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TRUMP PRESIDENTE USA/ "The Donald", la fine è (già) dietro l'angolo

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Donald Trump (LaPresse)  Donald Trump (LaPresse)

E' una parola che segnala una trasversalità rispetto alle divisioni partitiche (e anche l'inizio della resa dei conti che Trump, il non-politico che sta diventando politico, comincerà a fare con il "suo" — si fa per ridere — partito); ed esprime anche il suo desiderio di dar forma al magma sociale che lo ha portato alla vittoria: cioè a tutto quel complesso di cittadini che sono stati finora disprezzati dagli ideologi di professione arroccati nelle università, dal mondo dei media in generale e da Wall Street.

Ma non si può rispondere al disprezzo con il disprezzo: se il "movimento" non sarà in grado di recuperare quegli elementi sociali che finora lo avevano scomunicato, esso finirà ancor prima di cominciare.



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COMMENTI
10/11/2016 - "Un nuovo periodo nella storia politica degli USA" (ALBERTO DELLISANTI)

Il virgolettato è tratto dall'articolo del Professor Paolo Valesio, ripreso anche nella presentazione flash che il "Sussidiario" ne fa. Quanto stimo il taglio di un articolo così essenziale, e il pensiero che vi si legge dell'autore (Docente di Letteratura Italiana per trent'anni alla Yale University, e da alcuni anni alla Columbia University, New York). Come dice Valesio, il 9/11/2016... (nell'albergo Hilton a Manhattan)... "è cominciato un nuovo periodo nella storia politica degli Stati Uniti". Grazie "Sussidiario" per tale articolo di apertura, il cui titolo farebbe pensare che un eventuale flop di Trump sia non solo possibile (appunto, eventuale) ma quasi incombente. Così non sembrerebbe essere nel pensiero di Valesio, nonostante le parole finali scritte, che paiono non contemplare un tot di tempo che ha da trascorrere, per cogliere la piega degli avvenimenti.