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REFERENDUM/ Quel ricorso che piace al Colle (se fa cambiare idea a Berlusconi)

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Sergio Mattarella (LaPresse)  Sergio Mattarella (LaPresse)

Piepoli lo scandisce in modo netto: "de-ve vin-ce-re il Sì". E poi ribadisce: "può darsi che i No siano di più ma il Sì deve vincere comunque". Casini: chi vota No svende a Grillo l'Italia. Se il Sì non passa "non cambia nulla ", recita la saga pubblicitaria del Pd. E poi Moretti di Finmeccanica, e l'ad di Eni tanto rilevante quanto sconosciuto. Ah, sì: Descalzi! E la Milano-bene, Confindustria, le quasi associazioni. Quelle con più scritte che iscritti. Perché deve vincere il Sì? Anche se vince il No. Lo scenario italiano si attaglia al delitto perfetto. Fallisce l'Europa? Colpa dei No. Nuovo effetto Brexit? Colpa dei No. Trump la spunta su Hillary? Colpa dei No. 

L'ultima spiaggia allo stato attuale dei sondaggi sembra essere il ricorso Onida. Ferrato e coscienzioso, rischia di sovvertire la logica prepotente dei "basta un Sì" per ribadire che le domande agli elettori devono consentire di esercitare la libertà di voto. Non è un granché, ma al momento è una notiziona che paradossalmente rischia di favorire uno spento Sì. Ha scritto Polito: "Sarebbe tipico del fronte del No ottenere il rinvio di un referendum che rischia di vincere".

Con Mattarella al Quirinale è legittimo chiedersi se il caso regna sovrano sui disegni referendari o se piuttosto non operi una Provvidenza… presidenziale. Nel frattempo l'Unità denuncia i giornalisti di La7 perché tra di loro si annidano pericolosi sostenitori del No che sarebbe giusto conteggiare come politici. Così dopo mesi di propaganda in tv a reti unificate per il Sì, a protestare sono i fautori della pseudo-riforma. 

Così è se vi pare… insomma. Certo, così tutto può succedere. Anche che i No diventino Sì, oppure che un Berlusco-Ni diventi un Berlusco-No.

Inshallah. Nel frattempo chi vuole arare il terreno del centrodestra sa che i No sono i soli semi utili perché l'albero dell'opposizione porti frutti. 



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COMMENTI
03/11/2016 - "L'Unità", "il giornale della verità"..... (ALBERTO DELLISANTI)

E' lo slogan che "L'Unità" si attribuì al tempo che fu. Fa sorridere, facendone memoria oggi. "L'Unità", rinata qualche anno fa, è attualmente l'organo "ufficiale" del renzismo, e denuncia l'anti renzismo della TV "La 7"!! Né Grillo, né Crozza arriverebbero a una simile comica. Per quanto l'ho seguito io, Floris dovrebbe essere un votante del NO. "Di martedì" lo seguo saltuariamente, ma mi baso sul suo enunciato in una puntata del salotto della Gruber. Formigli smisi di seguirlo piuttosto presto perché non resisto al suo tipo di conduzione. Paragone, per quanto muti da una RAI Due che fu, a quest'estate su "La 7", al suo talk di adesso, è il conduttore che è (non lo seguo). Ma ho ben presente Mentana e la Gruber che seguo pressoché sempre. Sono DUE CORAZZATE del SI', giorno per giorno. A dar retta all'effetto che fa non li seguirei mai. Prevale il tenersi informato sui media (Corrierone compreso, ormai di famiglia dall'Urbano Cairo). In quanto ad Onida, Mara Maldo è sempre da leggere. E' una forza del pensiero e della scrittura. L'enigma Onida, ci dicono stasera, durerà dieci giorni ancora. ......

 
03/11/2016 - Chi vincerà? (Luigi PATRINI)

Non si sa oggi chi vincerà il 4 dicembre: di certo potrà vincere o perdere solo l'Italia. L'Italia perderà se vincerà un SI che già sta spaccando il Paese: sia per la forma con cui è stato proposto (personalizzazione incomprensibile per un atto - il referendum - che interessa tutto il Paese, non il piccolo uomo che governa in questo momento!), sia per il contenuto: come si può votare con un SI o un NO un pacchetto di argomenti eterogenei e risolti (!?) in modo farraginoso? Se poi uno immagina che gli effetti delle modifiche sono peggiorativi è ovvio dire: NO, fermiamoci! Cambiare per cambiare, perchè qualcosa finalmente si muova - come dice qualcuno - non mi mare proprio una scelta intelligente. Se poi ci sono tutti quei pensieri (e progetti) nascosti, che l'articolo del caro "Maramaldo" evidenziano, viene proprio la voglia che vincano i NO. L'Italia potrebbe vincere in due modi: se il referendum venisse bocciato (Onida ha mille ragioni, spero che vinca!) oppure se, vincendo i NO, il Paese si incazzasse al punto da far capire alla classe politica che è ora, finalmente, di cambiare quel che va cambiato pensando davvero al vero Bene Comune della nostra Patria. Senza le prediche e i tweet del Bomba! Dio ce ne liberi!