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REFERENDUM/ Renzi, Boschi e le "gag" che spingono a votare No

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No perché a scrivere questa riforma ci hanno pensato politici verso i quali non nutro la benché minima fiducia e ancor meno la stima, ne giova ricordarne tre per tutti. A iniziare dal mai eletto Presidente del Consiglio, Matteo-stai-sereno-Renzi, il quale mesi addietro si lanciò in una delle sue ormai quotidiane boutade da capitan Fracassa quando dichiarò che in caso di vittoria del No al referendum non solo si sarebbe dimesso dal suo attuale incarico, ma avrebbe persino chiuso la sua carriera politica. Peccato per lui che il passare del tempo mostrò come la sua dichiarazione fosse recepita dalla gente come un auspicio piuttosto che una minaccia, e il "bomba" di Rignano sull'Arno ha visto bene di raddrizzare il tiro rimangiandosi le proprie parole come nulla fosse, in perfetto stile "Enricostaisereno". L'altra figura di spicco è il Ministro delle Riforme, Maria Elena (d'Etruria) Boschi, sulla quale pende ancora la vicenda triste, meschina e delinquenziale legata alla figura del padre, vicepresidente della tristemente nota Banca d'Etruria, una banca spolpata con i risparmiatori truffati e giri di informazioni sospette sullo stato della banca tra l'Italia e il Regno Unito, snodo nevralgico per le spericolate attività di speculatori finanziari anche nostrani. Da ultimo, ma non per importanza, il senatore Denis Verdini, uno di fiducia di Berlusconi, tessitore di trame politico-istituzionali-affaristiche, da diversi anni patrigno politico di Renzi, ama fare il "tassista", portare parlamentari alla coalizione di cui fa parte sottraendoli agli avversari, chissà con quali ammalianti cantici. Senza dimenticare nel suo curriculum vitae le numerose inchieste giudiziarie che lo stanno tuttora interessando (La Maddalena, P3, P4, bancarotta del Credito Cooperativo Fiorentino, bancarotta di Toscana Edizioni) e una condanna in primo grado già comminata per l'appalto della Scuola Marescialli.

No perché da quando la riforma è stata votata dal Parlamento in maniera definitiva, i sostenitori dalla modifica costituzionale hanno iniziato a sostenere le loro ragioni in maniera a dir poco grottesca, come quando la suddetta Ministra Boschi sostenne che la riforma fosse vitale per poter far fronte alla minaccia dell'Isis (!), avendo come merito quello di aver ispirato frotte di comici nelle loro gag tutte a base di "Ti è successo questo? Se votavi sì invece non ti sarebbe successo", magari dove l'elemento innescante la scenetta è la rottura dello scarico dello sciacquone!

Ma è stato il confronto tra il mai eletto Premier Renzi e il giurista-costituzionalista Zagrebelsky che ha reso più di ogni altro l'idea tra le due fazioni contendenti, infatti di tutto il confronto valga un piccolo segmento, quello in cui Renzi sosteneva che la nuova Costituzione fosse funzionale a riconoscere le libertà dei cittadini, mentre Zagrebelsky rettificava che non è compito delle costituzioni riconoscere libertà e diritti dei cittadini, bensì limitare e disciplinare l'esercizio dei poteri da parte delle istituzioni preposte, proprio a tutela dei cittadini. Una figuraccia da scolaretto borioso e ignorantello purtroppo passata troppo frettolosamente dalla memoria di chi si occupa di politica e comunicazione. 

In sintesi, benché l'attuale Costituzione del 1948 ritengo sia anche auspicabile che venga modificata, voterò No al Referendum costituzionale per tutto quanto detto sopra, e perché non basta "fare" per essere al passo con la modernità e dimostrare di essere un vero leader politico moderno, bisogna "saper fare", la cosa giusta e nel modo giusto, ma finché non si ha idea di quale sia l'essenza vera della Costituzione, c'è poca, anzi, nessuna speranza.

  

http://locatelliroberto.blogspot.it/



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COMMENTI
16/11/2016 - GRAZIE MILLE a ROBERTO LOCATELLI (ALBERTO DELLISANTI)

Grazie Dottore Roberto Locatelli. Con me apre una porta apertissima. Ma la ringrazio moltissimo per l'ausilio che lei offre, con il suo articolo, a chiunque lo legge e può trarne ispirazione per la sacrosanta opera (ciascuno nei propri ambiti) di illustrazione delle ragioni per esprimere un NO, un ALT al nocivo "change" settario della Costituzione, partorito dal Gran Principe di Rignano sull'Arno, dalla sua socia Principessa Maria Elena, dall'eterno centralista democratico Napolitano, dal personaggio per tutte le stagioni e per tutte le combine Denis Verdini (maneggione legatissimo a Berlusconi come a Renzi). Grazie molte.