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REFERENDUM/ Bersani: il Pd sta con le lobby, non col Papa e i più deboli

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Pier Luigi Bersani (LaPresse)  Pier Luigi Bersani (LaPresse)

Sono anche gli eventi a riequilibrare gli errori. Io penso e spero che il giorno dopo il referendum si possa aprire una vera discussione di fondo nel Pd sul mestiere che dobbiamo fare, su cos'è la sinistra oggi.

 

A proposito del giorno dopo. Una delle singolarità italiane di questo referendum è che il No è variegato e trasversale: va da Bersani a Brunetta, a Grillo e a M5s, passando per comitati di cittadini, giuristi, associazioni. Fuori del Pd lei sarebbe disposto a cominciare un confronto con questi interlocutori? Renzi sostiene che il No non ha niente da proporre…

La cosa è molto semplice. Il Sì ha la pretesa di configurare una specie di alleanza di governo, ma questo è del tutto improprio davanti a temi così importanti. Ai temi costituzionali ognuno arriva con le sue motivazioni, e per me non è che il giorno dopo dal No viene fuori alcunché. Dovrebbe invece cominciare una riflessione seria nel Pd, ripeto, per correggere la linea di governo e prefigurare un centrosinistra — e non solo un Pd rinnovato — che possa sfidare M5s e sia alternativo alla destra incombente e nascente. 

 

Incombente? E' frastagliata, disunita, anche se Salvini dice di candidarsi a premier.

Apparentemente è frammentata, ma se andiamo a vedere nel profondo del paese cosa succede tra crisi economica, territori spesso lasciati a se stessi, immigrazione, fisco, burocrazia, scopriamo uno scenario diverso, dove qualcosa di profondo sta evolvendo sotto i nostri occhi. C'è un pezzo di Italia che non arriva alla comunicazione, se ne tiene fuori, ma sta rimuginando cattivi pensieri. Solo che noi politici e il mondo dell'informazione non riusciamo a vederlo perché stiamo troppo in superficie.

 

Insomma se non stiamo attenti ci ritroviamo con un Trump italiano.

Assolutamente sì, è un anno che lo dico. Noi della sinistra, se ci chiamiamo tali, dobbiamo mettere i piedi nelle periferie territoriali e sociali. Se lo facessimo vedremmo e diremmo cose diverse. Possibile che ci sia solo il papa a dire e vedere certe cose?

 

E dire che Renzi è andato al potere cavalcando l'onda contro l'establishment, come rottamatore dei poteri forti o consolidati.

Senta, da osservatore che fortunatamente coglie ancora qualcosa della realtà, vedo questo: che il Pd prende applausi convinti da settori industriali forti, da gran parte del mondo dell'informazione, da buonissima parte del mondo della finanza, mentre prendiamo mugugni o critiche da giovani, lavoratori, insegnanti. Che film ci stiamo raccontando? che noi siamo contro l'establishment? Se non veniamo percepiti così, c'è qualcosa che non torna.

 

(Federico Ferraù)



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COMMENTI
01/12/2016 - L'impresentabile (ALBERTO DELLISANTI)

Taddei sembra descrivere sé stesso con il suo commento del 13 novembre, che ho l'occasione di leggere oggi (1 dicembre) perchè il dottor Da Rold cita nel suo odierno articolo l'intervista che fu fatta a Bersani. Taddei mena sempre fendenti (massimo due righe) ma ha l'Angelo Custode che lo protegge. La sua sciabola è senza filo e le sciabolate lasciano il tempo che trovano. Chissà se Taddei (nell'imminenza del S.Natale magari) si metterà allo specchio, guardandosi bene, senza occhiali, senza filtri, ma con un necessario paio di lenti "a contatto", e cercherà di esercitarla TUTTA la sua vista, per capire qualcosa che non va. Quel quid che gli fa distribuire la laurea in impresentabilità a un Bersani, e non pago pure al sottoscritto. "Compagno" Taddei, veda un po' se non vi sia la causa per la quale arrivi a lei quella "impresentabile laurea". Si può sempre cambiare!

 
13/11/2016 - Commento (francesco taddei)

Tra vecchi compagni ci si fa i complimenti. Ma per favore! Bersani l' homo delle cooperative rosse che grida allarmi son le lobby! Impresentabile. Lui e voi che gli date ancora credito.

 
13/11/2016 - Da Bersani a Renzi, dalla cucina nelle fiamme (ALBERTO DELLISANTI)

Correntemente Pier Luigi Bersani, ma Pietro, una roccia. E Luigi, "valoroso in battaglia", come dice l'etimologia remota franco/germanica. Nomen omen, nel caso di Bersani. E il cognome mi dava l'idea protettiva del bersò (alla francese), del nostro pergolato. Anche uomo politico Bersani, tra i migliori in Italia per dote umana e dote di pensiero. E' ai vertici. Lo penso, lo vedo, anche se non ho mai votato il suo partito. Grazie a Bersani e a chi lo intervista per 'ste pagine di "Sussidiario". Sono un conforto, un sollievo, nel prevalente clima soffocante del dibattito politico/referendario originato da Renzi. Per fare (per rifare) memoria di dove origina la bruciante carriera del Renzi post sindaco of Florence, quanto è utile leggere un "Report su i Paesi del Sud Europa", della JP Morgan, del giugno 2013. Una chiara scaturigine del "PD che sta con le lobby, non col Papa e i più deboli", come dice Bersani, sinteticamente riassunto con il titolo del "sussidiario".