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REFERENDUM/ Tremonti: Napoleone ha voluto tutto, ma è finito a Sant'Elena

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Giulio Tremonti (LaPresse)  Giulio Tremonti (LaPresse)

Più veloce? Le dò un dato: l'ultimo decreto fiscale è stato approvato dal Senato in sette giorni, per l'esattezza cinque giorni di commissione e uno di aula, due se ci mettiamo i tempi morti del voto di fiducia. La media dei tempi per avere una nuova legge è sui 50-60 giorni. Oggi non abbiamo bisogno di più leggi, se mai di meno leggi; invece in questi anni abbiamo prodotto molte più leggi che in Germania e Francia. 

 

Una macchina più economica?

No, perché la somma totale dei cosiddetti risparmi che dovrebbero essere assicurati dalla riforma non è superiore ai cento milioni. Quanto costa invece il dispendioso tenore di vita di Palazzo Chigi? Non mi pare che il Regno Unito mandi in giro il primo ministro con un Airbus 430 come quello di Renzi stile Leopolda Airlines. E andare a Washington per una cena con due Airbus? Quanto costa l'attuale campagna elettorale del governo, che dura da mesi, tra aerei, elicotteri e scorte?

 

Come la mettiamo con il nuovo Senato, professore?

Non solo ci creerà una palude tra Camera e Senato, ma è stata data al Senato competenza paritetica e quindi piena sull'Europa, sui trattati europei e sul metodo delle leggi europee. Il nostro futuro passa dai trattati: per uscire dall'Europa, per restarvi, per cambiarla. Il nuovo Senato sarà fatto da ottanta — dico ottanta perché i sindaci di fatto non vi andranno —, ottanta cialtroni regionali che venderanno il proprio voto.

 

Venderanno il proprio voto ha detto?

Sì. Non sarà il governo a chieder loro la fiducia, perché non può più; saranno i nuovi "senatori" a vendere il proprio voto. Entriamo nella più caotica ingovernabilità.

 

Siamo partiti dal Titolo V e siamo arrivati al Senato della decadenza. L'errore fondamentale però è quello dell'"incoronazione". E' anche la critica contenuta nell'ultimo editoriale dell'Economist contrario al referendum.

Fa bene a citarlo. Lo legga attentamente, perché tutte le argomentazioni portate sono condivisibili… L'errore fondamentale, quello che io ho chiamato dell'incoronazione, è avvenuto nel porre un uomo al centro del sistema e nel creare un sistema al servizio di quell'uomo. Non c'è un paese democratico al mondo che non sia basato su precisi equilibri. Può piacere o no, ma l'immagine più corretta della democrazia è quella dell'orologio meccanico, con pesi e contrappesi. Se fosse stata usata questa logica costituzionale, che è quella occidentale normale, non sarebbe stato fatto il referendum di un uomo, su un uomo e per un uomo. Se fosse davvero una riforma costituzionale sarebbe stata fatta insieme; siccome non è una riforma costituzionale ma un'investitura neoconsolare, quello che vediamo è l'uso della Costituzione per la promozione di una figura politica. 

 

Non ha la sensazione che il giocattolo sia sfuggito di mano a chi lo ha innescato? Napolitano ha fatto più interviste invitando Renzi a moderare i toni, a cambiare rotta.

Di Napolitano ricordo solo il discorso fatto in senato nel 2005 nel quale diceva che le costituzioni si modificano insieme. Oggi sta dicendo diverso. Ma sta parlando dello stesso tema ed in tempi ravvicinati. E un caso di omonimia o di sdoppiamento? 

 

Lei cosa risponde?



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COMMENTI
30/11/2016 - GIUDIZIO politico, e SQUALIFICA del politico (ALBERTO DELLISANTI)

Non ho parlato di insulto alla persona ma al politico Tremonti. Non mi permetto di attribuire a lei Camonita un insulto alla persona. Ma neanche ai più sbrigativi Taddei e Menegatti. Resta la sua squalifica, la sua canzonatura, il suo immeschinimento della figura politica, dell'uomo pubblico che è Giulio Tremonti. Lei esordisce con quel "Professorino" che la dice lunga. Sono contento per lei che il suo amico commercialista si confermi molto dotato, non solo per fare il Ministro (Ministro vero non un Tremonti qualsiasi) come lei orgogliosamente diceva, ma navigatore esperto che mai farebbe rotta per una Sant'Elena.

 
30/11/2016 - Giudizio politico (Santino Camonita)

Vorrei ribadire al sig. Alberto Dellisanti che il mio è un giudizio (e non credo di insultare nessuno) sul POLITICO Tremonti e non sulla persona che sicuramente ha tutta la mia stima. Riguardo al mio amico commercialista gli ho fatto la proposta di fare il ministro dell' economia presentandolo a Lei e alla classe politica. Ci ha pensato su un attimo ma poi mi ha risposto che non ha anche lui nessuna intenzione di finire i suoi giorni a Sant' Elena. La saluto cordialmente.

 
30/11/2016 - Stimare e non insultare (ALBERTO DELLISANTI)

Grazie all'Onorevole Tremonti (che merita a vita l'appellativo conseguito agli esordi a Palazzo Montecitorio) per l'intelligente intervista rilasciata a Ferraù (che lo intervista con la consueta preparazione). Intervista a uno profondamente intelligente (che si condivida, o meno, ciò che via via dice). Potessi, gli chiederei scusa a nome dei tre che lo insultano con la facilità di quanti non sanno quello che fanno. I primi due commentatori, fedeli al loro approccio, tengono lo sguardo immobile su "poltrone" e su "lezioni da professore" che loro due vedono occupate da un qualche Belzebù. Il terzo (Signor Camonita) ha un "amico che avrebbe fatto il Ministro molto meglio di Tremonti". Signor, ci faccia conoscere il suo amico! Se lei dice il vero, sarebbe un Ministro miracoloso! Speriamo, ma ho scarsa fiducia in chi non si è accorto che compagni di merende di Renzi sono Silvio e Verdini. Va bene, pure la compagna Maria Elena B. (ma anche recenti compagni come Al Fano e Lupi). Tremonti ha operato con Berlusconi senza mai esserne compagno di merende. E ben si conoscono le diverse visuali tra i due, in più fasi...poi... nell'ultima stagione del Premierato Berlusconi. Né furono compagni di merende del Cav. il Gianfranco Fini (che pur ho politicamente disistimato) o il mobile(!) Pier Casini (di cui non ho mai capito dove volesse parare) o Bossi (che pur mostrò la capacità di stare in coalizione). Silvio e Matteo sono ora a Strasburgo dove si danno la mano. Per Sant'Elena vedremo.

 
29/11/2016 - Professorino (Santino Camonita)

Tremonti è un pessimo economista (vi ricordate ha sfiorato il Nobel per la teoria della " Finanza creativa") è stato un mediocre ministro (un mio amico che fa il commercialista lo avrebbe fatto molto meglio di lui) e adesso da anche lezioni di storia. Anche il suo compagno di merende Berlusconi ha voluto fare tutto, ma mi pare che anche lui è finito a Sant'Elena.

 
29/11/2016 - La paura di perdere la poltrona (Giovanni Menegatti)

Tremonti non si ricorda più di quello che ha fatto con i vari governi Berlusconi che stava per mandare in fallimento L'italia in grazia sua abbiamo subito il governo tecnico di Monti e Fornero. Adesso questo sapiente Professore parla di riforma costituzionale autoritaria che a differenza di quella di Berlusconi non aggiunge nessun potere al presidente del consiglio. La legge elettorale che hanno fatto loro si chiamava porcellum c'erano le liste bloccate senza nessuna preferenza adesso vuole insegnare agli altri come fare la legge elettorale. Tutte le leggi elettorali hanno dei difetti vedi anche quella americana, pero io credo che tutti quelli del no e del si messi assieme non sono capaci di farne una perché oggi tutti i politici vorrebbero la legge elettorale personale tagliata su misura per essere eletti, cosi anche il sig. Tremonti ha paura di restarsene a casa se non ci sarà il senato com'è adesso.

 
29/11/2016 - Commento (francesco taddei)

Dopo che ha mandato in fallimento l' Italia state a sentire le sue lezioni da professore?