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SONDAGGI/ Weber: Sì e No alla pari, decide il "partito del silenzio"

Matteo Renzi Matteo Renzi

Renzi ha contro di sé alcune indubbie variabili di contesto quali l’andamento dell’economia, la profonda rancorosità accumulata dall’elettorato italiano, l’insoddisfazione rispetto alle alte attese suscitate. Dalla sua Renzi ha invece il fatto che sta approvando alcune riforme. Bisogna capire se il Paese accetterà questo indirizzo o se prevarranno altri elementi.

 

Con chi sta la “maggioranza silenziosa” degli italiani?

A favore del Sì ci può essere una dimensione che è molto difficile da esplorare: la rumorosità è con il No, il silenzio è con il Sì. Chi andrà a votare per il Sì non lo farà con entusiasmo, bensì accettando tra due opzioni quella a suo modo di vedere meno negativa. Questo è un aspetto che molto di rado ha contaminato il mondo di centrosinistra, dove si è sempre votato con molto entusiasmo e il più delle volte si è perso. Questa volta potrebbe essere un’eccezione.

 

A quanto è il consenso personale del premier?

Devo premettere che il nostro istituto ha degli score molto più severi rispetto agli altri. Renzi ha perso moltissimo dalla data delle elezioni europee, ma all’interno di chi va a votare mantiene ancora una quota di consensi sia pure non ragguardevole, ma che gli dà comunque qualche elemento di sicurezza. E’ chiaro però che il premier non vive un buon momento.

 

In percentuale a quanto è?

Al 30% su tutti gli aventi diritto. In proporzione a chi va a votare è intorno al 37-38%.

 

A quanto sono Pd e M5s?

Il Pd è al 32% e M5s al 28%.

 

E gli altri partiti?

La Lega nord è al 12-13%, Forza Italia al 10,5-11%, Fratelli d’Italia al 2,5-3%, Sinistra Italiana al 3-3,5%.

 

(Pietro Vernizzi)

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