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REFERENDUM/ Stato o cittadino, ecco chi vince con il Sì e il No

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Quarto: il potere fondamentale è il legislativo. "Ciò che può dare leggi ad altri deve di necessità essergli superiore (…). Il legislativo deve necessariamente essere il potere supremo, e tutti gli altri poteri devono derivare da esso ed essergli subordinati". In sintesi: il potere legislativo deriva dal popolo e tutti gli altri poteri derivano dal legislativo. In tal modo è delineato il meccanismo di controllo del popolo sullo Stato: il popolo, controllando direttamente il legislativo il quale controlla il governo, controlla indirettamente quest'ultimo. È in questo modo che il popolo cavaliere controlla lo Stato cavallo.

A questo punto non resta che porci due domande: la democrazia italiana funziona attualmente in conformità al modello di Locke? E dopo le riforme di Renzi sarà più vicina o più distante rispetto a tale modello? Purtroppo già la prima risposta è negativa. Primo: le leggi italiane sono tutt'altro che certe, coerenti e conoscibili per i cittadini che dovrebbero rispettarle. Renderle tali sarebbe la prima riforma necessaria. Secondo: i cittadini non scelgono i parlamentari che li debbono rappresentare, ma essi sono scelti al loro posto dai partiti, tanto che il sistema elettorale, che ha dato alla Camera un premio di maggioranza esorbitante al partito di maggioranza relativa, è stato dichiarato incostituzionale. Terzo: il Parlamento, eletto con sistema elettorale incostituzionale, non esercita più in maniera autonoma il potere legislativo, dato che i provvedimenti di iniziativa parlamentare sono una quota irrisoria dei totali mentre quelli di iniziativa governativa sono approvati a tamburo battente, senza alcuna possibilità di una riflessione critica e di un controllo effettivo. In questo modo sono stati approvati anche il nuovo sistema elettorale, l'Italicum, e le modifiche costituzionali oggetto del prossimo referendum. 

In barba alle prescrizioni di Locke le riforme, che hanno per oggetto gli strumenti coi quali i cittadini grazie al Parlamento controllano il governo, sono state imposte del controllato al suo controllore. Se è il cavallo che si sceglie la briglia è ben difficile che non si scelga quella più lasca possibile.

La funzione della riforma costituzionale è, in congiunzione con l'Italicum, esattamente quella di congelare, di rendere irreversibile, tuttavia accentuandolo, il quadro attuale sopra descritto, garantendo un vuoto di controllo effettivo del cittadino elettore e una comoda autoreferenzialità del potere. Non sarà più l'elettore attraverso il Parlamento a controllare il governo, come indicato da Locke, bensì il governo a controllare il Parlamento e possibilmente anche l'elettore. Queste sono, in sintesi, le ragioni della mia scelta al prossimo referendum.



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