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REFERENDUM/ 1. Lupi: il mio Sì per cambiare un paese bloccato

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Dire Sì il 4 dicembre è la dimostrazione che anche in Italia si può cambiare qualcosa in modo profondo e che non siamo condannati all'immobilismo. 

Dire No è come certificare che vere riforme in questo Paese non si possono fare. Non si fanno adesso e non si faranno più per anni. Non si farà la riforma costituzionale, ma non si farà neanche in tempi accettabili una riforma che snellisca la burocrazia, una vera riforma fiscale, una riforma della giustizia, soprattutto quella civile. Tutte ragioni che respingono gli imprenditori desiderosi di investire in Italia, ma che non lo fanno per l'incertezza del diritto che vi regna e per la lentezza con la quale il paese resiste al rinnovamento. 

Che la nostra Costituzione fosse da cambiare, soprattutto nella seconda parte, è convinzione antica, già don Sturzo diceva che "solo da noi il Senato è un duplicato della Camera". Vogliamo eliminare quell'anomalia che è il bicameralismo perfetto dopo quasi 70 anni? Ma, dicono, non è vero che il Senato viene abolito. Un'obiezione nominalistica. Certo, si chiama ancora Senato, rappresenta le autonomie locali, ma non ha la funzione politica per eccellenza, non può dare la fiducia al governo né votargli la sfiducia. La funzione legislativa nel senso pieno del termine (a parte le poche leggi che prevedono il voto di tutte e due le Camere, 5 su 264 nell'ultima legislatura) è solo della Camera dei deputati.

Ma la Camera, altra obiezione, sarà in mano di un solo partito. Il 4 dicembre non votiamo sull'Italicum, votiamo su una riforma che mette il nostro Parlamento in grado di funzionare meglio. E in ogni Parlamento ci sono maggioranza e minoranza. A sentire certe obiezioni sembra che lo scopo delle elezioni sia dare al Parlamento una maggioranza diversa da quella espressa nelle urne, in modo che possa contrastare l'esecutivo rendendogli impossibile governare. Pensiamo che sia questo il bisogno del Paese? Non ci sono bastati decenni di indecisionismo e di veti incrociati che hanno fermato lo sviluppo? Sono le democrazie che non sanno decidere, vedi l'esperienza di Weimar nella prima metà del '900, quelle che aprono le porte ai totalitarismi.

Io ritengo che, con tutti i correttivi per garantire una vera rappresentanza (per questo abbiamo presentato una proposta di modifica dell'Italicum) abbia senso esprimere una maggioranza perché questa possa governare e risolvere i problemi. Chi vince le elezioni avrà qualche diritto oppure no? Altrimenti, perché le facciamo? 

Un'ultima questione. Non confondiamo la sussidiarietà con il regionalismo. L'articolo 118 resta, vi si aggiunge il criterio dell'efficienza, della responsabilità degli amministratori e i costi standard. Che è il motivo per cui l'abbiamo sempre difesa. O in nome del regionalismo ci va bene che la sanità sia commissariata in 12 regioni? O che il Molise (300mila abitanti) blocchi il raddoppio della linea ferroviaria adriatica danneggiando tutti gli italiani, le imprese e il turismo che chiede che anche in quelle regioni passi l'alta velocità? È un comportamento sussidiario quello del Molise o solo uno statalismo delocalizzato?



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COMMENTI
25/11/2016 - Ma senza calcare la mano... (ALBERTO DELLISANTI)

Una persona ha calcato con sole tre parole. Un'altra con una riga. Ma Gentile Moscatelli vi sono ben 17 commenti. Tutti gli altri sono argomentati, sono frutto di riflessioni e pongono anche domande a cui desiderare rispondere. Senza prediche da parte di nessuno. Tronfio significa (dizionario Garzanti) gonfio di superbia e di boria, pieno di sé. Lasciamo da parte i due citati commenti brevissimi, non commendevoli. Ma chi merita quell'aggettivo che lei sta rifilando? Non è vero che prevalgono livore e acredine negli altri ben 15 commenti (compreso il suo che non si può dire che non sia pepato). Il Patrini che terminava con un "si vergogni" è così genuinamente temperato dall'amichevole riscontro che le ha fornito! Lo avrà letto in più commenti, e ne conoscerà la vera buona educazione, oltre che la passione alla civis. Se una persona vi è che si sente un primo della classe (tra i primi, primi della classe), questa è Maurizio Lupi, che non ha molte armi, se non il martelletto con cui batte e ribatte le consolatorie affermazioni sul "Renzianum", consolatorie in lui, sfacciate nel suo nuovo Maestro Renzi, che francamente merita di divenire segretario anche dell'NCD. Al posto di un Alfano che rispetto al Grande Capo è una ferrovia a scartamento ridotto.

 
24/11/2016 - Caro Moscatelli (Luigi PATRINI)

La sua riprovazione è molto comprensibile; ma tenga conto che i comuni cittadini non hanno molte occasioni di far sapere le loro opinioni e, quando possono farlo, lo fanno forse con un vigore eccessivo, ma altrettanto comprensibile. Stiamo andando verso un passaggio molto significativo e decisivo per la nostra vita politica nazionale: il Paese è spaccato da Renzi e dal suo Governo (che avrebbero dovuto tenerlo unito, tra l'altro tacendo sulla questione Istituzionale come suggeriva Calamandrei, mentre vi si sono buttati a capofitto in modo irrituale, sconsiderato e gravido di pericolose conseguenze), ma anche da comportamenti non proprio irreprensibili di troppi esponenti di una classe politica che, trasversalmente, pare più interessata a tutelare se stessa ed i propri interessi che quelli del Popolo che li ha espressi. Ciò pare più riprovevole se è fatto da parte di persone che non esitano a cambiare bandiera senza la preoccupazione di "giustificare" in modo credibile le scelte fatte prima e quelle fatte dopo. Certo "Prudentis est mutare consilium", ma quando lo fa, l'uomo pubblico deve motivarlo in modo convincente, altrimenti contribuisce ad accrescere la confusione: da qui l'irritazione, comprensibile, anzi comprensibilissima di tanti elettori ed ex-elettori. Non se la prenda troppo!

 
24/11/2016 - Quanto livore e mancanza di ascolto (Giovanni Moscatelli)

Rimango allibito dal livore, dall'acredine, dalla mancanza di ascolto della maggior parte dei commenti relativi all'articolo di Maurizio Lupi che ha semplicemente espresso le sue motivazioni (che tra l'altro io condivido). Ma come possiamo costruire il bene comune se non riusciamo nemmeno a rispettare l'altro, le sue ragioni, sicuri e tronfi delle nostre certezze?

 
23/11/2016 - Lupi, Alfano (purtroppo anche Lorenzin). NO a NCD (ALBERTO DELLISANTI)

Vedo Lupi e Alfano nel periodo nero in cui la Sinistra perseguitò Berlusconi a causa di suo inaccettabile burlesque. Inaccettabile perché un popolo non può identificare il suo Premier con il burlesque. Sul piano privato, non ho da predicare a chi lo sceglie. Ma il Cav. pensò che 'sto suo privato era "libero" di "pubblicarsi" (tanta era la presunzione che lui aveva). Grave torto di Sinistra fu l'approfittarsene a man bassa. Ma 'sto fatto non bastava a evitare il disagio con il quale ascoltavo le difese d'ufficio in TV, svolte dai due. Due panzer, algidi, duri, ripetenti a iosa la giaculatoria difensiva, i volti (e le voci) non so se lignei o ferrigni. Che gioia il giorno in cui decisero di non seguire il Cav. nel buttare giù Letta. Che brutta conferma del coriaceo che vedevo in loro due, quando si unirono a Renzi in una strada che era obbligante a seguirlo. Sia nei matrimoni omosessuali (vedi lettera che Lupi scrisse al "Sussidiario"!), sia nel "change" costituzionale imposto da JP Morgan (leggi loro Report sul Sud Europa del 2013) e da Goldman Sachs, i potentati ai quali Obama e Clinton attingono, con il caro tris Berlin/London/Paris. (Tutti sponsor del SI'!!). Il Senato di Lupi è da abolire. E' una gag. RISPARMIAMO cavoli !!! Bastano 315 Deputati, non i suoi 630!!! Bastano 160 Senatori veri, eletti dal popolo, non i suoi 100 estratti dal cilindro. Bastano 475 Parlamentari, non 945!!! ma nemmeno i suoi 730!!! LEGGA TUTTE LE SACROSANTE DOMANDE QUI SOTTO, SIG.

 
23/11/2016 - 438 motivi per dire NO! (Carlo Cerofolini)

Premesso che: 1) quando le parole perdono di significato l’uomo ha perso la libertà (Confucio); 2) occorre diffidare di quelli che dicono in 12 parole ciò che può essere detto in 10 (Carducci), che dire allora del fatto l’art. 70 della vigente Costituzione (La formazione delle leggi) è costituito da sole 10 (dieci) chiare e semplici parole, mentre l’art. 10 (Procedimento legislativo) della Costituzione riformata da Renzi – che sostituisce detto art. 70 – è formato da ben 438 (quattrocentotrentotto) criptiche e confuse parole, se non che siamo messi molto ma molto male e che quindi quando i nodi sono gordiani, come in questo caso, occorre tagliarli con un bel NO a tutto tondo al referendum costituzionale?

 
23/11/2016 - Oggi il Festival del SI' (ALBERTO DELLISANTI)

Credit nell'editoriale e Lupi sul podio... Il signor Credit schiera nel suo scritto pezzi da novanta del SI': FT, Confindustria, gli imprenditori che finalmente torneranno a investire grazie al "Renzianum" (!!...??), e poi Obama, la Merkel (per di più convertita sulla via di Rignano sull'Arno a capirsi con Renzi... dice Credit). E naturalmente il magico Number One of Italy, Mattews Renzi, l'autore stesso del fatidico magistrale "change" della legge fondamentale dello Stato del Popolo Italiano. E non senza aver emesso la sua sentenza su i NO. Tra i NO pullulano gli italo-populisti... e gli euro-populisti... (quindi anche anti europeisti dirà Credit). Un bel guaio da sventare con un megalo SI'. Grazie a Tiziano Villa per il suo commento così pertinente. E chiederei a Credit di scambiare due parole con Annoni, visto che quest'ultimo ci segnalava ieri due giudizi del Financial Time, molto moderanti la così detta preoccupazione, attribuita al quotidiano londinese, per una vittoria del NO.

 
23/11/2016 - 5 indizi per il NO (Carlo Cerofolini)

In Italia - dove la realtà supera sempre la fantasia - ha visto la luce una riforma costituzionale: 1) imposta, a colpi di fiducia e con forti forzature di regolamenti parlamentari, da un Premier (Renzi) non eletto; 2) che ha come padre “nobile” l’ex Pci Napolitano (!); 3) votata da un Parlamento eletto con una legge (il Porcellum) dichiarata incostituzionale; 4) che raccoglie il plauso della grande e rapace finanza internazionale (aiuto!); 5) che vede plaudenti la quasi totalità di quelli che quando il popolo non condivide le loro idee (l’intellighentia radical chic) vogliono abolire il popolo. Ovvero non tre ma ben cinque indizi, che fanno una super prova, che questa riforma della Costituzione in realtà è una schiforma pazzesca da affossare con un NO secco al referendum del 4 dicembre.

 
23/11/2016 - I possibili 10 guai legati al sì (Carlo Cerofolini)

Ma se vincesse il sì al referendum costituzionale non sarà poi che Renzi, galvanizzato dalla vittoria, finirà di rovinare l’Italia con: 1) l’asservimento definitivo - è previsto nella nuova Costituzione all’art. 117 - del nostro Paese a Bruxelles; 2) un’inarrestabile invasione incontrollata dell’immigrazione clandestina; 3) lo ius soli, ovvero la cittadinanza “facile” agli immigrati; 4) la perdita delle nostre radici cristiane e dei nostri valori e tradizioni; 5) il controllo della dirigenza della Pa, che non sarà più al servizio della Nazione ma del governo, grazie alla legge Madia; 6) la “conquista” dell’Università con la nomina - tramite le commissioni scelte dall’esecutivo - senza concorso, di ben 500 super professori (legge Natta); 7) l’introduzione invasiva della teoria gender, pressoché già obbligatoria nelle scuole; 8) la limitazione della libertà di espressione con l’introduzione del reato di omofobia (ddl Scalfarotto); 9) la svendita definitiva di tutti i rimanenti asset strategici agli stranieri; 10) l’espropriazione, con patrimoniali più o meno mascherate, dei risparmi dei cittadini?

 
23/11/2016 - tre domande a Lupi (mauro bazzi)

Caro onorevole Lupi, nel suo intervento Lei non è entrato veramente nello specifico del testo della Riforma. Se fosse entrato più a fondo avreste dovuto spiegare molte delle cose che quelli del SI non vogliono spiegare. Mi dispiace per il suo partito NCD a cui avevo dato il voto. Alle prossime elezioni tanti cattolici non avranno più il dubbio se darLe il voto perchè l'NCD sarà ormai sparito dalla scena politica. Una sparizione che avete provocato voi con la scelta di fare da paggetti a Renzi. Tanto valeva che foste entrati subito nel PD senza troppe ipocrisie. Le riforme vanno fatte, ma fatte bene, non tanto per fare qualcosa. Le pongo solo tre domande: 1) Se passa la riforma, che senso potrà avere una Fondazione per la Sussidiarietà, visto che ci sarà una sussidiarietà ridotta al lumicino (domanda da girare anche al presidente della Fondazione per la Sussidiarietà); 2)Perché le lobby americane guerrafondaie si sono scomodate a sostenere la riforma costituzionale dell'Italia? 3) Perché, persino un comico esaltatore della Costituzione più bella del mondo, adesso ne farebbe fuori un terzo, tutto in un colpo? Non era la più bella del mondo? Auguri per la sua carriera politica!

 
23/11/2016 - Domande su: riforma e immigrazione (Carlo Cerofolini)

Riguardo alla riforma della Costituzione vorrei che Renzi rispondesse a queste tre domande: 1) perché - pur criticando aspramente l’Ue – ha inserito con l’art. 117 l’obbligo, finora inesistente, per il Parlamento a ratificare tutte le decisioni provenienti da Bruxelles? 2) perché non ha cancellato dall’art. 81 della vigente Costituzione l’obbligo al pareggio di bilancio che porta al fiscal compact e che ci costerà l’impossibile cifra di ben oltre 50 miliardi annui per 20 anni? 3) perché non ha abolito le anacronistiche Regioni a statuto speciale, che costano 14 miliardi annui di cui almeno la metà se ne vanno in privilegi, prebende e soprattutto sperperi e che manterranno le attuali competenze mentre le altre Regioni le vedranno quasi tutte sostituite da quelle dello Stato? Già che ci sono per quanto poi attiene l’immigrazione clandestina, che ci sta sommergendo, vorrei evidenziare che per ridurla notevolmente basterebbe bloccare il rifornimento dei gommoni che gli scafisti/schiavisti usano per riempire di clandestini che poi appena a poche miglia dalla costa libica vengono soccorsi dalle navi con destinazione Italia. Cosa che si può fare, visto che si sa bene che detti gommoni, di infima qualità, provengono dalla Cina via Turchia e poi Malta, fino ad arrivare in Libia e che quindi basterebbe che le navi della nostra marina militare – avendone l’autorità -ispezionassero, in acque internazionali, i mercantili che li trasportano sequestrandone il carico. Perché no? Cui prodest?

 
23/11/2016 - Di quelli che non se la bevono (Tiziano Villa)

Gli argomenti di Lupi sono troppo da salone di barbiere per commentare oltre. Parliamo invece con l'amico Credit che ha firmato l'editoriale. Caro Gianni, c'e' chi ingenuamente credeva che s'investisse dove c'e' accesso al denaro per le aziende a costi competitivi (uno dei maggiori divari tra le nostre aziende e quelle tedesche), una forte sinergia tra ricerca e innovazione industriale, una giustizia civile efficiente e affidabile, una pubblica amministrazione che paga in pochi mesi le proprie fatture, una politica energetica che renda disponibile l'energia a prezzi competitivi, infrastrutture come quelle informatiche aggiornate ed efficienti, politiche industriali mirate in funzione dei punti di forza nazionali, etc, e invece no tu ci spieghi che agl'industriali italiani serve il pasticcio della cosiddetta riforma costituzionale con il ritorno al centralismo romano "per far tornare a loro stessi la voglia di investire di (sic) sulle loro aziende, per ricreare Pil e occupazione sul territorio nazionale". Di' la verità: quando scrivevi queste righe ridevi tra i baffi fisici o metaforici, e ti chiedevi vediamo come se la bevono i lettori del Sussidiario. Ma per citare il buon Indro Montanelli, i lettori del Sussidiario sono degli apoti, cioè di quelli che non se la bevono. Riprovaci con argomenti meno evanescenti, magari con un pubblico più di bocca buona.

 
23/11/2016 - Grazie Maurizio Lupi (claudia mazzola)

Pensavo già di votare Sì ora ne sono certa. Ho fiducia in lei, le credo.

 
23/11/2016 - Attenti all'eterogenesi dei fini!!! (Luigi PATRINI)

Ieri sera ho sentito in streaming la Violini (in contraddittorio con Quagliariello); oggi leggo Lupi: Li ringrazio entrambi (Violini e Lupi) perchè mi hanno convinto a votare NO più convintamente. Violini ha riconosciuto - soprattutto nel primo intervento - i molti limiti della proposta di riforma Boschi-Renzi; Lupi conferma di votare SI, senza aver spiegato perchè NCD è fuggito da Berlusconi quando aveva prospettato di togliere la fiducia a Letta, un PD che è stato sfiduciato dal segretario del suo stesso partito (#staserenoenrico!). Credo sia meglio seguire quel che ha detto il Papa nella conferenza stampa sull'aereo di ritorno dall'Azernaijan: "documentatevi, pregate e votate secondo coscienza". Se vedo aspetti positivi (il bene e il male non sono mai tutti da una parte sola!), non mi sfuggono i più numerosi aspetti negativi, le contraddizioni, le contorsioni concettualipresenti nella riforma proposta da Renzi, decido serenamente per il NO. Perchè la prospettiva di Renzi è più piena di negatività che di aspetti positivi. Confesso che se avessi visto un Renzi più sereno e distaccato (come aveva capito Calamandrei, che diceva che il Governo deve star fuori dal dibattito sulla Costituzione) forse mi sarei turato il naso per votare SI, ma non lo farò: Renzi avrà su di sè la vergogna di aver spaccato il Paese sulla questione più decisiva della vita nazionale. Se ne vergogni!!!

 
23/11/2016 - referendum (Paolo Urbano)

Renzi... ci ricorderemo

 
23/11/2016 - alla faccia della sussidiarietà (Achille Cilea)

Solo il 17 ottobre 2008 l’on Lupi scriveva sul suo blog : "Il federalismo fiscale è una riforma importante, un modo per riorganizzare lo Stato e la pubblica amministrazione e rendere tutto più funzionale e utile ai cittadini". Strano che in così poco tempo sia passato dalla difesa del regionalismo e della sussidiarietà a propugnatore di un centralismo che ricorda quello dell’URSS. Se passa questa riforma torneremo allo “Stato Sabaudo” in cui il territorio era governato dai Prefetti. Achille Cilea

 
23/11/2016 - qualcosa non torna (Dmenico Tallarico)

Caro @maurizio_lupi, rispondo al tuo appello, ti prego convincimi a votare si https://t.co/2nrA9qbtnR

 
23/11/2016 - Referendum (giorgio alberto crotti)

Hai dimenticato "Più società meno stato?" No, non l'hai dimenticato non ci hai mai creduto. Vergognati.

 
23/11/2016 - Bla bla bla (Michele Ballarini)

Riforme riforme riforme.... Ma quante riforme sono state fatte negli ultimi anni? Tantissime, da tutti i governi. E molte sono PESSIME! L'Italia è un Paese bloccato nonostante le MILIARDATE regalate alle imprese (anche sotto forma di tolleranza verso l'evasione fiscale e contributiva, contrastata solo a parole). L'uunica vera riforma per dare lavoro ai giovani e rilanciare i consumi, e quindi le produzioni, è la CONTRORIFORMA DELLA LEGGE FORNERO. Finanziandola dando meno soldi alle imprese, meno beneficenza e dispersione di risorse con i bonus. Bonus, ad es., per gli asili nido? Ma chi cazzo fa figli, oggi? NON C'E' LAVORO, ed è illusorio sperare che le imprese, qualora realizzino investimenti produttivi, assumano nuovo personale. Io compro macchinari innovativi e taglio il personale (diminuendo i costi operativi). Quindi NO a Renzi e ai suo scherani, NO perché è inaffidabile ed un INCAPACE!