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CAOS PD/ Corsini: referendum, Parigi non vale una messa

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Vero. Ma senza quella componente non sarebbe più il Pd figlio legittimo dell'Ulivo, un partito in cui accanto a componenti più moderate ce ne sono di più spiccatamente riformiste.

 

Resta vero che Renzi farebbe volentieri a meno di Bersani.

Non so se gli converrebbe dal punto di vista elettorale. In ogni caso sancirebbe la nascita di un nuovo soggetto, il PdR, il Partito di Renzi.

 

Questo giornale ha scritto che il No non è quello che dice Renzi, ma qualcosa di nuovo: la possibilità di un nuovo discorso costituente. Che ne pensa?

Il No non rappresenta in alcun modo uno schieramento politico. Tuttavia, il modello costituente deve rimanere quello che ha portato alla Costituzione del '48. Allora la distanza tra Pci e Dc era abissale, tranne che su un punto: la volontà di mettersi insieme per scrivere le regole. Ha ragione Dossetti, quando dice che se non c'è la ricerca di un consenso largo non c'è legge costituzionale. Occorre discutere a largo raggio e cercare una soluzione condivisa.

 

Lei crede in questa possibilità?

Sì. Ma occorre lavorare bene per costruire un nuovo sistema di rapporti e di relazioni.

 

A che cosa pensa?

Una revisione dell'articolo 138 che consenta l'elezione su base proporzionale di un'assemblea costituente, i cui lavori dovrebbero svolgersi parallelamente e indipendentemente dalle maggioranze di governo. A questo proposito vorrei citare una frase di Martinazzoli presa dai suoi discorsi parlamentari.

 

L'ultimo segretario della Dc prima della diaspora democristiana. Che cosa dice?

Che nessun potere costituito ha il diritto di proclamarsi costituente se non è stato costituito sulla base di una proposta di riforma costituzionale presentata agli elettori, i quali danno vita ad una assemblea costituente attraverso un meccanismo di rappresentanza proporzionale. 

 

E' l'esatto opposto di quanto accaduto dal 2014 a questa parte. Lei che cosa farà?

Intanto so quello che non farò. Sono un cattolico e so che Parigi non vale una messa.

 

(Federico Ferraù)



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
18/11/2016 - "IL CONSENSO ABILITA AL GOVERNO NON AL COMANDO" (ALBERTO DELLISANTI)

Non sono mai stato piddino (solo votai PCI per quasi un ventennio della gioventù - anni 60 e 70). Ma personalità come Paolo Corsini e P.L.Bersani sono operatori della politica che guardano al bene comune, e godono della stima (e del grazie) di chiunque abbia occhi per vedere. Che interviste! Due EX (segretario l'uno, sindaco quell'altro) che nulla hanno a che fare con il "modus" di sindaco, poi di segretario, poi di Primo Ministro, del Tosco-Americano (alla Hillary e Obama) Renzi Matteo. Corsini sta nel patrimonio umano della Nazione. (Solo un piccolo distinguo riguardo alla patente di neocentrista, per il Fiorentino, che non la merita proprio. O forse per neocentrismo si intende una versione, del tutto falsata e deteriore, del collocarsi in posizione politica di Centro.