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CHI E' TRUMP?/ Quel populismo figlio di Obama e della Merkel

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Angela Merkel (LaPresse)  Angela Merkel (LaPresse)

Dopo il 1989, sia in Europa sia negli Stati Uniti il famoso "laissez faire, laisser passer" e il dogma che "il mercato si sistema da solo" sono ritornati pilastri del pensiero intoccabili. C'erano gli oppositori di tutto questo fin dalla metà degli anni Ottanta, le prime "bad bank" sono state fatte in Germania nei primi anni del Duemila (che strano, proprio nessuno si ricorda la storia della Dresden Bank?), poi è arrivato il colpo finale della grande crisi del 2007.

Già prima della crisi si stavano accentuando le differenze sociali con la prima fase della deindustrializzazione fordista e l'irruzione della new economy. Il cieco dispotismo della finanza, l'avvento di altra e nuova tecnologia, l'irruzione della sharing economy hanno fatto il resto, impoverendo il ceto medio, marginalizzando la classe operaia, delocalizzando imprese, usando in Europa la politica dell'austerity e in Usa un neokeynesismo che ha sistemato più la finanza che l'economia reale. Le diseguaglianze sociali sono diventate intollerabili, così come la concentrazione della ricchezza e l'allargamento delle aree di povertà.

Seguendo questa strada si è arrivati, in otto anni di Angela Merkel e in otto anni di Barack Obama, alla crisi dell'Europa appena costruita e all'America... di Donald Trump, dopo tutte le speranze di maggior integrazione e di nuova democrazia.

Mentre in Europa aumentava la disoccupazione e l'area della povertà, negli Stati Uniti si assisteva a un ripresa lenta, costante, ma basata su bassi salari e sul taglio sociale della middle class, del ceto medio. Dopo i mancati tentativi di ripresa e di uscita dal tunnel della crisi, alla fine è cominciata a dilagare in quasi tutti i paesi del mondo occidentale la rivolta chiamata per comodità "populista". Ha cominciato l'America con il movimento Occupy Wall Street, ha continuato l'Europa con vari movimenti in paesi diversi, con alcuni alfieri di una svolta a destra pericolosa come quella di Marine Le Pen.

Il cosiddetto populismo è la prima manifestazione del malessere e della rivolta. O una classe dirigente è capace di governarlo, oppure si passa velocemente, anche per fenomeni collaterali di vario tipo (si pensi all'immigrazione) a rigurgiti nazionalistici e a regressioni di schematismo antipolitico e antidemocratico. Infine, se non si cercano e non si trovano i rimedi, il populismo sfocia storicamente in movimenti di destra, spesso radicali e spesso tragici. C'è qualcuno che si ricorda, che ha solo letto anche superficialmente il "diciannovismo" italiano e il conseguente avvento del fascismo ? E' solo un esempio tra i tanti che la storia ci offre.

Negli Stati Uniti, di fronte a una ripresa troppo sbandierata, rispetto alle aspettative reali, Trump ha rappresentato per prima cosa la rivincita della old economy rispetto alla new e alla sharing economy. Poi è diventato il capo indiscusso del disagio sociale. 



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