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DALLA CINA/ Lao Xi: ecco il discorso segreto preparato da Renzi per il 1° dicembre

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Matteo Renzi (LaPresse)  Matteo Renzi (LaPresse)

Caro direttore,

il funzionario cinese che mi ha dato quanto segue è un amico, e sono sicuro che mai mi trarrebbe in inganno.  Lo dico perché questa storia sembra uno scherzo, ma non lo è, lo giuro. Dunque, il fatto è che in Sardegna, quando il premier italiano Matteo Renzi e il presidente cinese Xi Jinping chiacchieravano da vecchi amici, Renzi ha messo una mano in tasca, l'ha tolta, poi ce l'ha rimessa, si è fermato, ha esitato, ha interrotto il discorso e infine l'ha tolta con in pugno un foglio di carta. Ha fatto per darlo a Xi, il presidente ha sgranato gli occhi, l'interprete non sapeva che fare, infine Renzi l'ha teso nelle mani del funzionario lì vicino che poi mi ha raccontato l'episodio e me l'ha dato. Renzi voleva che Xi Jinping gli dicesse cosa ne pensava di un suo discorso — un messaggio grave e importante, da farsi a reti unificate. Xi lo ha letto e ha detto che era bellissimo, che era proprio quello di cui l'Italia ha bisogno. Io non dovrei parlarne, ma, che volete?, il vizio del giornalista è difficile a morire, così invece di tenerlo per me, lo pubblico. Forse i cinesi volevano solo essere cortesi.…

(Lao Xi)

 

Cari italiane e italiani, oggi, a pochi giorni dal voto per il referendum costituzionale siamo di fronte a una situazione drammatica come forse non lo è stata da almeno 30 anni. Il rischio è reale, non facciamoci illusioni.

L'euro può crollare, l'Europa unita, dopo sette decenni di fatica, potrebbe dissolversi, i gruppi criminali che gestiscono il traffico di poveri immigrati dalla Libia potrebbero occupare il sud Italia. Le nostre banche sono sull'orlo di un tracollo e i nostri tassi di interesse potrebbero schizzare in alto, rendendoci rapidamente tutti molto più poveri.

Naturalmente questi sono rischi, non realtà, ma per evitare che si realizzino occorre lavorare rapidamente tutti insieme per obiettivi di breve orizzonte e poi forse anche per obiettivi di largo respiro. Non sono qui per adornarmi di gloria di quello che ho fatto durante il mio governo, ma nemmeno per coprirmi di fango. Ho fatto quello che ho potuto, al meglio che ho potuto. Così credo.

Ho cercato di fare passare una riforma costituzionale, perché sono convinto, e fino a ieri era convinto tutto il paese con me, che il bandolo della matassa dei problemi italiani sia la costituzione, splendida nel 1948, problematica oggi. Questa riforma non era e non voleva essere uno strumento per dividere il paese in buoni e cattivi, amici e nemici. Deve essere, e ne sono convinto, qualcosa che aiuti tutti, quelli che mi vogliono bene e quelli che mi vogliono male, gli italiani di oggi e quelli di domani, quelli che non sono ancora nati. Serve a rimettere l'Italia in piedi. 



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COMMENTI
24/11/2016 - Un 1° di Dicembre che sembra un 1° di Aprile (ALBERTO DELLISANTI)

E così Taddei fa il suo commento colto ma nero, che tradurrei in "à la guerre comme à la guerre". E Patrini che soffre molto (ma anch'io...e più della metà degli Italiani, quelli che voteranno NO, e una parte dei tanti astenuti che se ne staranno bloccati a casa, disgustati dal crescente azzardo che si gioca nei Palazzi del Potere) e Patrini (dicevo) che soffre per il Paese dilaniato, non legge con piacere la inesistente lettera di un Renzi che vuò fà l'americano. Fuor della sua "facezia", apprezzo la "speranza" di Lao Xi che Renzi parli con un registro che gli è stato fin qui del tutto estraneo, sconosciuto. "O chi per lui", aggiunge Lao Xi. Cioè qualcuno che usi quel registro al posto del Presidente del Consiglio (che ahimè dovrebbe esserlo di tutti noi e quindi scevro da quel malefico dividerci in due parti, l'una posta contro l'altra, come "armate"). Vai a sapere se Lao Xi voterebbe NO. Se lo abbia forse dichiarato, mi è sfuggito. Un discorso alla Lao lo potrebbe solo un Renziano pentitosi. Che abbia una personale udienza presso il Capo, e cercasse di convertirlo. Pienamente d'accordo con il discorso dell'Assemblea Costituente, che vedo che molta gente catechizzata dall'armata Renzi, arriva ad apprezzare, se bene glielo spieghi. Se Renzi ponesse meno cuore dalle parti della JP Morgan, ponendone di più a ricordare che "dopo il 1945 il Paese era a pezzi", e "della gente si era uccisa a vicenda", non cavalcherebbe il suo "divide", in vista del suo "impera".

 
24/11/2016 - Risposta (francesco taddei)

No auro sed ferro recupera da est patria!

 
24/11/2016 - Non ci credo (Luigi PATRINI)

Nella sua pochezza un simile discorso avrebbe elementi di verità (forse), ma certo Renzi non direbbe mai queste cose: troppo arrogante e presuntuoso per avere la saggezza di parlare in un tono così dimesso. A meno che non si sia accorto anche lui di essere un grande problema per l'Italia: eletto da nessuno, confermato da nessuno, guarda un po' cosa ti combina... Abbiamo però con lui un debito di riconoscenza: la gravità del suo atteggiamento, la pericolosità delle sue proposte (soprattutto Italicum e riforma costituzionale), l'assenza di una politica seria per la famiglia (non solo economica, ma anche di sostegno "culturale"; chiedere a Gandolfini e a chi fatica ad avere il coraggio di sposarsi e fare figli, per averne conferma) ci hanno messo tutti davanti alla necessità di NON DISINTERESSARCI DELLA POLITICA. Renzi ci ha fatto intuire, cioè vedere con il cuore e con gli occhi, cosa potrebbe succedere al nostro Paese se continueremo a passare le serate davanti al televisore, agli autoarresti domiciliari! Svegliamoci e assumiamoci le nostre responsabilità! Tutti insieme, Renzi ci prova, ma non ha ancora spaccato del tutto il nostro Popolo.