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VETO ITALIA/ Il "Vaffa" di Renzi all'Europa

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Matteo Renzi (LaPresse)  Matteo Renzi (LaPresse)

C'è da osservare che mentre si discuteva al Consiglio Affari Generali, già c'era un piccolo contenzioso tra Europa e Italia sulla manovra italiana, dove comunque l'Unione europea dovrebbe concedere un sì, dopo alcuni rilievi sollevati. Ma che il clima stia diventando sempre più rovente risulta chiaramente da altre dichiarazioni di Gozi: "Noi non siamo né nazionalisti, né populisti. Noi però siamo molto stanchi di un'Europa che dice alcune cose e poi non le fa. Siamo stanchi delle ambiguità e delle contraddizioni europee. Siamo molto stanchi di un'Europa che è piccola con le cose grandi e grande con le cose piccole. E siamo convinti che, se l'Europa non cambia, siamo di fronte all'inizio della disintegrazione europea".

Ora pensare che tutto questo che viene da Bruxelles per voce di Gozi, su mandato di Renzi, sia una specie di mossa a sorpresa per andare a "pescare" i voti degli euroscettici nel prossimo referendum sulla riforma costituzionale, pare una forzatura che non ha spiegazioni logiche. Si potrà obiettare che il tempo per ricucire questo "strappo" all'interno dell'Unione europea c'è. E dura ben un anno. Il nostro premier potrebbe da questo momento dire di aver "alzato la voce" con questa Europa che appare a molti moribonda e che di certo non brilla per la sua funzionalità e neppure per la sua "simpatia".

Ma la spiegazione appare troppo forzata e poco convincente rispetto alla realtà che stiamo vivendo. L'Italia è ormai frenata da questi vincoli europei e la stessa politica di Bruxelles, a trazione tedesca, non convince diversi Paesi. In più ci sono le polemiche con Donald Trump. Ma anche il Presidente uscente degli Stati Uniti, Barack Obama, in visita in Grecia, non ha mancato di attaccare ancora una volta la politica dell'austerità dell'"ordoliberalismo" teutonico.

Non va neppure dimenticato che i recenti attacchi della Bundesbank tedesca alla politica monetaria del Presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, sembrano diretti a colpire in primo luogo l'Italia e fermare a marzo il Qe (Quantitative easing), vale a dire l'acquisto di titoli di Stato della Bce, che ha fatto galleggiare l'Italia in questi anni.

Con tutta probabilità, in un incrocio di circostanze e di problemi aperti, Renzi ha colto la palla al balzo per aprire ufficialmente il "problema" europeo che ormai in tanti pongono sul tappeto. C'è chi spera che da un "forte chiarimento" possa nascere un "ricompattamento" dell'Europa. Ma c'è anche chi pensa che siamo solo all'inizio di uno sfaldamento generale e anche di una possibile disintegrazione.



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COMMENTI
16/11/2016 - Che solenne titolo! (ALBERTO DELLISANTI)

Con il Vaffa non si va da nessuna parte. Il M5S non è che crebbe per la goliardica fase che fu, in cui snocciolava i propri Vaffa. Invece che puzzolenti, erano bombette colorate. Un po' di fuoco d'artificio e risate, risate. La qualità del Vaffa che Renzi pronunzia via Gozi in questa fine d' autunno, porta alla mente la qualità dei tanti SI' al Commander in chief Anghela Merkel, al lussemburghese di Berlino el sciur Juncker, e a Hollande le petit, pronunciati (questi sì con concreta incidenza negativa per noi) durante tre anni di Governo Renzi. Comunque ci vuole un anno per vedere l'effetto che fa 'sto Vaffa del giglio magico. Intanto fa brodo per la napoleonica campagna del SI' alla decostituzione italiana, e al ricostituente di quella Potentissima Casa Farmaceutica che è la JP Morgan e associati. (Azionisti: il Gotha transatlantico naturalmente). Ha da passà un'annata, e si vedrà. Mancano solo tre settimane invece a porre termine al lussuoso intensissimo tour del Primo Ministro in Italia, e della Principessa sua Ministra Maria Elena Boschi in giro per il Mondo. Napoleonici viaggi di cui non è facile leggere il racconto se non in quotidiani "marginali" come La Verità. Auguri a tutti. Al Dottor Da Rold per l'esito da lui preferito, a me per il NO, agli italiani in generale perché vinca l'ALT alla Renzianata. Il primo a beneficiarne sarà Renzi che non legherà più il suo nome a una brutta pagina di storia, ma ad una Costituente che lo vedrà tra i leaders italiani.