BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SONDAGGI REFERENDUM 2016/ Il futuro di Renzi? Lo decidono i "libertarians" all'italiana

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Matteo Renzi (LaPresse)  Matteo Renzi (LaPresse)

SONDAGGI REFERENDUM 2016. "Se va male io non sarò della partita" ha detto ieri Renzi, tornando ad alzare la posta dopo un fine settimana segnato dalle polemiche sul termine di "accozzaglia" con cui il capo del governo (che si poi è scusato) ha indicato la compagine del No alla riforma costituzionale da lui voluta. Forse anche per questo ieri l'ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, padre nobile della riforma Renzi-Boschi, è andato in tv nel salotto di Porta a Porta. "Non si vota pro o contro questo governo — ha detto il senatore a vita —. L'occasione per giudicare Renzi ci sarà con le prossime elezioni che al momento si terranno nel 2018". Ancora una volta Napolitano corregge Renzi? Parrebbe di sì, visto che il presidente del Consiglio, con la sua dichiarazione di ieri pomeriggio, sembra essere tornato all'ultimatum dell'estate scorsa, a quella sorta di io non ci sto (alla sconfitta) che tre mesi dopo assomiglia, più che a una scommessa, a un ricatto sulla stabilità del paese. Arnaldo Ferrari Nasi, sociologo e sondaggista, invita a diffidare dei sondaggi. Ma fa una previsione.

 

Siamo rapidamente tornati alla diretta Facebook da Palazzo Chigi e al vecchio messaggio "se perdo me ne vado". Perché questa scelta di comunicazione?

Temo che non sia il frutto di una scelta, ma dell'aver esaurito le carte. Renzi si scopre debole e indeciso su cosa fare. Era partito come una bomba, gli sembrava di avere il vento in poppa: calo l'asso e faccio il bluff, minaccio di andarmene. Ma la ripresa non c'è stata, e la decisione è cambiata di pari passo con le previsioni del Pil.

 

Il referendum è su Renzi o no?

La forza di Renzi è ancora l'assenza di alternativa, perché Grillo deve ancora dimostrare di esserlo e il centrodestra è in pezzi.

 

Quindi?

I Sì e i No sono ancora molto fluidi. C'è chi vota No per mandare via Renzi, alcuni sono convintamente per il No perché non apprezzano la riforma, altri sono per il No ma potrebbero essere "dispiaciuti" se Renzi se ne dovesse andare. Ecco, richiamerei l'attenzione su questo gruppo.

 

Chi sono costoro esattamente?

Li definirei libertarians all'italiana. Negli Usa sono coloro che a seconda del loro interesse economico, o in tema di diritti civili, spostano più facilmente il voto da un campo all'altro, apprezzando temporaneamente un leader che non è il loro leader naturale. In Italia potrebbero valere il 13 per cento dell'elettorato. Non sono quelli che votano Sì turandosi il naso, ma quelli che si dispiacerebbero se Renzi si dimettesse.

 

Qual è oggi la difficoltà di Renzi? 



  PAG. SUCC. >