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SCENARIO/ Lo "spettro" di Monti unisce Renzi e Mattarella

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Sergio Mattarella (LaPresse)  Sergio Mattarella (LaPresse)

Avvertenza: a sei giorni dal voto a qualunque dichiarazione politica deve essere fatta cento volte la tara, soprattutto a quelle di chi, come il presidente del Consiglio, il 4 dicembre si gioca tutto, o quasi. E quindi tutto (o quasi) è lecito dire. Per scoprire la sua strategia e le mosse che ha in testa per il dopo bisogna smontare le sue sparate da campagna elettorale. 

E quella del giorno è una specie di bomba atomica, cioè lo spauracchio del governo tecnico, agitato in faccia soprattutto a quei moderati che sono stati profanamente delusi dal governo Monti, evocato con tanto di nome e cognome. "Con il governo tecnico Italia subalterna in Europa", scandisce il premier, appuntamento dopo appuntamento. E nella stessa direzione va l'appoggio al Sì del presidente della Commissione Europea Juncker, che pure certo non ha l'appeal di una rockstar, o di un attore di grido. Anzi, i voti rischia di indirizzarli nella direzione opposta.  

Sono i moderati il primo obiettivo dell'offensiva finale di Renzi, che punta sull'elevato numero di indecisi per ribaltare una tendenza che gli sembra avversa. Per solleticarli Renzi le prova tutte. Cerca, ad esempio, di volgere a suo favore la bocciatura della riforma della pubblica amministrazione da parte della Corte costituzionale, spiegando che adesso per licenziare i "furbetti del cartellino" serve il consenso di Zaia (visto che è stato il ricorso della Regione Veneto a portare alla sentenza della Consulta). Promette poi una sanità uguale per tutti, da nord a sud, soprattutto per intercettare i voti delle regioni meridionali, e chi non ci sta a farsi rappresentare da Salvini. 

Anche nei confronti dell'elettorato del suo partito intende essere rassicurante, quando giura e spergiura che la legge elettorale verrà cambiata, sulla base dell'intesa raggiunta nella commissione cui ha preso parte Gianni Cuperlo. E per gli elettori 5 Stelle c'è l'assicurazione che è lui, il premier, il vero nemico della casta che vuole ridurre il numero dei parlamentari, e conseguentemente i costi della politica.

Ce n'è per tutti, dunque, in una strategia di attacco a tutto campo, che ha un filo conduttore unico, quello di presentarsi come unico argine al caos: apres moi, le deluge. No agli inciuci, giura Renzi, se vince il no "al tavolo Berlusconi sederà con Grillo, D'Alema e Salvini".

Tra le cortine fumogene della campagna elettorale, però, alcuni sprazzi di verità si intravedono, soprattutto quando Renzi dichiara che dal 5 dicembre "l'Italia deve andare avanti insieme", qualunque cosa accada. E' quello che Mattarella sembra abbia chiesto al premier nell'ultimo colloquio che i due hanno avuto al Quirinale. E a confermarlo è ancora una volta il fondo domenicale di Eugenio Scalfari.  



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COMMENTI
28/11/2016 - Referendum apriamo gli occhi non turiamoci il naso (Carlo Cerofolini)

A chi, magari turandosi il naso, pensa di votare sì al referendum sulla riforma della Costituzione, vorrei chiedere come si può pensare che questa riforma sia un bene per l’Italia, visto e considerato che è stata imposta da Renzi, che da quando è al governo (quasi tre anni) ha sperperato fiumi di denaro pubblico in mance e bonus (a nulla) elettorali e che inoltre e per di più ha fatto aumentare il debito pubblico, le entrate fiscali (tasse) per l’erario, la povertà, l’immigrazione clandestina, l’insicurezza, il degrado, la non credibilità dell’Italia e via disperando? Occhio!

 
28/11/2016 - Meglio di Renzi è anche un governo "tecnico" (Carlo Cerofolini)

Renzi nel tentativo di spaventarci, va dicendo che se vince il no al referendum si avrà un governo tecnico, che comunque dovrà sempre essere sorretto da una maggioranza politica. Ora, detto questo e ammesso e non concesso che quanto sopra avvenga non è detto che ciò sarebbe una disgrazia, visto e considerato che durante i mille giorni renziani la situazione economica e fiscale è, in realtà, peggiorata enormemente. Infatti per quanto riguarda il Pil, mentre nel 2010 – governo Berlusconi – questo cresceva di più rispetto a diversi altri paesi Ue, nel 2014 – interregno Letta-Renzi – è precipitato al quart’ultimo posto Ue, nel 2015 – con Renzi – è passato al terz’ultimo posto, nel 2016 – sempre con Renzi – arriverà al penultimo posto, posizione che manterrà pure nel 2017, per poi passare addirittura all’ultimo posto nel 2018 (previsioni Ue). Il tutto mentre, nel frattempo, il debito pubblico è aumentato di 22 miliardi e le entrate fiscali (tasse) di 19. Elettore informato…

 
28/11/2016 - Eversori (Michele Ballarini)

Vincesse il NO, si deve tornare alle urne, per mandare a casa un Governo che è dalla parte delle oligarchie finanziarie del Paese e del mondo (FMI). Un Paese nel quale non vi sarebbero soldi per abbassare l'età pensionabile e favorire il ricambio generazionale e la ripartenza dei consumi. Ma l'oligarchia internazionale del denaro vuole schiavi sottopagati.La scusa è la solita: non ci sono i soldi.Questa è la più grande bugia che un politico può dire ai cittadini.Se pensiamo infatti ai circa 23 miliardi di euro approvati per le spese militari per il 2017, cifra resa nota dall'osservatorio Mil.€x e confermata dal Ministro della Difesa Pinotti, c’è da rabbrividire. Continuano a sperperare miliardi di euro per grandi opere inutili che servono a ingrassare qualche amico dell'amico, solo perché magari garantisce un bel bacino di voti. Quando voteremo, ricordiamolo. Ricordiamoci che chi vuole “riformare” la Costituzione sono le stesse persone che dicono che i soldi per la povera gente non ci sono mai quando per loro ci sono sempre, le stesse persone che hanno votato la legge Fornero, che hanno fatto scappare 110.000 giovani dall’Italia nel 2015, che permettono che i nostri figli, nipoti e amici vengano pagati con i voucher per essere trattati come pedine senza diritti e che hanno regalato ai nostri giovani il primo contratto da stagista per essere sfruttati a norma di legge. Non permettiamo che questa gentaglia possa continuare a rovinare il futuro di milioni di italiani!