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DALLA CINA/ Lao Xi: ecco il discorso segreto preparato da Renzi per il 1° dicembre

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Matteo Renzi (LaPresse)  Matteo Renzi (LaPresse)
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O almeno così pensavo. Poi mi sono fatto prendere dalla foga, i miei avversari politici anche, e abbiamo, mi sembra, tutti perso la buriana. Abbiamo perso di vista che non possiamo che essere tutti insieme, quelli che votano Sì, quelli che votano No e quelli che si astengono. Tutti sono cittadini di questo paese e occorre tutti lavorare insieme per andare oltre questo guado.

A questo punto non importa chi vinca, se il Sì o il No. Non importa, e lo dico davvero, se ci sia ancora io al governo, se io sia rottamato come quelli che ho voluto rottamare. Quello che importa davvero è che il paese ritrovi l'unità. È bello fare il tifo per l'Inter o il Milan, ma prima, dopo e durante la partita, lo sappiamo tutti, è da pazzi prendersi a botte.

Noi italiani siamo divisi, ci odiamo, abbiamo il brutto vizio storico di chiamare alleati stranieri per mettere ordine a casa nostra contro il vicino che detestiamo. Questa volta, anche se volessimo, non ci sono alleati stranieri pronti a intervenire: siamo da soli perché non siamo più così cruciali e nessuno ha la forza e la voglia di salvarci. Dobbiamo farcela da soli e oggi siamo divisi.

Ci sono quattro gruppi oggi nel paese. C'è il mio partito, il Pd, poi c'è il centro destra, c'è il M5s e c'è la maggioranza, quelli che non votano perché non sostengono nessuno dei tre. Mi appello ai colleghi di tutti i partiti perché ci aiutiamo e aiutiamo il Paese a ritrovare l'unità. Al voto, certo, qualcuno deve vincere o perdere, ma chiunque vinca deve potere contare sull'appoggio degli altri e lui a sua volta deve ascoltare e accogliere tutti. L'Italia forse è impossibile da governare, ma certo non si può governare con dei capi accentratori, e se io in passato mi sono comportato così ho sbagliato. D'altro canto essere inclusivi non può significare fare pastette tra pochi potenti ed escludere la gente.

Come ai tempi della Costituente, dobbiamo trovare dei compromessi che non siano al ribasso ma il rialzo, su cosa sia necessario fare per tutto il paese. Ci vuole più velocità e responsabilità nelle decisioni, ma questo nuovo potere non deve essere abusato. Qui, non valgono tanto i vincoli legali che nel paese degli Azzeccagarbugli sarebbero presto aggirati, devono valere ancora di più valori morali, etici. I magistrati devono essere i guardiani della legge, ma questa legge non può poi entrare nel privato della vita. Ha ragione perciò Grillo a esigere onestà, ma ha ragione anche il centro destra a chiedere riforme che rendano le imprese più in grado di operare, e credo che abbiamo ragione anche noi del Pd, quando diciamo che i più indifesi, i più deboli devono essere sempre salvaguardati.



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COMMENTI
24/11/2016 - Un 1° di Dicembre che sembra un 1° di Aprile (ALBERTO DELLISANTI)

E così Taddei fa il suo commento colto ma nero, che tradurrei in "à la guerre comme à la guerre". E Patrini che soffre molto (ma anch'io...e più della metà degli Italiani, quelli che voteranno NO, e una parte dei tanti astenuti che se ne staranno bloccati a casa, disgustati dal crescente azzardo che si gioca nei Palazzi del Potere) e Patrini (dicevo) che soffre per il Paese dilaniato, non legge con piacere la inesistente lettera di un Renzi che vuò fà l'americano. Fuor della sua "facezia", apprezzo la "speranza" di Lao Xi che Renzi parli con un registro che gli è stato fin qui del tutto estraneo, sconosciuto. "O chi per lui", aggiunge Lao Xi. Cioè qualcuno che usi quel registro al posto del Presidente del Consiglio (che ahimè dovrebbe esserlo di tutti noi e quindi scevro da quel malefico dividerci in due parti, l'una posta contro l'altra, come "armate"). Vai a sapere se Lao Xi voterebbe NO. Se lo abbia forse dichiarato, mi è sfuggito. Un discorso alla Lao lo potrebbe solo un Renziano pentitosi. Che abbia una personale udienza presso il Capo, e cercasse di convertirlo. Pienamente d'accordo con il discorso dell'Assemblea Costituente, che vedo che molta gente catechizzata dall'armata Renzi, arriva ad apprezzare, se bene glielo spieghi. Se Renzi ponesse meno cuore dalle parti della JP Morgan, ponendone di più a ricordare che "dopo il 1945 il Paese era a pezzi", e "della gente si era uccisa a vicenda", non cavalcherebbe il suo "divide", in vista del suo "impera".

 
24/11/2016 - Risposta (francesco taddei)

No auro sed ferro recupera da est patria!

 
24/11/2016 - Non ci credo (Luigi PATRINI)

Nella sua pochezza un simile discorso avrebbe elementi di verità (forse), ma certo Renzi non direbbe mai queste cose: troppo arrogante e presuntuoso per avere la saggezza di parlare in un tono così dimesso. A meno che non si sia accorto anche lui di essere un grande problema per l'Italia: eletto da nessuno, confermato da nessuno, guarda un po' cosa ti combina... Abbiamo però con lui un debito di riconoscenza: la gravità del suo atteggiamento, la pericolosità delle sue proposte (soprattutto Italicum e riforma costituzionale), l'assenza di una politica seria per la famiglia (non solo economica, ma anche di sostegno "culturale"; chiedere a Gandolfini e a chi fatica ad avere il coraggio di sposarsi e fare figli, per averne conferma) ci hanno messo tutti davanti alla necessità di NON DISINTERESSARCI DELLA POLITICA. Renzi ci ha fatto intuire, cioè vedere con il cuore e con gli occhi, cosa potrebbe succedere al nostro Paese se continueremo a passare le serate davanti al televisore, agli autoarresti domiciliari! Svegliamoci e assumiamoci le nostre responsabilità! Tutti insieme, Renzi ci prova, ma non ha ancora spaccato del tutto il nostro Popolo.