BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Politica

SCENARIO/ I nuovi assessori ci sono, il buco anche, ma Roma non fallirà

Ora con Mazzillo e Colomban la giunta Raggi è al completo e può finalmente cominciare. Renzi e il Pd sono un rischio maggiore del default. Il "cronoprogramma" di STELIO MANGIAMELI

Virginia Raggi (LaPresse)Virginia Raggi (LaPresse)

Virginia Raggi ha presentato ufficialmente ieri in Campidoglio i due nuovi assessori, Andrea Mazzillo al bilancio e Paolo Colomban alle partecipate. Ora finalmente la giunta romana può cominciare il suo lavoro. Ieri Mazzillo ha dichiarato che il debito finanziario del Comune "ammonta a 1,2 miliardi", e per quanto riguarda il piano di rientro dal debito ha escluso problemi con il governo, specificando che "dal patrimonio messo a reddito del Comune si riescono a ricavare molte risorse". Sulle partecipate, Colomban ha escluso privatizzazioni e licenziamenti, promettendo innanzitutto un efficientamento.

Per il giurista Stelio Mangiameli la prima cosa che Raggi dovrebbe fare "è mettere in mora il governo e la maggioranza parlamentare per deliberare la legge su Roma Capitale". Bene la scelta di non privatizzare: "i servizi pubblici locali fanno gola agli speculatori senza soldi e l'amministrazione dovrebbe sperimentare un'organizzazione di controllo molto sofisticata". E Renzi e il Pd? "Ancora per un po' — spiega Mangiameli — i grillini hanno ragione di dire che chi c'era prima di loro ha notevoli responsabilità, ma nel prossimo futuro non sarà più vero".

Professore, il neoassessore Mazzillo ha dichiarato che il debito finanziario del Comune "ammonta a 1,2 miliardi". La capitale rischia davvero il default?

Quando si parla di conti pubblici la prudenza non è mai troppa, soprattutto se il clima è avvelenato come nel caso della giunta capitolina; e comunque è molto difficile dall'esterno sapere esattamente come stanno le partite di bilancio. A volte sembrano buone, ma in realtà nascondono situazioni critiche; altre volte appaiono difficili, ma occorre veramente poco per rimediare agli inconvenienti. A me pare che Roma in questo momento non sia esattamente la città di cui ci hanno detto.

In altri termini?

Credo che la situazione finanziaria sia difficile, ma credo anche che in breve, volendo, possa risolvere le sue difficoltà. 

Come fa a dirlo?

Non bisogna dimenticare che il patrimonio di Roma Capitale è molto ricco, che la città ha il più alto numero di contribuenti rispetto ad ogni altro comune italiano e che se l'amministrazione capitolina ricevesse i compensi adeguati per le funzioni svolte come capitale della Repubblica, potrebbe ripianare debiti ben più alti. 

Perché i governi del centrosinistra non sono mai intervenuti, salvo commissariare il comune, ma non per gli squilibri finanziari?

Non solo i governi di centrosinistra, ma tutti i governi che si sono succeduti non sono stati in grado di realizzare un intervento organico sulla capitale; tanto è vero che nessuna maggioranza ha avuto la capacità di approvare la legge su Roma Capitale, nonostante sussista in tal senso un vero e proprio obbligo costituzionale. 

Repubblica ha pubblicato il "cronoprogramma" dell'ex assessore Minenna, una road map di interventi per evitare l'insolvenza. "Una tabella che prevedeva di mettere una toppa ai buchi di Atac e Ama, di fare pulizia di poste di bilancio inesistenti, di mappare il patrimonio immobiliare, di aprire canali di dialogo con il Tesoro, la Cdp e le banche".