "La Costituzione più bella del mondo" è lesto passato al SI', al suo scempio! Molto meglio Crozza che ha detto: "Italia divisa in due: chi ha capito, e chi vota SI".

 
05/10/2016 - Alberto Dellisanti (Luigi PATRINI)

Dunque anche Alberto Dellisanti - mi pare si possa evincere da quel che scrive nel suo commento - è per il NO. Personalmente non lo conosco, ma se è così mi impegnerò per il NO con maggior decisione. La realtà è testarda ed ha sempre ragione, ma credo che nelle nostre scelte dobbiamo cercare di essere davvero "liberi" e tali si è solo se ci si confronta realisticamente con la realtà, si valuta quanti uomini si hanno per attaccare il nemico (o quanti soldi abbiamo per portare a termine la torre, per restare al celebre esempio di saggezza proposto da Gesù), e poi si fa la scelta. In questi tempi, come cristiano, pur ricordando che bisogna essere prudenti e astuti come serpenti, è forse meglio non dimenticare che occorre essere semplici come colombe. Il che vuol dire, mi sembra, che si deve scegliere con la convinzione che la nostra scelta sia giusta, non che sia vincente nell'immediato, perché noi non siamo chiamati a vincere: c'è Uno che ha già vinto! Noi dobbiamo solo essere testimoni credibili della Sua Vittoria. La proposta di riforma è davvero contorta e piena di questioni irrisolte che creeranno molti problemi alle nostre istituzioni. Per il bene del Paese credo sia giusto avere il coraggio e l'onestà di riconoscerlo e avere la forza di non cambiare per il solo gusto di cambiare. E se vince il NO, come scriveva qualcuno ieri su IlSussidiario, non cadrà certo il mondo. Forse ci accorgeremmo che occorre essere più vigilanti e attenti al Bene del nostro popolo! Un gran bene!

 
05/10/2016 - Festa e canti... (ALBERTO DELLISANTI)

Mara è sempre Mara. Voglio dire che è sempre alla sua altezza. Confalonieri il Capo Fininvest, l'eterno Gianni Letta, e Marina Berlusconi, l'unica figlia del Berlusca che gli tenga testa sul piano della materia grigia, hanno fatto le cose per bene. Loro tre vogliono l'appeasement pieno con il Governo, a buon pro delle aziende loro (e del Berlusca, diamine!). Vogliono il SI' al Referendum a prescindere dalle personali opinioni di ciascuno, in ciascuno di loro conoscibili solo dentro il Forum delle loro coscienze. Nella vita pubblica vogliono esplicitamente che vinca il SI', a buon pro del Governo Renzi in carica. Incaricato non solo da chi lo potè, Re Giorgio Napolitano, figura cadetta della potente dinastia dei Barak Obama/Clinton B.e H./la Merkel/la May/ e il Napoleone bonsai di Paris/ oltre che dei George Soros e delle J.P.Morgan, da Re Giorgio incaricato (dicevo) per conto della dinastia. La quale si accorse per tempo a Firenze delle doti prodigiose e funzionali al disegno, del Toscano di Rignano. Hanno tratto Silvio fuori dagli pseudo dilemmi che aveva, con l'ingiunzione dei medici americani di astenersi dal Referendum. No al NO (questa cosa non s'ha da fare...).