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CATTOLICI IN POLITICA/ "E' lei che li ha traditi": Giovagnoli risponde a Galli della Loggia

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Papa Francesco (LaPresse)  Papa Francesco (LaPresse)

E non si può certo attribuire la responsabilità di questa situazione principalmente ai cristiani, i quali viceversa rappresentano generalmente un freno all'individualismo, alla xenofobia e al razzismo che alimentano il populismo. Lo mostra eloquentemente uno dei pochi casi di partito democratico-cristiano sopravvissuto fino ad oggi: quello tedesco, con Angela Merkel che è diventata il più forte leader antipopulista dell'intero continente. Vivono infatti un senso di responsabilità verso il bene comune, sono alieni dal l'estremismo verbale oggi tanto frequente, sono refrattari alle contrapposizioni radicali. È così via.

Ma c'è di più. Lontano dalla politica italiana ed europea, papa Francesco spinge i cattolici verso una visione opposta al ripiegamento anti globalizzante che costituisce oggi l'humus del populismo. Per loro natura i cattolici sono universalistici. Molti di loro conoscono i limiti della globalizzazione e il magistero pontificio ha contrapposto la globalizzazione della solidarietà a quella della finanza globale. Ma da tempo hanno intrapreso la strada  verso nuovi orizzonti. Proprio ciò che Galli della Loggia rimprovera ai cristiani — criticare crociate, colonialismo e antisemitismo — rivela un cammino cominciato da tempo per avvicinare quel mondo extraeuropeo di cui oggi gli occidentali hanno tanta paura. 

Oggi l'Occidente sembra non credere più in se stesso e il nuovo presidente americano dichiara la sua ammirazione — insieme ai leader populisti europei — per Putin, che per molti versi incarna valori opposti a quelli occidentali. E' questa crisi profonda ad alimentare il populismo. Anche i cristiani risentono di queste tendenze, ma la Chiesa cattolica si è da tempo proiettata oltre la crisi dell'Occidente.  

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COMMENTI
30/11/2016 - Ha ragione Crippa (ALBERTO DELLISANTI)

Sono d'accordo con Crippa

 
30/11/2016 - Secondo me sbagliano entrambi (Giuseppe Crippa)

Premesso che sarebbe molto meglio guardare alle politiche e non alle etichette nel definire un partito “di ispirazione cristiana” e che ovviamente non esiste né è mai esistito un partito che nella sua prassi fosse cristianamente ispirato in ogni sua politica e nella scelta di ogni suo rappresentante, le ragioni addotte da Galli Della Loggia, che guarda al passato, mi sembrano molto deboli ma non mi convincono neppure le ragioni di Giovagnoli, che quando scrive che “i cattolici hanno da tempo preso la strada verso nuovi orizzonti”, mostra di vedere il presente con gli occhiali (rosa) dell’idealista e non certo del politico. Grazie a Dio 2000 anni di cristianesimo hanno permeato il cuore ed il sentire di moltissimi europei che stanno reagendo ai tentativi di imporre ideologie, quali la globalizzazione e il gender, costruite da élites economiche e culturali radicalmente anticristiane in nome di un “buon senso” e di “valori civili” permeati di cristianesimo. In estrema sintesi: i nuovi partiti di ispirazione cristiana – sia pure un cristianesimo anonimo, non esibito - sono da ricercarsi in quelli che Giovagnoli definisce populisti (come AfD in Germania) e in quelli che neppure nomina ma che immagino definirebbe “monotematici” come ad esempio in Italia il Popolo della Famiglia.