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SCENARIO/ Quanto ci costa il bluff dell'Italia in Europa...

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Matteo Renzi (LaPresse)  Matteo Renzi (LaPresse)

Nonostante l'atteggiamento di opposizione del governo Renzi alla Commissione, come mostra anche la riserva presentata sull'assestamento del bilancio dell'Unione, la Commissione ha di fatto mantenuto un tono morbido: si tratta di un assist al governo italiano sul voto del referendum e tutti i rappresentanti delle istituzioni europee politicamente stanno supportando quest'idea di cambiamento costituzionale, violando la neutralità che dovrebbero avere rispetto alle questioni costituzionali interne, imposta dall'art. 4 del Trattato sull'Unione europea.

Ma dopo questo voto e a prescindere dall'esito che avrà, la situazione politica delle relazioni tra l'Italia e l'Unione appare destinata a cambiare e cambierà ancora di più una volta che si saranno tenute le elezioni politiche in Germania e Francia.

La politica "espansiva" del governo italiano, tutta a debito e senza risultati economici positivi, è stata possibile non solo per la tolleranza della Commissione, ma anche per il quantitative easing della Bce, che ha comprato il debito italiano.

In primavera prossima, a prescindere dall'esito del referendum e dal governo in carica, Renzi compreso, il governo italiano dovrà assumere l'impegno per il 2018 di ridurre seriamente il debito, anche perché con molta probabilità verrà meno il sostegno della Bce, e ciò renderà difficile collocare il debito, con il pericolo che lo spread con i titoli tedeschi possa impennarsi nuovamente.

La Commissione non potrà non prendere atto di questa situazione e dare vita a una valutazione opposta o comunque molto diversa, in termini di attesa, da quella attuale.

Inoltre, le elezioni politiche in Germania e quelle presidenziali in Francia, determineranno un resettamento anche della crisi europea. Probabilmente in Germania avremo ancora una grande coalizione e in Francia un presidente eletto con il concorso dei voti neogollisti e socialisti; ma sarà sufficiente per definire il livello europeo con regole di integrazioni nuove che avrà nei due paesi il fulcro e, a quel punto, come ha pronosticato un importante centro di studi europeo (Sentix), all'Italia sarà presentato un conto salato a fronte degli sprechi di questi anni. E, allora, Renzi o non Renzi, gli italiani saranno chiamati a pagare.



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