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REFERENDUM/ Gargani e Tani, i due ricorsi che spiazzano Renzi

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"Sono l'unico che ha eccepito in Cassazione sulla bontà del quesito, che dev'essere univoco, conoscibile e unitario. In questo referendum invece abbiamo a che fare con una molteplicità di quesiti raggruppati e l'elettore che volesse votarne solo una parte è invece costretto a dire sì o no a tutto quanto. Cosa c'entra l'abolizione del Cnel con la riforma del bicameralismo paritario?"

 

Allora che cosa ha fatto?

"Il 6 maggio scorso ho presentato in Cassazione un'istanza per contestare il quesito del referendum. Mi sono mosso non come presidente del Comitato Popolare per il No, ma come cittadino iscritto nelle liste elettorali. La Cassazione mi ha risposto che sono arrivato in ritardo".

 

In ritardo? Il quesito è stato presentato il 26 aprile dal quinto dei deputati previsto dalla legge. La Cassazione ha 30 giorni per valutarlo e dichiararlo ammissibile.

"Io le dico quello che è accaduto, poi chi legge farà le sue valutazioni. La Cassazione aveva 30 giorni per pronunciarsi, poiché io ritenevo di avere gli stessi 30 giorni, ho presentato il mio ricorso il 6 maggio. Sa cosa mi hanno risposto? Che avevano deciso venti minuti prima che arrivassi io. Mi pare una cosa stravagante, mi passi questo termine". 

 

Una bella coincidenza… Quindi?

"Ho fatto ricorso al giudice ordinario. Il 7 novembre c'è l'udienza al Tribunale di Roma".

 

Lei che cosa si attende?

"Il giudice di buon senso non può che rimettere tutto alla Corte costituzionale. Ho fiducia nella giustizia". 

 

Ma c'è un altro ricorso che pende sul quesito referendario. E l'udienza è prevista per oggi al Tribunale di Milano, prima sezione civile. "Io domani (oggi, ndr) non chiederò di annullare il decreto di Mattarella di indizione del referendum, né andrò contro l'ordinanza dell'Ufficio centrale per il referendum" dice al sussidiario l'avvocato Claudio Tani. "La disomogeneità e la varietà del contenuto della legge costituzionale non consentono al cittadino di esercitare liberamente il proprio diritto di voto" aveva già detto Tani a questo giornale nel luglio scorso.

 

Qual è il punto, avvocato?

"Ripeto, il merito della legge di riforma ora non interessa. La vera questione è la compressione del mio diritto di voto. I quesiti referendari a scelta multipla sono vietati. Votare con un semplice sì o un semplice no un quesito così complesso e differenziato al suo interno è violare la libertà di scelta dell'elettore". 

 

Insomma cosa dovrà stabilire il giudice che esamina la sua citazione?

"Dovrà accertare il diritto di voto, che prescinde da una valutazione del contenuto della riforma. Il referendum costituzionale fa del popolo la terza camera: finché non si fa il referendum la legge in questione non esiste. Ma il popolo deve avere la stessa consapevolezza e la stessa possibilità di articolare il giudizio che hanno avuto i componenti della altre due camere".

 

Se il Tribunale di Milano rimette la questione alla Corte costituzionale?


COMMENTI
09/10/2016 - Ancora velocemeente su Tani e Gargani (ALBERTO DELLISANTI)

Senza incappare in un ping pong che piacerebbe al Prof. Labella ancor meno che a me, ribadisco la mia stima del Professore e dei suoi contributi (compresa l'opinione qui sotto ribadita). Non ho meno stima degli Avvocato Tani che svolgono iniziative di segno diverso, anch'esse giuridicamente fondate (vista la competenza di chi vi presiede) e che sento valere, anche se la mia è sensibilità politica, è pensiero di chi non ha specializzazione nel campo molteplice del diritto. In tale campo ascolto la varietà dei pareri e qualcuno è quello che mi convince.

 
07/10/2016 - Perchè non si può spacchettare... (Franco Labella)

Ringrazio Dellisanti per quello che scrive ma lo deluderò: sono ancora convinto (non l'ho approfondito da un punto di vista normativo e quindi stavolta scrive il lettore e non il docente lettore) che spacchettare non sia possibile. Perchè? Ma perchè a meno di isolare singoli temi (ad esempio sarebbe possibile, probabilmente, per il solo articolo relativo all'abolizione del CNEL) il proporre l'approvazione o meno di singoli articoli collegati tra loro per materia potrebbe portare, in caso di voto non omogeneo (approvato uno, bocciato l'altro) ad un impossibile lavoro di collage sul testo finale. Insomma di pasticci costituzionali basta e avanza già il testo Boschi-Verdini.

 
06/10/2016 - "I quesiti referendari a scelta multipla: vietati" (ALBERTO DELLISANTI)

Così risponde l'avv. Tani con ragioni da vendere. Che saranno tradite da Renzi e da Mattarella, gli unici due (mi pare si dica nell'intervista) che se avessero CORAGGIO, avrebbero titolo per rinviare un Referendum Costituzionale già varato, ma indebitamente impostato. Concependolo per una risposta secca (sì o no) a vari quesiti, suscettibili di riscontri diversi l'uno dall'altro. Grazie avvocato Tani! E Gargani! E Ferraù! Oggi ringrazio Labella per suoi contributi vari. Ma in luglio ero in dissenso con lui perché vedevo l'importanza di un tentativo di spacchettare il Referendum. Renzi fu contrarissimo. Ebbe l'improntitudine di dire quella frase (insignificante, da bullo) "che il Referendum non è un menù à la carte". Per la nostra Costituzione, e per tutte le Svizzere che si avvalgono dello strumento, il Referendum non può essere una accozzaglia di piatti da ingurgitare tutti insieme. Tutti prevedono unicità di quesito su 1 argomento. E 1 specifica risposta su quello. Altro conto è dire che nel medesimo giorno l'elettore può rispondere a più argomenti, con libertà e diritto di risposte distinte. Il Referendum di Renzi giocatore d'azzardo, è in realtà la richiesta di un Plebiscito a favore del programma politico del suo Governo. Caspita, che differenza con il Referendum come lo spiega il Vocabolario Treccani: "Istituto giuridico per il quale è consentita o richiesta al corpo elettorale una decisione su singole questioni...".

 
06/10/2016 - Bene. Sempre più NO! (Luigi PATRINI)

Bene, menomale che ci sono persone esperte di diritto e di procedure attinenti che hanno il coraggio di contestare una riforma contorta, farraginosa nei contenuti, piena di norme da precisare che il Parlamento, con la sua congenita rapidità (!!!) deve pensare, formulare e approvare. Ma chissà quando. Grazie a IlSussidiario che dà ampio e qualificato spazio ad un dibattito serio e rispettoso della verità. Alle obiezioni di merito e di contenuto formale, aggiungo la difficoltà di far realmente operare il nuovo futuro Senato. Vogliamo farli lavorare almeno 10 giorni al mese i futuri senatori? Bene, vorrò vedere chi riuscirà a fissare 10 giorni al mese a senatori che sono sindaci di Comuni diversi e a membri che fanno parte di 20 Consigli regionali! Non riusciranno neppure a tirar fuori un giorno al mese che vada bene per tutti!!! E come potranno lavorare insieme seriamente persone così impegnate, che non hanno indennità di carica specifica, ma indennità di Sindaco e di Consigliere regionale che sono, ovviamente molto diversificate? Qual è l'indennità percepita dal Sindaco di Amatrice o di Casalpusterlengo e l'indennità del Sindaco di Ancona o di Napoli? E quella dei Consiglieri della Liguria e di quelli della Sicilia? Queste persone dovrebbero lavorare gomito a gomito e seriamente, perché i compiti del nuovo Senato non sono cosette di poco conto! Sempre più convintamente NO al referendum del "bomba"!

 
06/10/2016 - Ricorsi uguali ma di peso diverso (Giuseppe Crippa)

Tanto non mi piacciono i politici professionisti come Gargani quando trasferiscono le loro battaglie dalle camere alle aule di giustizia quanto ammiro i semplici cittadini come Tani che spendono tempo e denaro per affermare quanto credono nel quadro delle leggi vigenti e senza alcuna prospettiva di ottenere vantaggi personali!

 
06/10/2016 - Il testo dell'art. 70 versione Boschi (Franco Labella)

Art. 70. -- La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere per le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali, e soltanto per le leggi di attuazione delle disposizioni costituzionali concernenti la tutela delle minoranze linguistiche, i referendum popolari, le altre forme di consultazione di cui all'articolo 71, per le leggi che determinano l'ordinamento, la legislazione elettorale, gli organi di governo, le funzioni fondamentali dei Comuni e delle Città metropolitane e le disposizioni di principio sulle forme associative dei Comuni, per la legge che stabilisce le norme generali, le forme e i termini della partecipazione dell'Italia alla formazione e all'attuazione della normativa e delle politiche dell'Unione europea, per quella che determina i casi di ineleggibilità e di incompatibilità con l'ufficio di senatore di cui all'articolo 65, primo comma, e per le leggi di cui agli articoli 57, sesto comma, 80, secondo periodo, 114, terzo comma, 116, terzo comma, 117, quinto e nono comma, 119, sesto comma, 120, secondo comma, 122, primo comma, e 132, secondo comma. Prof. Franco Labella - Coordinamento nazionale dei docenti di Diritto e Economia

 
06/10/2016 - Quello che i cittadini non sanno... (Franco Labella)

Oggi nella sez. Educazione c'è un articolo che si interroga su cosa sappiano gli studenti italiani sulla Costituzione. Non studiando più il Diritto ne sanno poco o nulla. Anche il tema di questo interessante articolo può utilmente essere ricollegato alla necessità di competenze di cittadinanza minime. Perché? Ma perché sfido un cittadino medio che legge il testo della legge che è questo: "Il quesito da sottoporre a referendum consiste nella formula seguente: "Approvate il testo della legge di revisione dell'articolo... (o degli articoli...) della Costituzione, concernente... (o concernenti...), approvato dal Parlamento e pubblicato - nella Gazzetta Ufficiale numero... del... ?"; ovvero: "Approvate il testo della legge costituzionale.. concernente... approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale numero... del... ?"." a capire se la formulazione della scheda è corretta e fedele e soprattutto in grado di non orientare il voto. Nella lettera della norma, come si può agevolmente constatare, non c'è alcun riferimento al titolo della legge. E quindi l'alzata di spalle di Renzi è l'ennesimo segnale di "bullismo" istituzionale. Faccio un esempio minimo: è corretto parlare di "superamento del bicameralismo paritario" in presenza di Senato non abolito ed ancora dotato di potestà legislativa sia pure in un numero limitato di casi? Non ci si crede? Questo è il testo dell'art. 70 versione Boschi: segue