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CAOS PD/ Corsini: referendum, Parigi non vale una messa

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Se Berlusconi quando ha tentato di cambiare la Costituzione avesse tentato di allontanare dei parlamentari dalla commissione Affari costituzionali quali sarebbe stata la reazione del Pd? Se Berlusconi avesse fatto approvare la legge elettorale a colpi di fiducia, cos'avrebbe detto il Pd? 

 

Qualcuno dice che non potete appellarvi alla libertà di coscienza prevista per le leggi costituzionali perché la revisione Renzi-Boschi non tocca i principi fondamentali. Lei cosa risponde?

Due cose: si può forse raggiungere un fine buono attraverso uno strumento improprio? si possono inverare i valori costituzionali con mezzi impropri? La seconda è che quella revisione tocca in realtà parecchi articoli della prima parte: la ricentralizzazione dello stato, che è indubbia, va a collidere con l'articolo 5; la mancata elettività dei senatori procede in contrasto con l'articolo 1, dove si dice che la sovranità appartiene al popolo. E si potrebbe continuare. 

 

Che partito ha in mente Renzi?

Non il Pd che io ho contribuito a fondare: un partito liberale al suo interno, ma anche nella concezione dello stato, dove la legge costituzionale è limite all'esercizio del potere, perché il consenso abilita al governo, non al comando. 

 

Ma qual è secondo lei la carta di identità vera del Pd? 

Quella ulivista. Il Pd di Renzi fatica ad essere un partito di centrosinistra ed è tendenzialmente neocentrista. 

 

Per Bersani la sinistra che ci governa è la stessa che ha siglato un patto con chi comanda e si è dimenticata della crisi e dei diritti di chi lavora. 

Basterebbe prendere il bus per andare alla ricerca del popolo di centrosinistra. Un tempo si usciva dai centri storici e si andava in periferia, oggi bisogna fare il cammino a ritroso. Stanno ai Parioli e nella cerchia dei Bastioni.

 

Che impressione le fa Berlusconi che dopo aver detto di votare No, dice che Renzi è l'unico vero leader sulla piazza?

Penso che Berlusconi parli de domo sua: è vero che il centrodestra oggi è senza un leader autentico. D'altra parte ci sono indubbiamente diversi tratti della personalità e della politica di Renzi che non mi stupisco possano piacere a Berlusconi. 

 

Un nostro articolo suggerisce che ci sia un patto tacito tra i due, il vincente al referendum e il miglior perdente, per fare un partito unico, naturalmente di governo, dopo il voto.

Non sono appassionato di dietrologie. Vedo però che Berlusconi guarda al dopo referendum.

 

Ma lo fa anche Renzi.

Assolutamente sì, anche perché fino a qualche mese fa era convinto che il referendum sarebbe stato una passeggiata. Oggi si è reso conto che può rischiare di perdere e quindi pensa al dopo. E' verosimile che stia preparando un terreno che gli consente agibilità e spazi politici.

 

Un terreno molto più facile da immaginare se non ci fosse una componente del Pd a rompere le scatole.  



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COMMENTI
18/11/2016 - "IL CONSENSO ABILITA AL GOVERNO NON AL COMANDO" (ALBERTO DELLISANTI)

Non sono mai stato piddino (solo votai PCI per quasi un ventennio della gioventù - anni 60 e 70). Ma personalità come Paolo Corsini e P.L.Bersani sono operatori della politica che guardano al bene comune, e godono della stima (e del grazie) di chiunque abbia occhi per vedere. Che interviste! Due EX (segretario l'uno, sindaco quell'altro) che nulla hanno a che fare con il "modus" di sindaco, poi di segretario, poi di Primo Ministro, del Tosco-Americano (alla Hillary e Obama) Renzi Matteo. Corsini sta nel patrimonio umano della Nazione. (Solo un piccolo distinguo riguardo alla patente di neocentrista, per il Fiorentino, che non la merita proprio. O forse per neocentrismo si intende una versione, del tutto falsata e deteriore, del collocarsi in posizione politica di Centro.