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REFERENDUM/ D'Esposito (Il Fatto Q.): Grillo è caduto nella trappola del premier

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Beppe Grillo (LaPresse)  Beppe Grillo (LaPresse)

M5s offre il fianco a Renzi e il segretario del Pd ne approfitta due volte. A Palermo dieci esponenti del Movimento 5 stelle sono sotto inchiesta per irregolarità nelle firme di presentazione delle liste alle amministrative del 2012. A Bologna un'inchiesta parallela porta all'iscrizione di quattro pentastellati nel registro degli indagati per irregolarità delle firme in occasione delle regionali 2014. Il fronte del Sì è il serial killer dei nostri figli, aveva detto Grillo, che ha rincarato la dose accusando il capo del governo di comportarsi come una "scrofa ferita", che attacca chiunque veda. Pronta la replica di Renzi: accusa falsa come le firme di M5s, noi siamo per i sorrisi e per il merito, ha risposto il premier. Grillo c'è cascato? Sì, secondo Fabrizio D'Esposito (Il Fatto Quotidiano): Renzi voleva provocare il leader di M5s per spaventare i moderati e il comico ha abboccato. D'Esposito è l'autore dello scoop su Vincenzo De Luca (Pd) e i "fiumi di soldi" fatti arrivare da Renzi in Campania. In due riunioni, De Luca arruola pancia a terra i "suoi" sindaci (eletti da tutti i cittadini) nella campagna per il Sì, intimando loro di trascinare la gente nei seggi a votare la riforma. Ieri la commissione Antimafia (presieduta da Rosy Bindi) ha chiesto alla Procura di Napoli di verificare i presupposti per l'avvio di una inchiesta sul caso De Luca, mentre in serata la commissione Bilancio ha dato via libera all'emendamento (ribattezzato "norma De Luca") che consente ai presidenti di Regione di diventare anche commissari alla sanità regionale.

 

D'Esposito, come valuta dal punto di vista dello scontro referendario la grana piovuta sulla testa di M5s?

Non mi sto occupando delle vicende di M5s, ma non ho mai creduto nella giustizia a orologeria e quindi non credo che la vicenda sia stata montata per bilanciare le magagne del Pd. Per quanto possa essere fondato nelle inchieste delle procure che indagano, il caso delle firme grilline è stato molto pompato dall'informazione, questo sì. E' lo stesso meccanismo distorsivo per cui della vicenda del diversamente renziano De Luca stiamo parlando soltanto adesso, quando Il Fatto ha pubblicato lo scoop il 18 novembre e la stampa ha taciuto per giorni.

 

Perché c'è un caso De Luca?

I patti territoriali firmati dal governo valgono fiumi di denaro, per questo De Luca manda i sindaci a fare il porta a porta. Sa che se Renzi perde, lui — De Luca — dopo il 4 dicembre potrebbe non avere più un governo amico.

 

Prima Renzi che chiama il No "accozzaglia", poi Grillo che dà della "scrofa ferita" al capo del governo. Che ha risposto esortando al "sorriso" e a parlare del merito. Che cosa sta succedendo?



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COMMENTI
24/11/2016 - Grillo ! Che scivolone...recupera! Renzi gode... (ALBERTO DELLISANTI)

Non si può sbagliare così scioccamente... e Grillo bisogna che porti tutta la sua acqua al Mulino di uno stop a Renzi. Al Renzi del "divide et impera". Dottor D'Esposito, glielo dico alla mia maniera di credente, che Dio la benedica. Per tutte le sue risposte all'intervistatore