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REFERENDUM/ Caldarola: gli indecisi sono voti per Renzi

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Matteo Renzi (LaPresse)  Matteo Renzi (LaPresse)

REFERENDUM COSTITUZIONALE 4 DICEMBRE 2016. Renzi scommette sugli indecisi per vincere la partita referendaria e dice no all'ipotesi di un governo di scopo in caso di sconfitta. Lo ha detto ieri nella conferenza stampa tenuta in occasione dei mille giorni del governo. "Voteranno in tanti — ha detto Renzi —, 25-30 milioni. E siccome c'è una grande voglia di cambiamento in Italia, penso che prevarrà il Sì". Non ha mancato di criticare la "grande accozzaglia che è la base politica del No". Una parola anche per l'inesistente ripresa economica: "Nostro compito era anche portare a casa la ripartenza che va ancora piano ma è molto più forte di prima". Il sussidiario ha parlato del dopo-voto con Peppino Caldarola, commentatore politico, ex direttore de l'Unità. "Se le dimensioni della sconfitta sono i 7 punti di Repubblica — spiega Caldarola — le dimissioni sono inevitabili. Sarebbe una sfiducia del paese".

 

In questo caso cosa succede, Caldarola?

Renzi si dimette, a quel punto Mattarella potrebbe affidare di nuovo l'incarico a Renzi, il quale però ha detto che un governo di scopo non lo vuole fare. Che sia o no l'incaricato, io credo che Renzi preferirebbe un governo di tre mesi fatto per l'ordinaria amministrazione e per andare al voto.

 

Perché questa scelta?

Perché gli consentirebbe di fare rapidamente il congresso del Pd, puntare alla maggioranza dei voti e fare piazza pulita dei suoi oppositori interni. E comunque i sostenitori del No nel suo partito sono sconfitti, sia che Renzi vinca, sia che Renzi perda.

 

Forse è proprio quello che ha capito Cuperlo.

Cuperlo ha fatto un doppio ragionamento: primo, alla rissa ha preferito l'accordo. Anche se ha la forma del compromesso. Secondo, ha capito che se Renzi vince da solo, straripa, se perde da solo si vendica. Non è il solo ad aver pensato così.

 

Ci spieghi.

Il fatto che nel Sì vincente — o perdente — vi siano personalità che vanno da Cuperlo a Rossi, a Violante, a Letta, e perfino, fuori dal Pd, a Giuliano Pisapia, rende il "dopo" meno subalterno a Renzi. 

 

Se vince il No, chi si siede al tavolo dei vincitori?

Grillo per primo, poi Salvini, Berlusconi e infine le briciole portate dalla sinistra Pd. Del resto è il quadro che corrisponde al sentiment raccontato. Secondo il quale essendo il voto interamente politico, la gente voterà contro il governo. 

 

E questa valutazione la convince?

Ho qualche dubbio. Penso che l'insuccesso mondiale dei sondaggi in realtà non dipenda dall'incapacità o dalla malafede dei sondaggisti, che sono bravi professionisti, ma dal fatto che una parte degli elettori da un lato non racconta tutta la verità, e dall'altro non dice quello che vuole fare. 

 

Se è così, la sorpresa quale potrebbe essere? 



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COMMENTI
19/11/2016 - La sentenza dell' on. Caldarola (ALBERTO DELLISANTI)

Di Enrico Letta non si sa nulla. Sì, ha detto che vota SI'. E si è trincerato in un grande silenzio. I Rossi? i Chiti? Toscani. Per il resto del Paese, solo mezze figure. Cuperlo si è prenotato come parlamentare per la prossima legislatura. L'intellettualismo è il suo peccato (traballa tra tanti sì e tanti no). Non è questione di solo referendum. Contava poco, conterà ancor meno. Violante e Pisapia sono gli unici due che se avessero messo a frutto la loro storia delle idee, non avrebbero scelto quei SI' a prescindere. Gentile Caldarola, ma il dopo referendum sarà "meno subalterno a Renzi" perché esistono Violante e Pisapia? E forse perché esistono persone come lei? Lei dice: "Meglio una Camera sola, meno Senatori, costi ridotti, più crescita". E' IL PROGRAMMA DI QUELLI DEL NO!! UNA SOLA CAMERA (la Camera) CHE DA' LA FIDUCIA. Ma con il SENATO ELETTO A SUFFRAGIO UNIVERSALE, E LA META' (la metà!!) DEI PARLAMENTARI OGGI ESISTENTI. Non più 945, ma 475. E NON I 730 che Renzi trascina ancora, di cui 100 non eletti a suffragio universale!! LA RIDUZIONE DEI COSTI è così BEN MAGGIORE!! Solo Renzi vuole la crescita? Ma dai! Intanto lui ha combinato pochissimo, con lo scialo di soldi per catturare consenso.