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SONDAGGI REFERENDUM/ Buttaroni: gli indecisi "puniranno" Renzi con il No

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SONDAGGI REFERENDUM 2016. Un elettore stanco, disorientato e che ha perso interesse al voto referendario: questo è lo scenario che descrive Carlo Buttaroni, presidente di Tecnè, agenzia di ricerche e sondaggi, in vista del voto del 4 dicembre. Secondo Buttaroni, parlando con ilsussidiario.net, colpa di questa situazione è il modo con cui è stata gestita questa campagna referendaria: "Si è discusso a lungo in termini esclusivamente politici con toni accesi da entrambe le parti e solo in ultima istanza si è cominciato a parlare dei contenuti della riforma. Ma a questo punto l'elettore aveva perso interesse e l'esercito degli indecisi si è ulteriormente ingrossato". Un esercito che secondo gli ultimi sondaggi disponibili, adesso che si è entrati in clima di oscuramento, rappresenta un quarto del totale. A cui va aggiunto il partito dell'astensionismo: "Ma quelli non voterebbero comunque e nessuna delle due parti riuscirà a recuperarli".

 

Buttaroni, chi sono gli indecisi? E' una fetta di elettorato che davvero si è ingrossata ulteriormente nelle recenti settimane?

Bisogna chiarire alcuni aspetti, innanzitutto. Questa è stata una campagna con un'evoluzione molto diversa dai soliti appuntamenti elettorali. Si è partiti molto presto, addirittura a maggio, e si è partiti subito con toni molto accesi e fortemente radicalizzati da entrambe le parti. E tutto questo in un momento in cui gli elettori dei contenuti specifici del referendum conoscevano poco o nulla.

 

Poi cosa è successo?

E' successo che man mano che cresceva la conoscenza dei temi referendari, nell'opinione pubblica si è attenuato l'interesse.

 

Perché?

Perché, per quanto i temi siano giudicati importanti, si è capito che il referendum non è il giorno del giudizio universale come a lungo si è cercato di far credere all'opinione pubblica. E' da notare che se prima le posizioni erano di tipo esclusivamente politico, pian piano sono aumentati quelli che danno giudizio sulla materia e sono diminuiti quelli che danno un giudizio politico, anche se sono ancora molti.

 

Dunque?

Si è verificato un disallineamento tra politici ed elettori. Gli incerti sono rimasti incerti, anzi sono cresciuti. La seconda cosa da notare è che gli indecisi appartenevano sin dall'inizio prevalentemente all'area dei partiti che si sono schierati per il No. Questo ha fatto sì che andandosi a posizionare questi elettori, i No sono andati crescendo.

 

Coloro che si astengono in Italia rappresentano oggi una parte non indifferente dell'elettorato. Pensa che anche loro facciano parte dell'area degli indecisi?



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COMMENTI
19/11/2016 - E' vero, esiste un rischio (ALBERTO DELLISANTI)

Proprio oggi ho incontrato due persone che sono intuitivamente per il NO. E fermi al Referendum abrogativo (dove tanti NO si astengono per fare fallire il quorum) non sarebbero andati a votare. E' stato facile confortarli nelle ragioni di votare un NO. Hanno capito che il 4 dicembre bisogna andare al seggio. Bisogna molto diffondere tra le conoscenze la consapevolezza che questo Referendum è senza quorum. Accidenti, pure 'sta cosa qui contribuisce a gonfiare a dismisura il petto di Renzi, quello della Boschi e compagnia cantante (non solo toscana...).

 
19/11/2016 - Purtroppo non ci credo (Luigi PATRINI)

Non credo che gli indecisi voteranno NO, purtroppo. Mi piacerebbe, perchè anch'io - che sono deciso - voterò convintamente NO; temo, purtroppo, che gli indecisi finiranno con l'astenersi: essendo questo un referendum confermativo, questo andrà a vantaggio per i decisi a votare Sì, perchè loro andranno tutti a votare. Mah; le previsioni lasciamole stare: ormai conta la realtà: la conosceremo solo il 5 dicembre. E che Dio ce la mandi buona. God bless Italy!