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DIETRO LE QUINTE/ E ora il "fantasma" di Trump spaventa Renzi, Napolitano e Mattarella

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Maria Elena Boschi e Giorgio Napolitano studiano il da farsi (LaPresse)  Maria Elena Boschi e Giorgio Napolitano studiano il da farsi (LaPresse)

Anche quando gli Stati chiave si coloravano inesorabilmente di rosso repubblicano, negli studi televisivi Rai e Sky — come in molti di quelli stranieri — opinionisti celebrati continuavano a biascicare la litania della prima donna alla Casa Bianca citando sondaggi tanto indubitabili, perché legati a questa o quella "seria" testata, quanto improbabili perché inesorabilmente violentati nelle urne dal popolo sovrano. 

Questa è la vera chiave della sconfitta dell'establishment. Non capiscono il popolo. Vogliono che i docili popolani facciano quanto da loro ipotizzato come il bene, e non si preoccupano in alcun modo di ciò che la gente sente come vero e su cui ritiene ragionevole riporre la propria speranza. E quando le cose non vanno come previsto è contro il popolo che sfogano la propria frustrazione. E a milioni vengono tacciati di immaturità, di stupidità, di egoismo. 

Napolitano — che ha definito l'esito del voto americano nientemeno che "uno tra gli eventi più sconvolgenti della storia del suffragio universale" — ha provato in privato a giustificarsi: "questa storia del referendum è sfuggita di mano, troppo il protagonismo maniacale del presidente del Consiglio". Renzi da par suo parla con veemenza contro quelli che non vogliono cambiare nulla. Cioè quelli che voteranno No, senza chiedersi perché gente di ogni orientamento politico e ceto sociale è così pervicacemente attaccata alla democrazia. Agli illuministi della politica 4.0 l'onda del buonsenso appare restaurazione e repressione sanfedista. Ma come si permettono di votare contro l'eroina della modernità americana, chi sono questi buzzurri che ostacolano le Riforme in Italia? Come ridurli alla ragione una volta esauriti gli endorsement dei vip e le minacce delle agenzie di rating? Perché non capiscono i raffinati calcoli politici del presidente emerito e il cedere con fermezza all'arroganza del giglio magico da parte del Canuto attuale inquilino del Quirinale? Eppure è tutto per il loro bene… 

Che guarda caso coincide le pianificate strategie dei potenti di turno. Cosa sarà mai questa oscura malattia che piaga piazze e bar, circoli e associazioni? I più informati dicono la chiamino: libertà. God bless America. E il nostro popolo anche il 4 dicembre.



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COMMENTI
10/11/2016 - "God bless America"... (ALBERTO DELLISANTI)

Mara Maldo, lei è esemplare nel suo scrivere. Lei (al femminile, simpaticissimo commentante Patrini!) lei lo è per la straordinaria forma, e per la sostanza forte del pensiero che fa scorrere il pennino. Mara è nome femminile e certo lo ha scelto una donna (gran donna). Quanto vero, espresso con scritti pure brevi. Anche in un giorno storico, in una notte italiana che sta tra l'8 e il 9 novembre corrente anno.

 
10/11/2016 - Post P.S.: Mattarella no (Luigi PATRINI)

Scusate; aggiungo un'ultima osservazione: non so cosa ne pensino Renzi e Napolitano, ma non credo che Mattarella sia spaventato dal fantasma di Trump. Per quel che ne so, mi pare abbia convinzioni profonde. Al suo posto attuale nessuno potrebbe nè ridere nè sorridere davanti al casino in cui gli altri due ci hanno cacciato; ma lui, da buon moroteo, sa mantenere quel giusto distacco che consente di capire cosa sta succedendo e certo sa far sua la preghiera di Thomas More: "dammi, Signore, la forza per cambiare ciò che posso cambiare, la pazienza per sopportare ciò che non posso cambiare e l'intelligenza, per capire cosa posso cambiare e cosa non posso cambiare".

 
10/11/2016 - Ridentem dicere verum: quid vetat? (Luigi PATRINI)

E'sempre un piacere leggere le riflessioni e gli spunti di Mara Maldo: è per via di quel "Mara" che non si capisce se Maldo è un uomo, o una donna, o... No, non credo possa essere "altro"! Secondo me è solo uno pseudonimo e, francamente, sia un uomo o una donna mi interessa poco. Certo questo/a Maldo Mara è un bravo e acuto furbacchione che, per dirla in modo celebre, ..."castigat ridendo mores": sorridendo fustiga i costumi... Già, anche Orazio nelle sue Satire scrive proprio così: Ridentem dicere verum: quid vetat? Che sorridendo uno dica il vero: cosa può impedirlo? Già, perché nel sorriso c'è l'acume, l'ironia sottile e garbata, che "svela" le trame losche e tristi di messer Satanasso, come direbbe Tex Willer! Il diavolo non ride mai: chiedetelo a Berlicche! Il Sorriso salverà il mondo (oltre che la Bellezza!). Grazie, Maramaldo! Continua così, a dire la verità. Così si fanno arrabbiare i potenti; l'aveva capito anche il buon Lutero, che sapeva che la cosa che più irrita il diavolo è che gli si rida in faccia! PS.: Grazie anche perchè, con ancora più convinzione, il 4 dicembre voterò un bel NO !