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REFERENDUM/ Chi sono i veri "sponsor" della riforma Renzi-Boschi?

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Maria Elena Boschi (LaPresse)  Maria Elena Boschi (LaPresse)

Tali connotazioni organizzative, peraltro, affondano nella realtà dell'esperienza storica le loro ragioni, dalla quale anche trae una forza di legittimazione il complesso dei valori fondamentali ed irretrattabili. Proprio quei valori che il documento stilato da Jp Morgan ascrive a punto di debolezza dell'Europa (non solo, dunque, dell'Italia), in grado di legittimare un livello alto delle tutele garantite ai lavoratori; quei valori che, sul piano delle scelte organizzative, si riflettono nella centralità delle Assemblee elettive come espressione primaria della democrazia rappresentativa. 

3. La prospettiva efficientista è basata invece su un monismo dell'Esecutivo, la cui forza di direzione politica esce in buona sostanza notevolmente rafforzata nella riforma costituzionale. Di contro, la consistenza dell'istanza rappresentativa è limitata all'unica Assemblea dei deputati — eletta, peraltro, con un sistema spiccatamente maggioritario, idoneo perciò a favorire una selezione degli interessi politici presenti all'interno di quell'Assemblea. Si tratta di una soluzione che segue il solco di una tendenza a limitare l'incidenza del principio di sovranità popolare. 

A tale "declassamento" della democrazia parlamentare, del resto, non è estranea la considerazione dell'esperienza che nel tempo ha visto trasformate le Assemblee rappresentative in luoghi della pubblicità — piuttosto che dell'adozione — delle decisioni politiche elaborate altrove. Più in generale, tale declassamento rivela un'accezione della Costituzione in cui sembra mancare del tutto la percezione della sua portata reale, connessa non solo al compito di di garantire un equilibrio tra i poteri, ma anche a quello di realizzare l'integrazione sociale pluralista.    

4. Se, dunque, questa riforma punta ad affermare, in ultima analisi, nuovi "valori" costituzionali basati essenzialmente sulla realizzazione assoluta dell'azione di governo e sulla rapidità dei processi decisionali, sacrificando su questo altare il valore della rappresentatività democratica, non sembra peregrino tornare ad interrogarsi sulla valenza effettiva degli interessi sottostanti la riforma stessa. Al riguardo, sembra poco contestabile il fatto che la riforma segue suggestioni ed impulsi al cambiamento istituzionale provenienti soprattutto dai grandi interessi economico-finanziari, di scala nazionale, europea e mondiale, per i quali è del tutto fondamentale consolidare a tutti i livelli istituzionali —interno, europeo e mondiale — le linee intraprese di politica economica e finanziaria, nel quadro ampio e problematico di un'economia globale.     

5. Di contro a ciò, c'è il grande fermento civile di quanti intendono preservare la matrice originaria della Carta repubblicana, fondata sulla partecipazione, sulla rappresentanza e, perciò, sulla decisione razionale, che la riforma intenderebbe superare. Da qui, la mobilitazione sociale che, intrapresa in nome della Costituzione, rispecchia tutta la straordinaria vitalità del pluralismo interno all'ordinamento statale. Alla base di un tale patriottismo costituzionale, è anche il sentimento di pericolo per il rischio della perdita di quell'identità che solo la Costituzione sembra in grado di generare, pur senza svilire o comprimere il pluralismo politico, culturale e sociale. 



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COMMENTI
30/11/2016 - Per cavalleria, facciamo Boschi-Renzi (ALBERTO DELLISANTI)

L'articolo del Prof. Baldini sul "Renzianum" è eccellente come tutti quelli che lo hanno preceduto, e che sono tra le fonti di informazione BASILARI di cui il SUSSIDIARIO ci ha dato una insostituibile disponibilità da un anno a questa parte... Conferma (a chi già era informato bene sugli sponsor effettivi del "fenomeno" scovato a Firenze da Tony Blair e dai talent scout suoi colleghi), che tutta la vicenda degli ormai tre anni del Governo Renzi + Boschi (l'altra incontrastata padrona del Consiglio dei Ministri, e dei salotti televisivi italiani dove imperversa con il suo sorriso beffardo, mettendo in riga perfino la sua servile, sdraiatissima compare, Lilli Gruber, affinché zittisca il Prof. Onida) ha la propria sorgente nel vertice massimo del Capitalismo Bancario Finanziario Euro Americano, che trotta per il mondo per conto proprio, e per conto delle QUATTRO "Casa Bianca" di Washington/Londra/Berlino/Parigi, le quali sempre attingono alle Supreme Fonti (... Goldman Sachs...e JP Morgan...e Soros... ecc ecc). Ma in questi ultimissimi giorni che precedono il voto, si sente il bisogno di letture più brevi, schematiche, riassuntive, riepiloganti di una molteplicità di ragioni che consigliano il NO a un radicale cambiamento scaraventato dall'alto sull'Italia. (Per la gioia dell'illuministico commento di Assogna, quello, sì, molto illuministico).

 
27/11/2016 - Decisionalità (Pierluigi Assogna)

L'articolo si basa sull'assunto illuministico che maggiore è il numero di persone che prendono decisioni in successione su argomenti interlacciati e maggiore è la razionalità delle stesse. Assunto sconfessato dalla storia e dalla matematica.