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SCENARIO/ Lo "spettro" di Monti unisce Renzi e Mattarella

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Sergio Mattarella (LaPresse)  Sergio Mattarella (LaPresse)

Come anticipato proprio su ilsussidiario.net l'esortazione del Capo dello Stato a Renzi è quella di rimanere al suo posto anche in caso di vittoria del No, non essendoci legame alcuno, almeno formalmente, fra referendum e maggioranza parlamentare che sostiene il governo. Non è stata solo un'argomentazione formalistica quella utilizzata da Mattarella, ma sostanziale, pensando alle tante cose da fare dopo il referendum, dalla legge elettorale da riformare (tanto l'Italicum, quanto le regole per il Senato), sino alla legge di bilancio e alla gestione della presidenza del G7 il prossimo anno. 

Un atto formale di dimissioni nel caso di vittoria del No al Quirinale se lo aspettano, ma gli scenari del dopo variano fra il rinvio del governo alle Camere e il Renzi bis. Molto dipenderà dal risultato, se cioè la vittoria del No sarà ampia, o risicata. 

Quel che agli occhi del Colle appare certo è che si deve ripartire da quell'avverbio usato da Renzi, "insieme". Coinvolgendo nella discussione sulle regole elettorali la maggior parte possibile dell'opposizione. Berlusconi è pronto a sedersi (con Renzi) a quel tavolo, e conta i giorni che — a suo dire — mancano alla sua riabilitazione politica, che dovrebbe arrivare dalla sentenza della Corte di Strasburgo. E' talmente sicuro di vincere da spingersi ad annunciare che in quel caso il centrodestra non avrebbe bisogno di un nuovo leader, basterebbe quello vecchio. Uno scenario che rischia di far definitivamente esplodere il centrodestra, dove Salvini e Meloni vogliono primarie per tutti, anche — eventualmente — per lo stesso Berlusconi. Ma di questo l'uomo di Arcore sembra non preoccuparsi affatto. 

E che Renzi sia pronto a sedersi a trattare con il vecchio leader di Forza Italia vengono a confermarlo alcune parole dello stesso premier, quando si dice pronto a modificare con Berlusconi l'Italicum, anche se gli raccomanda di non cambiare idea, come sulle riforme costituzionali. Salvo cataclismi si ripartirà da qui, dalla necessità assoluta di tessere intese per evitare il caos istituzionale, consegnando con ogni probabilità il paese a Grillo e ai suoi. Uno scenario che interessa a molti evitare.



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COMMENTI
28/11/2016 - Referendum apriamo gli occhi non turiamoci il naso (Carlo Cerofolini)

A chi, magari turandosi il naso, pensa di votare sì al referendum sulla riforma della Costituzione, vorrei chiedere come si può pensare che questa riforma sia un bene per l’Italia, visto e considerato che è stata imposta da Renzi, che da quando è al governo (quasi tre anni) ha sperperato fiumi di denaro pubblico in mance e bonus (a nulla) elettorali e che inoltre e per di più ha fatto aumentare il debito pubblico, le entrate fiscali (tasse) per l’erario, la povertà, l’immigrazione clandestina, l’insicurezza, il degrado, la non credibilità dell’Italia e via disperando? Occhio!

 
28/11/2016 - Meglio di Renzi è anche un governo "tecnico" (Carlo Cerofolini)

Renzi nel tentativo di spaventarci, va dicendo che se vince il no al referendum si avrà un governo tecnico, che comunque dovrà sempre essere sorretto da una maggioranza politica. Ora, detto questo e ammesso e non concesso che quanto sopra avvenga non è detto che ciò sarebbe una disgrazia, visto e considerato che durante i mille giorni renziani la situazione economica e fiscale è, in realtà, peggiorata enormemente. Infatti per quanto riguarda il Pil, mentre nel 2010 – governo Berlusconi – questo cresceva di più rispetto a diversi altri paesi Ue, nel 2014 – interregno Letta-Renzi – è precipitato al quart’ultimo posto Ue, nel 2015 – con Renzi – è passato al terz’ultimo posto, nel 2016 – sempre con Renzi – arriverà al penultimo posto, posizione che manterrà pure nel 2017, per poi passare addirittura all’ultimo posto nel 2018 (previsioni Ue). Il tutto mentre, nel frattempo, il debito pubblico è aumentato di 22 miliardi e le entrate fiscali (tasse) di 19. Elettore informato…

 
28/11/2016 - Eversori (Michele Ballarini)

Vincesse il NO, si deve tornare alle urne, per mandare a casa un Governo che è dalla parte delle oligarchie finanziarie del Paese e del mondo (FMI). Un Paese nel quale non vi sarebbero soldi per abbassare l'età pensionabile e favorire il ricambio generazionale e la ripartenza dei consumi. Ma l'oligarchia internazionale del denaro vuole schiavi sottopagati.La scusa è la solita: non ci sono i soldi.Questa è la più grande bugia che un politico può dire ai cittadini.Se pensiamo infatti ai circa 23 miliardi di euro approvati per le spese militari per il 2017, cifra resa nota dall'osservatorio Mil.€x e confermata dal Ministro della Difesa Pinotti, c’è da rabbrividire. Continuano a sperperare miliardi di euro per grandi opere inutili che servono a ingrassare qualche amico dell'amico, solo perché magari garantisce un bel bacino di voti. Quando voteremo, ricordiamolo. Ricordiamoci che chi vuole “riformare” la Costituzione sono le stesse persone che dicono che i soldi per la povera gente non ci sono mai quando per loro ci sono sempre, le stesse persone che hanno votato la legge Fornero, che hanno fatto scappare 110.000 giovani dall’Italia nel 2015, che permettono che i nostri figli, nipoti e amici vengano pagati con i voucher per essere trattati come pedine senza diritti e che hanno regalato ai nostri giovani il primo contratto da stagista per essere sfruttati a norma di legge. Non permettiamo che questa gentaglia possa continuare a rovinare il futuro di milioni di italiani!