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LEZIONE USA/ Renzi, Blair e il gioco dei poteri forti

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Matteo Renzi (LaPresse)  Matteo Renzi (LaPresse)

Chi è ricco stenta a credere questa verità e a capire che sia fallito l'appello democratico al voto delle donne e dei bianchi, ma anche quello al voto black e ispanico. 

Chi è ricco dovrebbe preoccuparsi dei poveri; questo non è un insegnamento cristiano, almeno non solo, quanto soprattutto un principio del sistema politico americano che redistribuisce reddito attraverso fondazioni e interventi di opportunità pubblici e privati, governati appunto dalla cosiddetta poverty law.

La lezione Usa ha un qualche risvolto per l'Italia in questo particolare momento storico, molto conflittuale, con il referendum per la riforma costituzionale?

A me pare di sì, ed è questo.

Renzi si è presentato come un politico eterodosso, con la sua rottamazione; ma una volta al potere ha legato il suo destino ai poteri forti: banche, assicurazioni, petrolieri, eccetera.

Imita Tony Blair, si veste persino allo stesso modo; ma questa imitazione non riguarda l'ufficio di primo ministro che ha ricoperto Blair, bensì il lavoro che questo svolge adesso presso JP Morgan e che Renzi vorrebbe fare quando smetterà di fare il presidente del Consiglio.

Ora, Blair da primo ministro rispettò il Parlamento, la Regina e la Costituzione inglese, non scritta, ma non per questo meno vincolante. Renzi, tutto all'opposto, con il suo essere eterodosso, ha violato tutte le forme e le sostanze della democrazia e ha proposto una riforma costituzionale scritta male e male assortita nei contenuti. 

La gente in Italia si sente umiliata dalle misure del governo, non solo per gli 80 euro in cambio dei diritti del lavoro, ma anche per il modo in cui è stata trattata; ricoperta da illusioni — "…è la volta buona", "…l'Italia riparte" — e sorpresa da amare verità: disoccupazione, emigrazione e difficoltà di ogni genere nella vita quotidiana. Nessuno in Sicilia e in Calabria crede che Renzi farà il ponte sullo stretto, perché considera questa come l'ennesima bufala.

Se le promesse non reggono, non è colpa dell'Europa ed è inutile prendersela con la Commissione europea, è colpa del sentimento post-crisi, per cui nulla sarà più come prima, ma solo peggio di prima.

Per questo si stenta a credere che la riforma costituzionale possa fare bene al Paese, nonostante alcune dichiarazioni in tal senso, poco convinte, da parte dei sostenitori del Sì.

Se i sondaggi italiani sono più accurati di quelli statunitensi, il referendum dovrebbe bloccare la riforma e ciò di per sé può considerarsi un bene, perché la Costituzione è innocente rispetto ai mali politici dell'Italia; ma subito dopo si tratterà di trovare un modo per ricostruire il Paese e portarlo fuori dal guado di una visione pessimista del futuro.



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COMMENTI
13/11/2016 - Commento 2) - JP Morgan / Matteo Renzi (ALBERTO DELLISANTI)

Il Verbo del citato "REPORT di JP MORGAN", è quanto i Capi USA, e Anglo-Franco-Tedeschi, hanno assunto in prima persona, dettando a Renzi (indicato a Napolitano perché divenisse il Premier di Roma) l'agenda della ristrutturazione costituzionale alla JP Morgan. In effetti, i talent scout che evidenziarono Renzi furono i rappresentanti della JP Morgan, Tony Blair compreso, che lo scovarono al Municipio di Firenze.

 
13/11/2016 - Commento 1) - JP Morgan / Matteo Renzi (ALBERTO DELLISANTI)

Mangiameli spiega come Renzi si presentò come politico "nuovo" con la sua rottamazione. Ma come, una volta al potere, abbia rivelato il legame che lo univa ai poteri forti ("banche, assicurazioni. petrolieri, ecc."). Spiega come Renzi imita Tony Blair, anche nel vestire. E come lo imiterà del tutto, quando pure lui andrà a lavorare alla JP Morgan, una volta cessato l'incarico di Presidente del Consiglio. Scrive anche di una differenza tra il Fiorentino e il Blair, il quale da Premier rispettò Parlamento, Regina, la Costituzione Inglese (pur non scritta). Mentre Renzi sta forzando forme e sostanze della democrazia, con la sua alterazione della Costituzione Italiana. Alle origini di tutto vi è proprio la JP Morgan, leader (nel campo delle società finanziarie leader) a livello mondiale. Leader che causò la violenta crisi finanziaria americana dei subprime, con conseguente crisi economica (grande recessione) per l'Occidente. Potentissima che era (e che è) ne uscì indenne!!! Nel giugno 2013 pubblicò un REPORT SU I PAESI DEL SUD EUROPA. Vi si chiedevano interventi sui Governi Sud Europei per riforme strutturali (austerity, cambi di costituzione). E premere molto sui GOVERNI di PAESI EX FASCISTI, le cui COSTITUZIONI sono "INADATTE a favorire la maggiore integrazione dell'area europea". E hanno "FORTE INFLUENZA DI IDEE SOCIALISTE". Oltre a presentare ESECUTIVI DEBOLI verso i Parlamenti e verso il livello delle Amministrazioni Locali.

 
12/11/2016 - Per forza la Telepatia esiste, ho scritto Aug! (orazio bacci)

Mi avete fatto saltare mio articolo su parallelismo Renzi/Blair/Cameron. Paragonare Renzi (Io voto SI') a Blair. Logico! Gli Inglesi popolo in gamba hanno dato biada a Hitler e 950 circa che non perdono una guerra, altro che Noi Spezzeremo le Reni alla Grecia dell'Idiota Mussolini, sono dovuti intervenire i Tedeschi con 2 divisioni corazzate ritardando l'avanzata in Russia di 2 mesi a Hitler, ma lasciamo perdere!