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REFERENDUM/ Tremonti: Napoleone ha voluto tutto, ma è finito a Sant'Elena

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Giulio Tremonti (LaPresse)  Giulio Tremonti (LaPresse)

Le ho detto: ci sono due errori e sono tutti e due di enorme rilievo. Uno è quello tattico che dice lei. E cioè faccio una legge elettorale per assicurarmi la vittoria, mentre in realtà faccio vincere l'altro perché non ho capito il terreno di gioco: che la struttura politica è cambiata, che non ci sono solo due ma tre poli, eccetera. Ma l'errore strategico è ancora più grave, perché non puoi affrontare i problemi che vengono dalla globalizzazione, dall'immigrazione alla difesa del risparmio, con piccoli numeri. Se sei minoranza nel paese e diventi maggioranza in parlamento solo con l'artificio studiato a tavolino da un professore che ti inventa un "premio", resti comunque minoranza; un minuto dopo vai sotto, non vai da nessuna parte. Mi spiego?

 

Per questo è miope dunque. Non basta essere minoranza e attrezzarsi per comandare.

Ripeto, è un'illusione. Nella storia, quando Napoleone supera la repubblica, può decidere di essere re o imperatore. Considerando che gli altri erano re, si incorona imperatore. Poi, se si ricorda, è finito a Sant'Elena.

 

Torniamo alla riforma costituzionale.

Sembra che il 2014 sia stato l'"anno zero" della politica italiana; sembra, ma non è. Quando Renzi prende il partito, rivendica la storia dell'Ulivo, del Pds, dei Ds, ed è giusto che sia così. Puoi raccontare delle storie, ma non puoi rimuovere la storia. Ebbene, il testo costituzionale vigente è stato disegnato dal centrosinistra nel 2000. Nel 2000 il centrosinistra compie due errori devastanti: il primo sul vecchio Stato centrale, che diventa decentrato e viene come disossato dalle leggi Bassanini — del quale si apprezza l'attuale impegno per il Sì, garanzia di successo.

 

E il secondo?

Lo Stato centrale viene anche sdoppiato con lo Stato federale. Sono stati fatti in contemporanea il decentramento e il federalismo. Errore: puoi fare il decentramento, puoi fare il federalismo; ma non li puoi fare insieme. Questa è stata una delle cause fondamentali della crisi amministrativa dell'Italia. 

 

Quindi?

Il Titolo V, che adesso viene demonizzato, lo hanno fatto loro. E lo hanno fatto da soli, con una maggioranza di quattro voti. Non solo: lo hanno fatto in campagna elettorale, cioè con una logica strumentale, violando il principio sacro della costituzione bene comune. Tra l'altro tradendo se stessi, perché erano tutto tranne che federalisti… Cambiare il Titolo V in quel modo è stato stupido e cinico. Il cumulo delle cariche non è vietato. 

 

Anche voi, quando eravate al governo, cinque anni dopo, avete cambiato il Titolo V. Non ha nulla da rimproverarsi?

Nel 2005 la riforma era giusta, fu sbagliato farla da soli. Chi si è opposto a quella riforma è stato comunque il centrosinistra, "benedicendo" in questo modo, di nuovo, il suo Titolo V. Hanno fatto tutto loro: hanno fatto l'errore, hanno fatto l'errore di impedire la correzione dell'errore, stanno di nuovo facendo l'errore di fare da soli.

 

Renzi e la Boschi continuano però a dire che il loro tentativo di cambiare la Costituzione è giustificato perché sono stati gli altri, la minoranza dem e Berlusconi, a sfilarsi.

Premesso che io ho votato sempre contro, noto che l'impegno costituzionale comune ci dev'essere dall'inizio alla fine. Se non c'è alla fine, è come se non ci fosse stato neanche al principio. Anzi, è peggio.

 

La riforma costituzionale dovrebbe darci una macchina più veloce, più economica, più "guidabile". 



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COMMENTI
30/11/2016 - GIUDIZIO politico, e SQUALIFICA del politico (ALBERTO DELLISANTI)

Non ho parlato di insulto alla persona ma al politico Tremonti. Non mi permetto di attribuire a lei Camonita un insulto alla persona. Ma neanche ai più sbrigativi Taddei e Menegatti. Resta la sua squalifica, la sua canzonatura, il suo immeschinimento della figura politica, dell'uomo pubblico che è Giulio Tremonti. Lei esordisce con quel "Professorino" che la dice lunga. Sono contento per lei che il suo amico commercialista si confermi molto dotato, non solo per fare il Ministro (Ministro vero non un Tremonti qualsiasi) come lei orgogliosamente diceva, ma navigatore esperto che mai farebbe rotta per una Sant'Elena.

 
30/11/2016 - Giudizio politico (Santino Camonita)

Vorrei ribadire al sig. Alberto Dellisanti che il mio è un giudizio (e non credo di insultare nessuno) sul POLITICO Tremonti e non sulla persona che sicuramente ha tutta la mia stima. Riguardo al mio amico commercialista gli ho fatto la proposta di fare il ministro dell' economia presentandolo a Lei e alla classe politica. Ci ha pensato su un attimo ma poi mi ha risposto che non ha anche lui nessuna intenzione di finire i suoi giorni a Sant' Elena. La saluto cordialmente.

 
30/11/2016 - Stimare e non insultare (ALBERTO DELLISANTI)

Grazie all'Onorevole Tremonti (che merita a vita l'appellativo conseguito agli esordi a Palazzo Montecitorio) per l'intelligente intervista rilasciata a Ferraù (che lo intervista con la consueta preparazione). Intervista a uno profondamente intelligente (che si condivida, o meno, ciò che via via dice). Potessi, gli chiederei scusa a nome dei tre che lo insultano con la facilità di quanti non sanno quello che fanno. I primi due commentatori, fedeli al loro approccio, tengono lo sguardo immobile su "poltrone" e su "lezioni da professore" che loro due vedono occupate da un qualche Belzebù. Il terzo (Signor Camonita) ha un "amico che avrebbe fatto il Ministro molto meglio di Tremonti". Signor, ci faccia conoscere il suo amico! Se lei dice il vero, sarebbe un Ministro miracoloso! Speriamo, ma ho scarsa fiducia in chi non si è accorto che compagni di merende di Renzi sono Silvio e Verdini. Va bene, pure la compagna Maria Elena B. (ma anche recenti compagni come Al Fano e Lupi). Tremonti ha operato con Berlusconi senza mai esserne compagno di merende. E ben si conoscono le diverse visuali tra i due, in più fasi...poi... nell'ultima stagione del Premierato Berlusconi. Né furono compagni di merende del Cav. il Gianfranco Fini (che pur ho politicamente disistimato) o il mobile(!) Pier Casini (di cui non ho mai capito dove volesse parare) o Bossi (che pur mostrò la capacità di stare in coalizione). Silvio e Matteo sono ora a Strasburgo dove si danno la mano. Per Sant'Elena vedremo.

 
29/11/2016 - Professorino (Santino Camonita)

Tremonti è un pessimo economista (vi ricordate ha sfiorato il Nobel per la teoria della " Finanza creativa") è stato un mediocre ministro (un mio amico che fa il commercialista lo avrebbe fatto molto meglio di lui) e adesso da anche lezioni di storia. Anche il suo compagno di merende Berlusconi ha voluto fare tutto, ma mi pare che anche lui è finito a Sant'Elena.

 
29/11/2016 - La paura di perdere la poltrona (Giovanni Menegatti)

Tremonti non si ricorda più di quello che ha fatto con i vari governi Berlusconi che stava per mandare in fallimento L'italia in grazia sua abbiamo subito il governo tecnico di Monti e Fornero. Adesso questo sapiente Professore parla di riforma costituzionale autoritaria che a differenza di quella di Berlusconi non aggiunge nessun potere al presidente del consiglio. La legge elettorale che hanno fatto loro si chiamava porcellum c'erano le liste bloccate senza nessuna preferenza adesso vuole insegnare agli altri come fare la legge elettorale. Tutte le leggi elettorali hanno dei difetti vedi anche quella americana, pero io credo che tutti quelli del no e del si messi assieme non sono capaci di farne una perché oggi tutti i politici vorrebbero la legge elettorale personale tagliata su misura per essere eletti, cosi anche il sig. Tremonti ha paura di restarsene a casa se non ci sarà il senato com'è adesso.

 
29/11/2016 - Commento (francesco taddei)

Dopo che ha mandato in fallimento l' Italia state a sentire le sue lezioni da professore?